Lo spettro della Serie C fa sempre più paura al Bari
Il tecnico chiede sostegno al San Nicola: “Abbiamo bisogno dei nostri tifosi e speriamo di riavvicinarli con i fatti

Ennesimo passo falso per il Bari. Contro il Südtirol di mister Castori, i padroni di casa hanno fallito l’opportunità di allungare sulle avversarie in lotta per la salvezza. La tavola era apparecchiata: lo Spezia ha perso con il Frosinone e il Mantova con il Catanzaro, ma il Bari non si è accomodato a godere del lauto pasto. Per quanto gli altoatesini potessero essere un avversario temibile per fisicità e continuità nel rendimento, i pugliesi non hanno nemmeno provato alcuna controffensiva. I ragazzi di Longo sono sembrati in balia degli eventi, senza idee concrete e senza la scintilla dell’orgoglio di appartenenza. Il tecnico piemontese è partito con un 11 inedito, confermando il 3-4-2-1, ma utilizzando interpreti differenti. In difesa ha puntato nuovamente su Odenthal e Cistana, ma ha preferito Mantovani a capitan Pucino. A centrocampo le scelte sono state un po’ obbligate per via degli infortuni di Dickmann e Verreth. A sostituire il primo è stato il giovane Moussa Manè come quinto. Sulla linea mediana Braunoder e Traorè. Sulla trequarti Piscopo e Cavuoti alle spalle di Çuni, preferito a Moncini. Dopo un primo tempo sofferto, Longo ha deciso di cambiare qualcosa in campo e ha dato spazio a Moncini per Piscopo e a Rao per Mantovani. Le mosse in panchina, però, sono risultate più vincenti per il Südtirol che, a 3 minuti dall’inizio del secondo tempo, ha centrato il bersaglio con Merkaj, appena subentrato a Verdi. Nessuna reazione per il Bari, che ha continuato ad incassare le offensive degli avversari, cercando di ritardare quanto più possibile il raddoppio degli avversari e la chiusura definitiva del match. Al 69’ Longo ha pensato di inserire forze fresche e ha sostituito Çuni con Gytkjaer e Traorè con Artioli. Ma la sfortuna si è accanita contro i pugliesi e Manè, malauguratamente, ha messo a segno un’autorete. L’ultima mossa per il tecnico torinese è stata quella dell’inserimento di Esteves per Cavuoti. Il Bari solo all’80’ ha iniziato ad accelerare i ritmi. Su azione personale, Emanuele Rao ha accorciato le distanze con un gol da cineteca. Ma i tempi erano troppo stretti e Gytkjaer ha sprecato l’ultima azione degna di nota, mancando una girata per puntare alla porta. È finita così sul 1-2 la gara con gli altoatesini, tra rammarico e frustrazione da parte della tifoseria. A margine della partita, un gruppo di facinorosi ha forzato la porta che separa la Curva Nord dalla Tribuna Ovest. Bloccati dalle forze dell’ordine, le proteste sono continuate all’esterno dello stadio, prima verso la porta 1 e dopo verso la 8, dove i capi ultras hanno avuto un confronto con il direttore sportivo Valerio Di Cesare e il tecnico Moreno Longo. L’episodio si è concluso senza colluttazioni o feriti, ma è stato un monito da parte della tifoseria organizzata che non intende arrendersi alla retrocessione.
Intanto, in sala stampa, Moreno Longo ha espresso il suo rammarico per la situazione e ha chiesto scusa per la prestazione dei suoi ragazzi: “Mi scuso per la brutta prestazione che non è stata in linea con le aspettative. Bisogna assumersi le proprie responsabilità, non sono stato bravo io a mettere in campo una squadra che potesse fare una prestazione diversa. Molti ci vedono morti, ma siamo a 4 punti dalla salvezza diretta. Dobbiamo continuare a lottare, anche se siamo i soli a credere di poterci salvare. Non è da me alzare bandiera bianca. Nel calcio ne ho viste di tutti i colori e ho visto ribaltare situazioni che sembravano impossibili. Internamente non dobbiamo sprecare energie su quello che avremmo potuto avere e non abbiamo avuto dal mercato. Sottolineo che siamo i primi a voler cambiare lo stato delle cose. Per noi è lavoro, è la nostra carriera e la difendiamo perché viviamo di risultati. Cerchiamo di mandare i ragazzi in campo con le giuste motivazioni, ma nella loro testa i risultati pesano come dei macigni. Anche i pareggi vengono vissuti come delle sconfitte, quando sei obbligato a vincere tutte le partite. A 20 minuti dalla fine, dopo il gol di Rao, la squadra ha dato sintomi di volerci provare. Pertanto, devo essere bravo a trovare la chiave giusta per cercare di risolvere questa situazione. Conoscevamo il nostro avversario, una squadra fisica che veniva da un filotto di risultati positivi. Noi eravamo svuotati e non avevamo le stesse energie. Ogni spiegazione può sembrare aria fritta ora, servono soluzioni. Tutte le prossime partite possono rappresentare delle opportunità di riscatto. Per me è un dispiacere quello che è successo fuori dallo stadio, posso solo dire che noi abbiamo bisogno dei nostri tifosi e speriamo di riavvicinarli con i fatti. Rao non è stato schierato dal primo minuto perché non è un giocatore da seconda palla, ma ha bisogno della palla pulita. Ho pensato che potesse essere più utile quando calano i ritmi e ha più possibilità di ricevere una palla pulita”.
Il Bari è così fermo in classifica a 21 punti, al penultimo posto, a sole 3 lunghezze dal fanalino di coda Pescara che ha accorciato le distanze dai baresi, vincendo con l’Avellino. Proprio sulla panchina dei lupi dell’Irpinia potrebbe finire nelle prossime ore l’ex allenatore del Bari, Fabio Caserta, dopo l’esonero di Biancolino. La situazione inizia a diventare complessa per i pugliesi e lo spettro della retrocessione in Serie C inizia a bussare sempre più forte dietro la porta dei De Laurentiis.
Intanto, ieri mattina i biancorossi sono tornati subito in campo per dare inizio alla preparazione della sfida di Padova, gara valida per la 26ª giornata, sul terreno dello stadio ‘Euganeo’ alle ore 15 di sabato 21 febbraio. La seduta di ieri, svolta al San Nicola, è stata modulata su due gruppi distinti: chi ha giocato dal primo minuto domenica si è dedicato a lavoro di scarico tra campo, palestra e fisioterapia, mentre il resto del gruppo ha lavorato alternando lavoro atletico ad intensità crescente ad esercitazioni tecniche e sfide a ranghi misti su porzione di campo. Per quest’oggi è in programma una seduta di lavoro mattutina che verrà svolta a porte chiuse. (ph.T.Lapedota)
Tess Lapedota
Pubblicato il 17 Febbraio 2026



