“Non abbiamo problemi di scorte, ma non si possono escludere aumenti imprevedibili”
2 Luglio 2022
Insufficienti 50 metri di vuoto dalle piante infette per bloccare la Xylella
2 Luglio 2022

Liste d’attesa peggio di prima: una legge non basta

Una vera croce, il malanno delle attese infinite in Puglia per una visita specialistica o un’analisi. “Se chiedo alla Asl una visita specialistica urgente, se mi va bene aspetto sei mesi, viceversa se prenoto a pagamento dallo stesso medico e nello stesso ambulatorio/ospedale bastano pochi giorni o una settimana”, il coro dei cittadini pugliesi. Questa realtà non è più tollerabile, specie per i nostri anziani, portati sempre più spesso a rinunciare alle cure. Le Federazioni dei Pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Uilp di Puglia hanno deciso di raccogliere queste denunce, questo sentimento di rabbia e di dolore che si sta diffondendo nella nostra gente, per chiedere alle ASL e alla Regione rispetto per i nostri anziani, per i cittadini più fragili che, dopo più di due anni di isolamento da covid, si sentono ancora una volta abbandonati. L’Assemblea Regionale Unitaria, che si terrà martedì prossimo 5 luglio, alle 9.30 all’Hotel Excelsior di Bari, chiederà, con determinazione, un intervento straordinario della Regione Puglia per assicurare quanto è già scritto nella stessa legge regionale n. 13 del 2019, come sospendere temporaneamente l’intramoenia, per dare le prestazioni sanitarie anche a chi è esente da compartecipazione alla spesa, reperire ed assegnare le risorse necessarie al finanziamento dei Piani di recupero delle prestazioni sospese e dei tempi delle liste d’attesa, vigilare sull’attuazione delle misure previste dai Piani Operativi dei Direttori generali delle Aziende sanitarie pugliesi. Necessario un incontro urgente col Presidente Emiliano e l’Assessore alla Sanità, Palese, coinvolgendo anche i Sindaci, quali responsabili della salute delle comunità. Iter lungo e travagliato, quello della legge regionale di tre anni fa per ridurre le liste d’attesa in sanità, con modifiche importanti sull’intero sistema sanitario, proponendo la sospensione dell’attività libero professionale nelle aziende sanitarie in caso di un disallineamento superiore a 5 giorni nell’erogazione delle prestazioni in regime istituzionale rispetto a quelle in ALPI. Tra l’altro ogni due mesi i direttori generali dovrebbero pubblicare sul sito internet aziendale i dati relativi al monitoraggio, con riferimento all’attività istituzionale, monitorati dalla Giunta regionale. I dati dovranno riferirsi a ogni singola unità operativa ospedaliera e territoriale, mentre gli inadempienti dovrebbero essere soggetti a procedimento disciplinare, con il mancato riconoscimento per l’Alpi della remunerazione prevista per l’attività libero professionale. Invece l’assistito che non avesse avvisato della disdetta entro due giorni dalla data di effettuazione dell’intervento sanitario, sarà tenuto al pagamento delle prestazioni, anche se esente dal pagamento del ticket. Una legge ‘trasformata in un mostro giuridico’, secondo alcuni consiglieri regionali, che ha innalzato le quotazioni private e le spese, senza risolvere il problema dell’attesa, anche se, laddove il direttore generale constati l’aumento delle liste di attesa, la legge prevede di effettuare tutti gli accertamenti del caso e in particolare procedere all’acquisto di ulteriori prestazioni, sia dal pubblico sia dal privato accreditato. Insomma, una legge ancora ‘in fieri’ che sarà discussa e passata al setaccio all’inizio della prossima settimana da sindacati e parti sociali, nell’interesse di chi mette in gioco la propria salute.

Antonio De Luigi

 271 total views,  1 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *