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Lo scontro tra Grillo e Conte getta nel caos anche i pentastellati pugliesi

Il caos nel M5S non è soltanto a livello romano, nei gruppi parlamentari di Camera e Senato, poiché una situazione analoga, ma silenziosa, è ormai presente anche a livello pugliese, dove i pentastellati presenti nelle istituzioni non sanno forse più che “pesci” prendere a causa della diatriba tra il fondatore e garante del Movimento, il comico Beppe Grillo, e l’ex premier che per quasi tre anni è stato uomo di punta e fiore all’occhiello di detta formazione politica, l’avvocato e professore di origine pugliese, Giuseppe Conte. Infatti, la vicenda romana tra Grillo e Conte nell’immediato rischia di mettere in difficoltà soprattutto i pentastellati locali che nel prossimo autunno dovrebbero essere impegnati nei Comuni chiamati ad eleggere il sindaco ed a rinnovare i rispettivi consigli. Però, l’imbarazzo per quanto sta succedendo ai vertici nazionali del Movimento riguarda anche i tanti consiglieri comunali ed alcuni sindaci del M5S presenti nella nostra regione e che non andranno al voto nell’immediato, ma che comunque potrebbero presto essere chiamati a scegliere da che parte stare. Molti di questi sono affezionati più al simbolo del Movimento che ai nomi di quelli che a Roma stanno facendo volare gli stracci per assicurarsene il controllo. Difatti, provando a chiedere a qualche pentastellato nostrano se in quanto sta accadendo a Roma lo vede più dalla parte di Grillo o di Conte, la risposta di tutti questi è scontata ed è quasi sempre la stessa: “Io sto con il M5S”. Quindi, l’imbarazzo anche tra i rappresentati pentastellati pugliesi è totale e la preoccupazione di dover, prima o poi, fare una scelta, qualora il divorzio tra Grillo e Conte dovesse essere (come sembra!) irreversibile, li rende estremamente prudenti nelle dichiarazioni a favore dell’uno o dell’altro dei contendenti. Di certo si rendono conto che di questo passo arriverà anche il momento in cui una scelta dovranno pur farla. Ed anche se la speranza di una riconciliazione, tra il fondatore e garante, Grillo, e l’ex del governo “giallo-verde” prima e “giallo-rosso” dopo, sarà l’ultima a morire e già la sola idea di doversi un giorno continuare a definirsi “pentastellati” per via del simbolo, ma senza più Grillo o viceversa, ossia “grillini” ma senza più il tradizionale simbolo a cinque stelle del Movimento, li rende particolarmente sconfortati e forse anche nervosi. Infatti, non è complicato per alcuno rendersi conto che gran parte dei voti ottenuti dal Movimento (e grazie ai quali molti di essi sono stati eletti a sindaco od a consigliere comunale, regionale o parlamentare!) sono stati conseguiti o grazie all’attività comiziale di Grillo oppure grazie alla notorietà della sigla (e quindi del simbolo pentastellato) conseguita in circa 15 anni consecutivi di manifestazioni di protesta e presenza nelle maggiori piazze del Paese. Una bandiera, quindi, quella pentastellata che potrebbe verosimilmente continuare a vivere elettoralmente con Grillo, ma che potrebbe con altrettante probabilità anche morire, senza più Grillo come “king maker” del Movimento. Ed anche se non sono pochi pure tra i rappresentanti istituzionali pentastellati pugliesi coloro che si rendono conto che in realtà lo scontro tra Conte e Grillo è soprattutto per chi tra i due deve essere il vero “play-maker” politico del Movimento, l’attenzione maggiore resta per chi alla fine riuscirà a detenere l’uso del simbolo alle elezioni. L’altra preoccupazione di molti pentastellati nostrani è che il triste  “spettacolo” che sta andando in scena a livello nazionale all’interno del M5S provocherà quasi sicuramente delle ripercussioni elettorali negative alle amministrative del prossimo autunno, al punto che anche quella che sembra possa essere la maggior roccaforte del Movimento, ovvero Roma, con la possibile riconferma del sindaco pentastellato uscente, Virginia Raggi, in un simile caos interno potrebbe addirittura capitolare al primo turno, non riuscendo ad andare neppure al ballottaggio. In tale malaugurata ipotesi i “5 Stelle” potrebbero essere spacciati come forza politica per l’immediato futuro. E ciò che oggi è ancora solo a livello di caos interno ai gruppi parlamentare del M5S potrebbe quasi sicuramente diventare un vero e proprio “Big-Bang” in tutti i consessi istituzionali dove il Movimento pentastellato è presente con propri rappresentanti eletti precedentemente. Qualcuno di tali rappresentanti miracolati alle elezioni dalla sigla a “5 Stelle” – come è noto – si è già messo, come suolo dirsi, a parte civile transitando in altra formazione politica, come è accaduto alcuni mesi fa con il deputato barese Paolo Lattanzio, eletto a marzo del 2028 con i “5 Stelle” e poi spostatosi nel partito di Enrico Letta, ossia nel PD. Qualche altro parlamentare pugliese ex “5 Stelle” si è accomodato sul fronte opposto, ossia quello del centrodestra, già subito dopo la fine del governo “giallo-verde”. Cosa accadrà nei prossimi giorno e settimane, ma soprattutto dopo le amministrative del prossimo ottobre, a quello che un tempo divenuto addirittura era il “terzo polo” del sistema politico italiano è impossibile prevederlo. Infatti, l’unica certezza per attivisti e rappresentanti istituzionali  del M5S è che anche in Puglia d’ora in poi si navigherà a vista.

 

Giuseppe Palella

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