Cultura e Spettacoli

Lo strano volo del Gabbiano

Nel 1998, al Teatro Vascello di Roma, si gridava al miracolo in occasione della prima de ‘Il Gabbiano’ diretto da Giancarlo Nanni, allora alla guida della Fabbrica Dell’Attore (compagnia che quest’anno festeggia il cinquantenario dell’attività). Con la ri-messa in scena ad opera di Manuela Kustermann dopo la prematura scomparsa di Nanni nel 2010, questo celebre allestimento – con la stessa compagnia e lo stesso cast, salvo lievi ritocchi – ha aperto al Nuovo Abeliano la stagione di Teatri di Bari. Diversa questa volta la risposta della platea. Una risposta meno empatica, un po’ distaccata e che ha infuso la sensazione del passaggio di un lasso di tempo ben più lungo di vent’anni. Guardando le cose con occhi ‘moderni’, ecco prendere forma interrogativi inattesi : Quale, ad esempio, la necessità di adottare un registro di simboli così articolato e complesso ed esasperato nella gestualità? E ancora : Se Il Gabbiano è entrato nella storia del teatro per il singolare intreccio tra complessità umana e complessità dell’arte, tale viluppo ne giustifica una rappresentazione addirittura stralunata, proiettata fuori del tempo e dello spazio? Va bene scavare nei personaggi e farsene un’idea più vasta di quelle suggerita dal copione, non va bene invece allontanarsi dal punto di partenza e smarrire la via del ritorno (emblematico il sottotitolo dello spettacolo : ‘Ovvero, quanta strada ha fatto Cechov per arrivare a Yokohama?’…). E’ un fatto che durante l’intervallo la perplessità aleggiasse in platea e che alcuni abbiano abbandonato la sala. Per quanto questi ultimi abbiano avuto torto dal momento che il secondo tempo si è rivelato sensibilmente migliore per concretezza. Certo, questo ‘Il Gabbiano’ resta bello a vedersi. Nanni appaga la vista : luci, colori, cose e interpreti sembrano danzare. Alla fine, però, il testo impallidisce e si fa strumentale a una fuga per la tangente verso un teatro che si specchia in sé stesso. Con Manuela Kustermann erano in scena Paolo Lorimer, Massimo Fedele, Sara Borsarelli, Maurizio Palladino, Eleonora De Luca /Anja Sozzani e Lorenzo Frediani. – Restando al teatro di via Padre Kolbe, da stasera e sino a domenica per la rassegna Abeliano Events è in cartellone ‘Peccati’ di Vito Signorile. Con Signorile sono in scena Antonio Stornaiolo e Daniela Baldassarra. Una produzione Teatri di Bari /Abeliano. Lo spettacolo è un’incursione fra teatro, gastronomia, musica, poesia, letteratura, magia, tradizione popolare e usanze di convenienza che omaggia i cinque sensi in un clima sospeso tra serio e faceto, alla scoperta delle complicazioni del rapporto uomo/donna.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 1 Novembre 2018

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