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L’obiettivo del Garante: “Allestiamo spazi comuni”

Grazie alla sinergia tra UBI Banca Carime e il Garante regionale delle persone sottoposte a detenzione, sono state arredate due nuove aule nelle carceri di Bari e di Taranto, per le attività sociali delle comunità penitenziarie e la formazione dei reclusi.

Si tratta di una iniziativa a costo zero, per chi dona e per chi riceve, un gesto apparentemente semplice, ma ugualmente di grande significato. “Si tratta di un gesto semplice ma significativo, che porta vantaggi per tutti”, ha dichiarato il direttore generale di UBI Banca, Raffaele Avantaggiato, presentando il progetto. “Oltre a compiere un “gesto sociale”, l’istituto di credito – ha precisato Avantaggiato – si preoccupa così di liberare i locali della nuova sede di via De Blasio, e di riciclare materiale che altrimenti sarebbe stato smaltito, risparmiando, quindi, anche questi ulteriori costi”.

Sono stati utilizzati sedie e scrivanie dismesse dall’istituto bancario, ma in ottimo stato, per arredare i due locali, con l’aiuto concreto dei detenuti. Queste aule serviranno come spazi di vita comune, all’esterno delle celle, sia per la formazione e la didattica, sia per le esigenze del personale e per ospitare i familiari in visita.

“Il tema dell’attenzione al sociale e della beneficenza, fa parte dello statuto della Banca Carime”, ha detto il direttore risorse umane, Mauro Magistro. “Il nostro orgoglio, oggi, è la certezza di essere un’impresa che interviene nel territorio in cui opera”.

Nel carcere di Taranto, l’aula è già attiva, e risponde ad una capienza di circa 30 posti; “è stata arredata con l’aiuto dei detenuti ‘MOF’ (ovvero coloro che si occupano della manutenzione ordinaria del fabbricato), i quali si sono impegnati, con vivo entusiasmo, per la buona riuscita del progetto che li vede direttamente coinvolti”, questo ha evidenziato la Direttrice del penitenziario; Stefania Baldassarri.

“Aiuterà ad attuare percorsi di formazione e lavoro, che hanno già consentito l’inclusione sociale di 700 persone su una popolazione carceraria pugliese di 3000 unità”, ha sottolineato Lidia De Leonardis, Direttrice della Casa Circondariale di Bari, in cui l’aula sarà attrezzata nella sezione in ristrutturazione, che verrà completata a settembre.

Il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, presentando il risultato di questa simbolica sinergia, ha dichiarato: “Il recupero dei detenuti non può essere un impegno esclusivo dell’Amministrazione penitenziaria, ma di tutte le articolazioni della comunità regionale, perché chi ha scontato una pena possa tornare una risorsa al servizio della società civile”. “Queste azioni – ha concluso Introna – confermano la volontà del Consiglio regionale di incidere sulla realtà carceraria e sui suoi problemi, una volontà concretizzata nell’istituzione della figura del Garante, ruolo svolto con grandi motivazioni da Pietro Rossi e dal suo Ufficio, per favorire il reinserimento nella società di chi vi è stato temporaneamente allontanato”.

In Puglia sono attivi dieci istituti di pena e il sovraffollamento resta uno dei problemi più urgenti: nel solo carcere tarantino, su una capienza complessiva di 395 posti, i detenuti ospiti dell astruttura sono 570.

Per l’Amministrazione penitenziaria è intervenuto il responsabile dell’area educativa Tommaso Minervini che ha parlato di un nuovo modello per la vera inclusione sociale, “volto a tenere alte le garanzie e le funzioni sancite nella Carta Costituzionale per gli istituti di credito e quelli penitenziari”. “L’obiettivo di tutti  – ha concluso Minervini – dev’essere  trasformare i dati statistici dello ‘svuotacarceri’ in vera inclusione sociale”.

 

Anna Deninno

 

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