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Lo stalker dei pizzini colto in flagranza di reato

Un vero e proprio incubo quello che vive, da circa 2 anni, una ragazza barese, 30enne, residente a Japigia, un incubo che le ha cambiato la vita e che è cominciato con la ricezione di bigliettini anonimi dal contenuto quasi sempre morboso, volgare e frequentemente minaccioso ritrovati dalla vittima in tutti i luoghi da lei frequentati e finanche nei pressi della sua abitazione, vicino al portone o sul parabrezza. Una storia dai contorni poco chiari fin quando lo stalker non ha deciso di dare un volto a quei pizzini. Con grande sorpresa colui che le aveva reso la vita un vero e proprio inferno altri non era che un suo vicino di casa, un ragazzo di soli 22 anni, figlio di professionisti, che la donna incontrava spesso. Dopo la denuncia il giovane è stato arrestato, ma il suo periodo di reclusione si è concluso dopo solo 24 ore. In attesa della sentenza definitiva al ragazzo è stato imposto l’obbligo di lontananza dalla giovane donna ad almeno 500 m. Tuttavia il giovane, non ottemperando all’obbligo impostogli, dopo un esiguo periodo di tempo, ha ricominciato a tormentare la vittima prescelta, facendosi trovare in un paio di circostanze accovacciato vicino alla macchina della donna. Ormai visibilmente provata e chiaramente terrorizzata la 30enne si è rivolta ad una volante che ha fermato il giovane, nella cui tasca conservava ancora una parte dei bigliettini scritti, ma non ancora consegnati. Immediato il secondo procedimento avviato sulla base delle nuove norme introdotte dal Codice Rosso, che potrebbero prevedere l’arresto dello stalker, nonostante i diversi tentativi, da parte della difesa, di far dichiarare il ragazzo incapace di intendere e di volere, e quindi non idoneo a commettere reati.Del caso in questione si è occupata anche l’Associazione Gens Nova, presieduta dall’avvocato Antonio Maria La Scala (nella foto,ndr), che da anni conduce, prima al timone di Penelope, e in seguito come Presidente dell’Associazione Gens Nova, numerosissime battaglie a tutela delle donne-vittime di violenza.Degno di nota il suo impegno costante per ottenere misure a favore delle stesse, quelle misure che sono finalmente rientrate a far parte del Codice Rosso, la l.69/2019 in vigore da luglio. Tra queste novità c’è l’introduzione del nuovo reato di cui sopra (387 bis del Codice Penale), che prevede la reclusione, da 6 mesi a 3 anni, per chi viola il provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle vittime. Questo non rappresenta l’aggravamento di una misura cautelare già esistente, ma un vero e proprio altro reato.

Marina Basile

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