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L’occhio del governo sull’emergenza sanitaria in Puglia

Sulla situazione pandemica della Puglia si sono “accesi” i riflettori del governo nazionale a seguito di alcune interrogazioni parlamentari, oltre che dell’opposizione di “Fratelli d’Italia” (che, tra l’altro, da diverse settimane ha chiesto al ministro della Sanità, Roberto Speranza, il commissariamento per l’emergenza Covid della nostra regione), anche da parte di forze politiche, quali “Italia Viva” al Senato e “Forza Italia” alla Camera, che fanno entrambe parte della maggioranza parlamentare che sostiene il governo di Mario Draghi. Infatti, a Palazzo Madama il gruppo di Italia Viva, con in testa il capogruppo Davide Faraone, ha presentato recentemente un’interrogazione al ministro Speranza sulla situazione vaccini in Puglia. A dare la notizia è stata la senatrice pugliese Teresa Bellanova di Iv, che nel governo Draghi è sottosegretaria alle Infrastrutture e che, a proposito dell’emergenza sanitaria in Puglia, ha affermato: “la situazione che i cittadini pugliesi sono costretti a subire è gravissima, e non sorprende che la Puglia sia in coda a tutte le classifiche relative alle vaccinazioni”. Perciò, ha aggiunto Bellanova: “Serve chiarezza, rispetto delle persone, un piano serio in base a cui procedere”, ma soprattutto, per la senatrice di Iv brindisina, “serve rispettare le priorità e definire una programmazione chiara e rigorosa”. Infatti, ha spiegato la stessa Bellanova, quando ha annunciato l’interrogazione del suo Gruppo al Senato, “in queste settimane si sono susseguite le notizie relative a una campagna vaccinale disorganizzata e caotica, non in grado di garantire le vaccinazioni secondo le priorità definite dal governo”, perchè “abbiamo letto di vaccini fatti a chi non ne aveva diritto, mentre decine di cittadini fragili e anziani si vedevano cancellare le prenotazioni o non ricevevano alcuna risposta, o ancora, erano costretti ad attendere ore in coda o a viaggiare verso comuni distanti dal proprio per avere il vaccino. Le comunicazioni per la distribuzione delle dosi ai medici sono arrivate senza alcun preavviso, generando solo ulteriore confusione”. Ad aver presentato un’interrogazione sulla gestione dell’emergenza epidemiologica in Puglia è anche un altro brindisino, il deputato Mauro D’Attis di Forza Italia, che alla Camera ha chiesto al ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, di conoscere le iniziative del Governo circa l’emergenza sanitaria in Puglia e Calabria. Il ministro D’Incà ha risposto che “in merito alla campagna vaccinale e alla evoluzione epidemiologica c’è la massima attenzione sulle regioni Puglia e Calabria da parte degli organi preposti alla gestione dell’emergenza”. In particolare, per quanto riguarda la Puglia il ministro per i Rapporti con il Parlamento del governo Draghi ha affermato che in questa regione “la cosiddetta terza ondata pandemica è cominciata con circa due settimane di ritardo rispetto ad altre regioni e pertanto la Puglia si trova ancora in una situazione di elevata circolazione virale”. Infatti, in Puglia “nel mese di marzo, – ha poi riferito D’Incà – sono stati diagnosticati complessivamente 49.092 casi positivi, oltre 10.000 in più dei casi che erano stati registrati nel corso della seconda ondata”. “Tuttavia – ha rilevato il ministro – il tasso di incidenza di positivi è rimasto ben al di sotto di quanto registrato in altre grandi regioni italiane ed è
sempre in linea con l’incidenza media nazionale”. Anche “il tasso di presenze in terapia intensiva – ha sostenuto ancora D’Incà – è stato inferiore alla media italiana durante l’ondata autunnale ed in linea con la media italiana nella terza ondata di primavera ed è comunque stato sempre inferiore alle grandi regioni del Nord”. Però, ha aggiunto il ministro, “la percentuale di occupazione dei posti letto è risultata critica in tutte le regioni interessate maggiormente dalla terza ondata e ciò, a partire dalla terza settimana di marzo, è accaduto anche in Puglia dove, però, a differenza di altre regioni in cui il superamento della soglia è stato pressoché costante da novembre ad oggi, nel mese di febbraio i tassi di occupazione sono stati costantemente al di sotto dei valori limite, grazie all’incremento di posti letto di terapia intensiva”. Mentre, con riferimento alla somministrazione in corso dei vaccini anti-Covid nella nostra regione, D’Incà ha dichiarato: “Quanto alla campagna vaccinale, il numero totale di somministrazioni di vaccino, aggiornato al 13 aprile 2021, è pari a 814.972 su un totale di 970.745 dosi ricevute, corrispondente dunque all’84 per cento circa”. Dati, questi riguardanti la Puglia e riferiti dal ministro D’Incà all’interrogante, che sono stati forniti al Governo nazionale verosimilmente dalla Regione, per cui ci sarebbe da augurarsi che non ci siano stati “errori” od “omissioni” da parte dei riferenti pugliesi nella elaborazione, come è pure capitato la settimana prima di Pasqua con i bollettini giornalieri dei morti da Covid in Puglia e che – come si ricorderà – successivamente è stato l’assessore stesso alla Sanità pugliese, Pierluigi Lopalco, a rendere noto il 6 aprile scorso gli strafalcioni verificatesi nei rilievi dei decessi giornalieri da coronavirus. Insomma, stante a quanto riferito alla Camera dal ministro D’Incà, la Puglia almeno finora non ha destato una preoccupazione maggiore a quella di altre regioni del Nord per l’emergenza pandemica. Di certo, però, nella nostra regione le situazioni che non vanno come dovrebbero per l’emergenza sanitaria sono ancora tante, le polemiche anche e c’è da auspicare che  i “riflettori” del Governo sulla Puglia, almeno dopo le recenti interrogazioni parlamentari da parte di esponenti della stessa maggioranza, siano stati puntati non solo per il monitoraggio dell’andamento pandemico, ma anche per l’effettività sanitaria di quanto riportato a livello centrale.

 

Giuseppe Palella

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