Lobuono fiducioso di poter sovvertire i sondaggi, ma su Decaro continua a non mettere “carne al fuoco”
Una campagna elettorale sonnacchiosa e priva di entusiasmo financo da parte del corpo elettorale, che potrebbe disertare le urne come già avvenuto in Marche, Calabria e Toscana
In quest’ultimo penultimo fine settimana di propaganda elettorale che precede la consultazione del 23 e 24 novembre il candidato governatore della Puglia per il campo largo, Antonio Decaro (Pd), è dato per favorito in tutti i sondaggi con un distacco di circa 30 punti percentuali sul rivale di centrodestra, Luigi Lobuono, che invece è fiducioso di poter sovvertire le previsioni, proprio come ha fatto il suo collega di centrodestra nelle Marche, Francesco Acquaroli, poco più di un mese fa. Infatti, i sondaggi resi noti nelle settimane che precedono gli ultimi 15 giorni prima del voto spesso sono fatti per suggestionale gli elettori, perché ciò che influisce davvero in modo determinante sul corpo elettorale è sicuramente ciò che accade immediatamente prima dell’apertura dei seggi. Al momento, però, stando alle rilevazioni dei sondaggisti pubblicate fino a ieri e che da oggi – come è noto – non possono più essere resi noti nuovi sondaggi fino alla chiusura dei seggi, Decaro assicurerebbe alla sua coalizione di poter continuare a guidare la Regione Puglia per la quinta legislatura consecutiva. Ma la politica, si sa, può sempre assicurare dei colpi di scena inattesi anche nelle situazioni in cui sembrano assai difficili a verificarsi, come in questo caso. Infatti, allo stato delle cose è certo soltanto che Decaro dovrebbe essere in vantaggio con un ampio margine su Lobuono, però il campione delle rilevazioni effettuate da tutti i sondaggisti è sicuramente molto basso (800 intervistati) rispetto ad un corpo elettorale che sfiora i due milioni di elettori. Difatti Lobuono, a margine dell’incontro di presentazione della lista di Fratelli d’Italia nel Salento, alla presenza anche di Arianna Meloni, rispondendo alle domande dei giornalisti sui sondaggi che danno avanti il candidato del centrosinistra, Decaro, con una percentuale di quasi 30 punti, ha affermato: “Io sto facendo la mia campagna elettorale. Sono i cittadini che mi parlano dei problemi della Sanità e delle liste d’attesa, del lavoro che non si trova e che non c’è per i nostri giovani”. Per poi aggiungere: “Sto girando tutta la Puglia, dalla Capitanata a Santa Maria di Leuca, e non ho trovato ancora un solo paese dove non mi abbiano parlato dei problemi della Sanità, ma anche del comparto industriale, manufatturiero, agricolo con l’emergenza Xylella”. Ed in conclusione su l’ex Ilva Lobuono ha affermato: “Siamo in emergenza dappertutto”, chiedendosi: “Ma cos’altro devono fargli ai cittadini per farli andare a votare e cambiare questa narrazione di una sinistra che non funziona?” Comunque gli “assi” che potrebbero sovvertire le previsioni di voto forse non sono stati ancora calati sul tavolo di una campagna elettorale che, finora, sembra caratterizzata da un fair play alquanto imbarazzante tra Decaro e Lobuono, considerato che l’aspirante governatore del centrodestra in questa campagna elettorale di “carne al fuoco” sul rivale di centrosinistra, nonché ex Primo cittadino barese ed ora europarlamentare, ne avrebbe potuto mettere molta, ma finora stranamente non lo ha fatto e chissà mai se lo farà in quest’ultime due settimane precedenti all’apertura dei seggi. Lobuono forse spera che ad infiammare la campagna elettorale ci pensino i leader dei partiti che lo sostengono e che sono attesi a Bari per lunedì prossimo. Infatti, toccherà lunedì alla premier e leader di Fdi, Giorgia Meloni, insieme ai suoi due vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini, leader rispettivamente di “Forza Italia” e “Lega”, ed al leader di “Noi moderati”, Maurizio Lupi, di dare slancio ad una campagna elettorale sonnacchiosa e priva di entusiasmo financo per il corpo elettorale, che financo dai sondaggi risulta addirittura disinteressato a recarsi al voto, poiché appena il 43% degli interessati ha dichiarato di voler andare a votare e di questi circa la metà non ha dichiarato la propria intenzione di voto, essendo ancora indecisa a chi dare il proprio voto. Dati, questi, che dovrebbero far preoccupare non poco tutte le forze del sistema politico, che invece continuano a mostrare disinteresse sul crollo di partecipazione alle urne e di essere solo attente a come accaparrarsi il consenso di coloro che ancora vogliono andare a votare. Eppure dai dati dei sondaggi è evidente che il disinteresse dei cittadini al voto è un chiaro sintomo di sfiducia verso l’attuale sistema politico e, quindi, di delegittimazione dello stesso da parte del corpo elettorale. Infatti, se anche in Puglia dovesse verificarsi ciò che è accaduto recentemente alle regionali delle Marche, ed ancor di più a quelle della Calabria e della Toscana, dove più di un elettore su due non si è recato alle urne, allora chiunque sarà il vincitore, sarà legittimato a governare, ma non sarebbe di certo politicamente rappresentativo della maggioranza silenziosa dei pugliesi, che invece ha preferito misconoscere il valore istituzionale del voto, perché forse non crede più in un sistema elettorale maggioritario che, dopo oltre 50 anni di proporzionale puro ed elezione indiretta di sindaci e presidenti di Regione, ha reso la nostra democrazia solo un fatto formale e non più sostanziale. Ma se così fosse effettivamente, allora vorrebbe forse dire che la nostra democrazia è in declino e che invece i motivi di preoccupazione anche in Puglia dovrebbero essere ben altri per chi vincerà le prossime regionali.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 8 Novembre 2025



