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Lo scioglimento del Comune mette a rischio le amministrative e il seggio di Decaro a Bruxelles

Diverse le ipotesi possibili, qualora la commissione ravvisasse i presupposti per il commissariamento dell'ente barese prima delle prossime elezioni amministrative ed europee

Sulle elezioni amministrative baresi del 8 e 9 giugno prossimi pende la spada di Damocle del rischio di scioglimento del Consiglio e relativo commissariamento del Comune, con la conseguenza che la consultazione slitterebbe come minimo di 18 mesi ed un massimo di tre anni. Infatti, se la commissione ministeriale di accesso agli atti, il cui lavoro dovrebbe concludersi entro tre mesi eventualmente prorogabili a sei, dovesse riscontrare già da subito elementi talmente gravi e sufficienti a dover chiedere lo scioglimento dell’Assemblea cittadina, è possibile che i tre commissari, il prefetto in quiescenza Claudio Sammartino, il vice prefetto Antonio Giannelli ed il maggiore Giuseppe Stola dello Scico (Servizio centrale investigazioni sulla criminalità organizzata) della Guardia di Finanza, decidano di accorciare i tempi, chiudendo la relazione da consegnare al Prefetto di Bari ancora prima del termine di tre mesi concesso per chiedere lo scioglimento degli organi politici comunali ed il commissariamento dell’ente. In tale malaugurata ipotesi il provvedimento del Governo controfirmato dal Presidente della Repubblica se arrivasse prima del voto, le elezioni amministrative verrebbero sicuramente sospese e rinviate alla data fissata nello stesso decreto e che comunque lo slittamento non potrebbe essere – come detto innanzi – inferiore a 18 mesi. Lo slittamento delle comunali potrebbe avvenire anche prima che il provvedimento del Governo venisse perfezionato, qualora la relazione della commissione ministeriale con la richiesta di scioglimento giungesse al Prefetto prima del voto, poiché quest’ultimo nelle more dell’espletamento dell’iter burocratico chiederebbe al Viminale di sospendere l’elezione del nuovo sindaco e rinnovo del consiglio comunale, onde evitare che ad essere sciolti fossero gli organi politici neo eletti, qualora il decreto governativo controfirmato dal Capo dello Stato giungesse dopo le elezioni. Quindi, nel caso in cui la commissione, nel corso del proprio lavoro, ravvisasse già gli estremi per lo scioglimento, è possibile che per evitare i costi inutili di un rinnovo di organi comunali che poi sarebbe inficiato da uno scioglimento successivo, allora è possibile che Sammartino, Giannelli e Stola accelerino il loro operato onde evitare che Bari vada al voto inutilmente e consentire così al Prefetto di far sospendere le elezioni amministrative in attesa che si completi la procedura per lo scioglimento, che – come detto – richiede una delibera del Consiglio dei ministri e la controfirma del Quirinale. Se questo è l’iter, allora è chiaro che fondamentale, per capire se a Bari il prossimo giugno si voterà oppure no anche per le amministrative, è l’attività della commissione ministeriale e, soprattutto, i tempi che essa impiegherà per approfondire il “caso Bari”. Infatti, da tali approfondimenti dipenderanno le conclusioni a cui giungerà la commissione. E’ chiaro che in mancanza di certezze la commissione concluderà il proprio lavoro chiedendo al Prefetto di archiviare la pratica e ciò potrebbe avvenire anche con comodo nei tempi concessi dalla legge. Per cui anche la macchina amministrativa elettorale andrebbe avanti regolarmente, senza subire alcuna interruzione di sorta da parte del ministero degli Interni. In caso di scioglimento in extremis, alla vigilia del voto amministrativo, o di sospensione della consultazione preordinata allo scioglimento che, a quel punto, giungerebbe successivo alla data già fissata delle votazioni comunali, perché la commissione ha già tirato le conclusioni del proprio lavoro, avendo depositato la relazione con la richiesta di scioglimento degli organi politici comunali in carica, cosa potrebbe accadere al sindaco Antonio Decaro (Pd) che, come annunciato, nella stessa tornata elettorale delle amministrative baresi sarà candidato per la conquista di un seggio al parlamento europeo? Infatti, se un eventuale scioglimento giungesse prima del voto, stante alle norme, Decaro sarebbe incandidabile. Però, la presentazione delle candidature al Parlamento europeo deve avvenire entro il 20 aprile prossimo e difficilmente prima di tale data la commissione potrebbe aver concluso il proprio lavoro di verifica degli atti per cui è stata insediata. Quindi, nella malaugurata ipotesi di un commissariamento del Comune prima del voto, Decaro anche se in lista, potrebbe vedersi sospesa d’ufficio la sua candidatura prima del voto. Diversamente, invece, se lo scioglimento giungesse successivamente all’8 e 9 giugno prossimi. Infatti, se Decaro fosse eletto, ma lo scioglimento giungesse dopo, la sua candidatura al Parlamento europeo e, quindi, anche la sua eventuale elezione resterebbero valide, perché tale fattispecie non ricadrebbe nel contemplato caso di incandidabilità. Anche se la commissione concludesse prima di tale data il proprio lavoro chiedendo il commissariamento, per cui le elezioni slitterebbero sapendo già di tale richiesta e, quindi, si fosse solo in attesa del provvedimento formale di scioglimento, l’eventuale elezione a Bruxelles del Primo cittadino barese sarebbe comunque salva dall’ipotesi di incandidabilità ma non, forse, da un possibile vizio di legittimità per la proclamazione. Ma questo sarebbe eventualmente un problema che, se Decaro fosse eletto, interesserebbe direttamente il primo dei non eletti della sua lista. In ogni caso, per ora, si tratta soltanto di ipotesi che potrebbero accadere, ma che potrebbero anche non verificarsi. Di certo, però, si può affermare che il rischio di scioglimento per il Comune di Bari c’è e che i tre commissari sono al lavoro per fare chiarezza sull’attività amministrativa del Comune e delle sue partecipate, le quali – stante alle indagini già rese note dalla Procura distrettuale antimafia barese – almeno per l’Amtab spa, anche in questi ultimi anni di amministrazione Decaro, non hanno avuto affatto un’attività specchiata.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 30 Marzo 2024

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