Primo Piano

Liste d’attesa: “Per abbatterle servono controlli, ma Emiliano fa finta di niente”

Ancora e sempre parole più dure sulla sanità pubblica in Puglia, eppure nulla si muove. O cambia. “Mentre Michele Emiliano continua a tagliare nastri per nuovi ospedali, che nella maggior parte dei casi sono contenitori vuoti, e a dire che in Puglia va tutto bene, i pugliesi continuano ad aspettare mesi per prenotare un esame. Quando non sono costretti ad andare fuori Regione, andando ad alimentare la mobilità passiva.  Più volte ho segnalato la concorrenza sleale di alcuni operatori sanitari, chiedendo maggiori controlli , ma per non mettersi contro i medici Emiliano continua a non fare niente per abbattere le liste d’attesa”, attacca nuovamente a testa bassa il consigliere Cinquestelle Mario Conca. “Ci sono primari in extramoenia – continua  – che sottraggono pazienti al pubblico con studi privati accanto ale strutture pubbliche; dirigenti medici che si licenziano dai nostri ospedali per andare a lavorare nel privato convenzionato a causa del caporalato bianco dei direttori di struttura; chirurghi che vanno a lavorare a nero in altre regioni senza il benestare della direzione generale e interessi apicali che procurano attese di otto mesi per una PET di stadiazione di un tumore. In tutto questo Emiliano che fa? Come al solito niente, a parte roboanti annunci a cui non segue niente di concreto”. E così nell’indifferenza di tutti i responsabili della sanità pubblica pugliese si continua a morire da queste parti per colpa dei maledetti tempi morti in attesa di analisi e cure. “Duecento giorni per una mammografia e centoquaranta per un eco doppler, alcuni dei casi denunciati da queste colonne qualche settimana or sono su ciò che accade nella Sanità pugliese. In effetti sarebbe curioso comprendere da Emiliano, in qualità di assessore alla Sanità, cosa abbia fatto negli ultimi mesi per arginare un fenomeno drammatico come quello delle liste d’attesa, che ormai è diventato sistemico o, se si preferisce, endemico, nella sanità regionale. A parte qualche promessa, non risultano progetti importanti e diffusi per consentire ai pugliesi di curarsi nei tempi stabiliti dalla legge. Le cause di queste attese per conoscere il proprio stato di salute in un ambulatorio o in ospedale del Servizio sanitario Pubblico? Tante, tantissime, ma di mezzo c’è l’attività libero professionale che i medici pubblici possono svolgere nei riguardi dei pazienti paganti in proprio, ad esempio. Insomma, abolire l’intramoenia, fonte di corruzione, sarebbe un primo passo concreto per combattere una piaga che in Puglia ha raggiunto livelli insopportabili, tanto che i cittadini si sono abituati a conviverci. Per la Puglia si è da più parti fatto presente che l’attività professionale sia intramoenia sia extramoenia esercitate dei medici del Servizio Sanitario Nazionale sarebbe la principale causa dell’allungamento delle liste d’attesa, tenendo presente che la legge nazionale 120/2007 già prescriveva, tra l’altro, che occorre attuare un “monitoraggio aziendale dei tempi di attesa delle prestazioni erogate nell’ambito dell’attività istituzionale, al fine di assicurare il rispetto dei tempi medi”, così come vanno prevenute “le situazioni che determinano l’insorgenza di un conflitto di interessi o di forme di concorrenza sleale” e si deve provvedere al “progressivo allineamento dei tempi di erogazione delle prestazioni nell’ambito dell’attività istituzionale ai tempi medi di quelle rese in regime di libera professione intramuraria al fine di assicurare che il ricorso a quest’ultima sia conseguenza di libera scelta del cittadino e non di carenza nell’organizzazione dei servizi”. Vigilare in modo che tutti i dirigenti in regime di intramuraria, o in regime extramoenia effettuino le prestazioni istituzionali, nel rispetto dei tempi medi stabiliti sarebbe un primo passo ma, come ha osservato il consigliere pugliese Conca, nessun amministratore dà disposizioni in merito. E allora? Rinunciare alle cure o alla tutela della propria salute per ragioni di censo o condizioni economiche, può essere un altro deciso passo verso il baratro che certi politici stanno preparando…

Francesco De Martino


Pubblicato il 8 Marzo 2019

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio