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L’Italia di Agesilao Flora

Alternativa a stucco e legno, la cartapesta ha il pregio della leggerezza, per cui si presta assai bene alla realizzazione sia di cose piccole come maschere, burattini e statuine, che di manufatti imponenti come i carri carnevaleschi. La Puglia può vantare un’eccellente tradizione in fatto di cartapesta: nelle botteghe di Massafra, Putignano e di molti centri del Salento operano da sempre maestri di fama internazionale. Ricorre oggi il 159esimo anniversario della nascita di uno di essi; Agesilao Flora. Nato a Latiano il 29 luglio 1863 (si sarebbe spento a Lecce l’11 dicembre 1952), Flora, nel 1910, fondò a Gallipoli un laboratorio di cartapesta e una scuola d’arte applicata all’industria (tale scuola si ispirava al modello all’omonimo istituto milanese fondato nel 1882, e alloggiato presso il Castello Sforzesco, che ancora oggi mira a formare maestranze esperte nella produzione industriale di beni di largo consumo e dal disegno pregevole). Flora fu anche pittore. In questa veste operò prevalentemente in Terra d’Otranto decorando chiese e pubblici edifici; particolarmente pregevoli gli affreschi della Cattedrale di Gallipoli, della Stazione Marittima di Brindisi e di Palazzo Imperiali a Latiano. Soffermiamoci su quest’ultima costruzione. In origine maniero medievale, l’imponente edificio venne trasformato in residenza signorile dai marchesi Imperiali, signori di Oria e Francavilla, che si insediarono a Latiano dalla metà del Seicento. L’ambiente di maggior prestigio consiste nel Salone di Rappresentanza il cui soffitto si presenta decorato da Agesilao Flora e dallasua equipe itinerante, costituita in massima parte da allievi della scuola d’Arte “A. Flora” di Gallipoli e dal collaboratore più fedele, Salvatore Murra. Divisa in riquadri, l’opera omaggia tre temi: il Salento, Roma e l’Italia. Quest’ultimo tema (vedi immagine) è trattato in chiave allegorico-celebrativa: Immersa in un’intensa luminosità, l’Italia appare avvolta dalle personificazioni delle Virtù e delle Arti, intese come elementi fondanti di una società progredita. Gli affreschi di Flora non sono l’unica ricchezza di Palazzo Imperiali. Le altre sale dell’imponente edificio ospitano una raccolta di reperti archeologici, due Musei (Museo del Sottosuolo e Museo delle Arti e delle Tradizioni di Puglia), l’Auditorium, la Biblioteca Civica, il Muso del Sottosuolo e la Quadreria. Tale pinacoteca raccoglie quindici tele del XVI-XVII secolo che l’ultimo dei marchesi volle lasciare in dono a Latiano. In origine la raccolta era ben consistente (si parla di almeno duecento quadri).

Italo Interesse

 

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