Danzatrici en plein air, alle origini del gesto
23 Giugno 2022
Pane e quotidiano con Arsenij Tarkovskij (IV parte)
24 Giugno 2022

L’opera postuma di Franco Martino sulle Corti d’Appello di Altamura, Trani e Bari

A più di otto anni dalla scomparsa dell’avvocato barese (nato a Palese) Franco Martino (ed a circa tre dalla messa in stampa del libro) è stato presentato nel Palazzo barese di piazza De Nicola, l’ultima fatica letteraria a cui il noto professionista forense (scomparso il 26 dicembre del 2013 all’età di 78 anni) aveva intensamente dedicato gli ultimi mesi di vita. Ovvero il volume sulla “Storia delle Corti di Appello di Altamura, Trani, Bari”, pubblicato nel 2019 dalla casa editrice andriese “Matarrese”, a cui l’autore stesso aveva affidato, poco prima della scomparsa, le bozze non ancora complete del suo ultimo lavoro letterario, affinchè provvedesse alla stampa ed alla diffusione dell’opera. La presentazione ufficiale del volume avrebbe dovuto tenersi già agli inizi del 2020, però è più volte slittata, a causa delle note vicende determinate dall’emergenza sanitaria da Covid. Ora, infatti, nonostante siano trascorsi più di tre anni dalla stampa del volume, i figli dell’avv. Martino, Teresa e Nicola, che dopo la morte del padre hanno effettivamente curato l’ultimazione e fatto pubblicare l’opera, hanno anche voluto fortemente la presentazione ufficiale della stessa nella sede che, per oltre un cinquantennio, è stata emblematicamente la “Casa” professionale del proprio genitore. Ovvero il Palazzo di Giustizia. Un’opera corposa di circa 450 pagine che racchiudono ben due secoli di storia delle Istituzioni giudiziarie in Terra di Bari e, in particolare, la ricostruzione della genesi dell’odierna Corte d’Appello del capoluogo pugliese. L’ultima fatica letteraria del compianto avvocato Martino è stata presentata lo scorso 13 giugno nella Sala consiliare dell’Ordine degli avvocati di Bari e la cerimonia è stata introdotta dal coordinatore del volume, il giornalista Orazio Chiechi, a cui sono seguiti gli interventi della responsabile alla Formazione dell’Ordine forense barese, l’avv. Clemi Tinto; l’avv. Egidio Sarno, già Presidente della Camera Penale di Bari, e l’avv. Mario Malcangi, vice Presidente dell’Ordine degli avvocati di Trani.  A relazionare sull’ultimo libro di Martino è stata invece la dottoressa Lydia Deiure (Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Taranto) che ha definito l’opera “un puntiglioso lavoro di ricostruzione e ricomposizione delle vicende storiche” che, agli inizi degli “Anni Trenta” del secolo scorso, portarono ad insediare nel capoluogo pugliese la Corte d’Appello come la conosciamo oggi. Vale a dire come Istituzione di secondo grado per il distretto giudiziario delle odierne provincie di Bari, Bat e Foggia. Nell’introduzione al volume era stato l’autore stesso a spiegare che: “la storia traccia le strade maestre, ma sono gli uomini poi a percorrerle, condizionati dalle circostanze e da quella inestricabile rete di interessi che organizza il potere”. E, partendo da questo assunto, Martino fa un escursione storico-filosofica della cultura che, dai primi anni del 1800 e fino all’avvento e consolidamento dell’Unità d’Italia, sfocia nello Stato di diritto e, quindi, nell’Ordinamento statuale giudiziario nazionale che, da allora in poi, sarà sempre propagandato come “la grande conquista civile” passata in eredità dallo Stato liberale a quello fascista, con le interpretazioni e gli accomodamenti voluti dal regime, avvertendo i lettori, però, che successivamente muterà “l’ordine delle cose e quindi l’intreccio degli interessi”, ma sopravviveranno i sentimenti, le idee, i principi. Una “storia vecchia – aveva rilevato Martino nella sua prefazione – che ripropone vizi vecchi, sotto mentite spoglie”, avvertendo che “L’anima del tempo rimane la stessa”. Ma – ha avvertito ancora l’autore – è un’anima che “vive la novità con la diffidenza degli scettici o con il profitto dei furbi”. Per poi concludere l’introduzione al volume affermando: “Il retaggio delle ideologie frena l’adeguarsi della cultura”. La “Storia delle Corti d’Appello di Altamura, Trani, Bari” si compone di una Prima parte, suddivisa in dieci capitoli, in cui Martino ha raccontato gli ordinamenti giudiziari nella Puglia dell’Ottocento. E quindi i lineamenti storici che, partendo dalle originarie Corti d’Appello di Altamura e Trani, poteranno poi alla istituzione, durante il ventennio fascista, dell’unica Corte d’Appello di Bari, che inglobò quelle d’origine. La Seconda parte del libro si compone di altri dieci capitoli sulla figura dell’avvocato in Puglia ai tempi delle Corti d’Appello di Altamura e Trani, ossia nell’Ottocento e fino all’avvento del Fascismo. La Terza ed ultima parte del volume, composta da altri dodici capitoli, è quella dedicata interamente alla storia dell’odierna Corte d’Appello di Bari. In quest’ultima parte Martino ha narrato le vicende più salienti che hanno caratterizzato la storia dell’istituzione a Bari della Corte d’Appello, entrando anche in particolari apparentemente secondari, come quello della sede in cui fu allocata o degli arredamenti non sempre sufficienti a coprire il fabbisogno delle cancellerie, degli uffici dei magistrati o delle aule d’udienza e dibattimentali. I diversi capitoli sono a volte accompagnati ed arricchiti da riproduzioni documentali dell’epoca o da foto delle vecchie sedi della Corte. Insomma, ha evidenziato la relatrice Deiure: “Un lavoro di ricerca e ricostruzione storica di eventi, ma anche della cultura prevalente del tempo e del contesto socio-economico rappresentato”. Infatti, “l’autore – ha inoltre sottolineato la stessa relatrice – si immerge spesso nella narrazione, spaziando sui temi oggetto di ricerca ed osservazione storica, ma sempre con il principale, e forse unico, fine di informare il lettore sul quadro storico complessivo in cui si è stata organizzata l’amministrazione della giustizia in Puglia e, in particolare, in Terra di Bari nei due secoli alle nostre spalle, fino ad accennare all’attualissima problematica dell’insufficiente edilizia giudiziaria barese”. Un volume, quello pubblicato ‘post mortem’ di Martino che si aggiunge alla già nutrita precedente produzione storiografica dello stesso autore su altre Istituzioni giudiziarie di Terra di Bari e che completa forse in maniera più organica un lavoro a cui Martino si era dedicato da tempo, per consegnare ai posteri una “traccia” su quelle che furono le Istituzioni giudiziarie della nostra Terra, al fine di meglio comprenderne l’assetto attuale. Ed in tal senso anche l’ultima fatica di Martino è un utile lavoro di memoria e ricerca storica, indispensabile in campo giudiziario a conoscere il nostro passato, ma sicuramente altrettanto necessario, in detto settore, per meglio pianificarne il futuro. Per la cronaca, riferiamo anche che i germani Teresa e Nicola Martino, in occasione della presentazione ufficiale del volume ‘post mortem’ del proprio genitore, hanno voluto che l’intero ricavato dalla vendita del libro andasse in beneficienza ad una organizzazione barese di volontariato in campo sanitario.

Giuseppe Palella

 

 255 total views,  2 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *