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L’odissea di un altro edicolante vittima delle inefficienze del Comune di Bari

A lamentarsi degli intrighi burocratici creati dal Comune agli edicolanti baresi, non c’è solo il nuovo titolare del chioso di via delle Azalee al quartiere Catino di Santo Spirito, ma in una vicenda analoga è incappato pure il gestore di un’altra edicola cittadina, quella di viale della Resistenza, nelle vicinanze del Parco 2 Giugno. A rendere noto quest’altro caso è stato l’edicolante stesso di viale della Resistenza che, dopo aver appreso dalle pagine di questo giornale le vicissitudini capitate al collega di Santo Spirito, ha ritenuto di manifestare la propria solidarietà, per il tramite della nostra redazione, a colui che per primo ha denunciato la paradossale situazione creata dal Comune di Bari a coloro che subentrano nell’attività di gestione di un chiosco sistemato su suolo pubblico, quando quest’ultimo, pur essendo stato a suo tempo regolarmente autorizzato dal Comune, non risulta ora più conforme alle nuove norme urbanistiche successive, stabilite sempre dal Comune stesso. Entrambe le vicende, infatti, sarebbero state causate da un’interpretazione normativa, alquanto singolare, da parte dell’Amministrazione che, nell’applicare il regolamento, pretende di estendere la nuova normativa, approvata alla fine del 2011, con effetti retroattivi per coloro che subentrano nella titolarità delle strutture pre-esistenti all’entrata in vigore del nuovo regolamento. E ciò appare incomprensibile sul piano logico, ma ancor più su quello giuridico, visto che uno dei principi fondamentali del Diritto è proprio quello della “irretroattività” delle norme. Sta di fatto che, al Comune di Bari, anche ciò che dovrebbe essere particolarmente semplice da risolvere, alla fine si complica con aggravi procedurali e, soprattutto, conseguenze negative sul piano economico, per i malcapitati cittadini. Infatti, nei citati casi dei subentrati edicolanti, l’Amministrazione comunale, anziché facilitare le procedure di subentro e, quindi, coloro che si accingono a proseguire l’attività, si mostra quasi come una controparte per gli stessi, al punto che questi edicolanti potrebbero scoraggiarsi ed essere quasi indotti a desistere dall’intraprenderne l’attività. “Infatti – sostiene l’ex gestore dell’edicola di Catino – quasi non bastasse a rendere difficoltosa la situazione dei venditori di giornali e riviste nell’attuale situazione di crisi economica, a Bari ora è pure l’amministrazione Emiliano  a rendere più difficile questo genere di attività”. Una considerazione, quest’ultima, che trova conferma nelle lamentele del neo-titolare dell’edicola barese di vicino a Parco 2 Giugno, che nel maggio del 2011, quando subentrò al precedente gestore, riteneva che il passaggio di titolarità dell’azienda sarebbe stata una semplice formalità. “Invece – a suo dire – è passato oltre un anno, ma gli intoppi creatisi con il Comune non sono ancora stati risolti”. Inizialmente alla Ripartizione comunale al Patrimonio gli avevano assicurato che i tempi tecnici necessari alla voltura dell’autorizzazione di occupazione suolo pubblico sarebbero stati di un paio di settimane. Poi, la risposta tardava e quest’altro malcapitato edicolante ritornò negli Uffici del Comune per sollecitare la regolarizzazione della propria posizione, ma ebbe la sgradita sorpresa di scoprire che la sua domanda era stata smarrita. Fu allora che gli fecero presentare una nuova domanda. Però, in seguito, gli riferirono che la modulistica che erroneamente gli era stata fatta compilare riguardava le nuove occupazioni di suolo pubblico e non era quello il suo caso, per cui dovette ripresentare nuovamente la domanda. “A tutt’oggi però – fa rilevare l’edicolante di viale della Resistenza – l’Amministrazione non mi ha ancora concesso il permesso di occupazione suolo pubblico, che di fatto esiste, perché la struttura dell’edicola in passato è stata regolarmente collocata sull’area pubblica dal mio predecessore”. E continuando: “Come mai – si chiede lo stesso edicolante – per una semplice pratica di subentro al Comune di Bari si creano così tanti intoppi e si perde tantissimo tempo?” Ed a questo interrogativo c’è, poi, chi non fa mistero di avanzare qualche dubbio. Un dubbio che troverebbe risposte o nell’inefficienza degli Uffici comunali, oppure, come sostiene l’ex gestore dell’edicola di Catino, al Comune qualcuno forse pensa di fare clientelismo politico anche creando questo genere di situazioni.

Giuseppe Palella

          

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