Cronaca

L’opposizione: “Non siamo noi a doverci vergognare, Petruzzelli si dimetta”

Le forze di opposizione del comune di Bari rispondono alle accuse loro rivolte da parte del primo cittadino di Bari, all’indomani del consiglio monotematico sull’inceneritore che dovrebbe sorgere a ridosso della città. I consiglieri sono stati accusati di aver abbandonato l’aula consiliare prima del voto ed è stato sottolineato che per tale comportamento avrebbero dovuto vergognarsi.I consiglieri di centrodestra non accettano simili insinuazioni e decidono di chiarire alcuni passaggi chiave dell’intera vicenda.La prima a parlare è la consigliera Irma Melini che in prima battuta intende render noti alcuni punti della conferenza. “La monotematica l’abbiamo richiesta noi per fare chiarezza di fronte ai cittadini ai quali è stata taciuta l’esistenza dell’avvio di autorizzazione all’inceneritore. Intendiamo denunciare un fatto politico grave poiché Decaro non ha attribuito alcuna responsabilità oggettiva ai pareri positivi che sottintendono alle autorizzazioni e si è invece limitato solo a bocciare il nostro ordine del giorno. Chi si deve vergognare di quanto è accaduto è solo lui e la sua maggioranza. Infatti un altro dato politico da mettere in evidenza è l’assenza della maggioranza in aula, dall’inizio e per tutta la durata del Consiglio, compreso il momento del voto. Noi adesso vogliamo tirare in ballo le responsabilità dell’assessorato ambiente che ha autorizzato il parere – dichiara la Melini”.I consiglieri vogliono chiarire come sia possibile che il sindaco e l’assessore di Bari non sapessero nulla della convocazione della conferenza di servizi tenutasi a Modugno e che solo a Modugno la scelta politica di dire no sia avvenuta da parte del sindaco e dell’assessore del relativo comune, mentre a Bari questa scelta sia avvenuta da parte dei consiglieri di opposizione. “Non è Decaro a voler dire di no! Siamo noi che abbiamo scelto di andare in aula per discutere del problema del coinceneritore – conclude Irma Melini”.La parola passa poi al consigliere Picaro il quale sottolinea che il sindaco continua a cercare lo scontro con le forze di opposizione su questa situazione, quando invece dovrebbe ammettere di non essere capace di gestire questa amministrazione. “Non è possibile che un sindaco non sia stato messo a conoscenza di atti di una portata ambientale e finanziaria del genere. Se la realtà è questa allora si interfacci con l’Assessore all’ambiente e decida chi dei due deve dimettersi. Non è pensabile che una città come Bari sia affidata a persone che non sono in grado di seguire la prassi amministrativa di interventi di questa portata. Anche in questo caso l’Assessore all’ambiente si è dimostrato avulso a tutto quello che accade all’interno della sua ripartizione e forse il sindaco dovrebbe invitarlo a rassegnare le dimissioni – afferma Picaro”.Il consigliere Mimmo Di Paola affronta il discorso dal punto di vista amministrativo e sottolinea che adesso di fatto esiste un’autorizzazione che dovrà andare avanti accompagnata da un ricorso al Tar di cui non si conosce di certo l’esito. “C’è una politica ben definita che non vuole l’installazione di un certo tipo di impianti in città. Compito del politico è quello di dover intervenire nel caso di pasticci amministrativi. Questa di sicuro è un’amministrazione che non ha i politici concentrati sui grossi problemi e non è in grado di governare – conclude”.Fabio Romito, puntualizza su alcuni aspetti fondamentali e chiarisce: “Non abbiamo partecipato al voto perché noi non intendiamo nascondere le responsabilità di nessuno. Con l’ordine del giorno presentato da Decaro e dalla sua compagine si voleva dire che tutto quello che è successo fino ad ora è avvenuto casualmente senza che il primo cittadino ne sapesse nulla e che l’amministrazione aveva fatto tutto quello che era nelle sue possibilità per evitare il problema dell’inceneritore. Se il sindaco viene in aula e dice che ha saputo dell’inceneritore attraverso uno sms di un  suo amico di Modugno questa è una cosa gravissima. Lui e Petruzzellis non si possono accorgere degli escrementi dei cani lasciati per terra dai loro padroni e non rendersi conto di un inceneritore che sta sorgendo a ridosso della propria città. Siamo arrivati alla ‘fiera dell’assurdo’, in cui il sindaco dice ai consiglieri di opposizione di vergognarsi perché non si vogliono girare dall’altra parte quando lui ha lasciato che un inceneritore crescesse da un punto di vista amministrativo, senza che nessuno muovesse un dito. Noi non ci renderemo complici di una mistificazione della verità che proviene da parte di un’amministrazione il cui responsabile dovrebbe prontamente dimettersi – conclude Romito”.Carrieri dichiara: “Mi vergogno di essere amministrato da un presidente della regione che consente l’installazione  di un inceneritore e da un sindaco di Bari che consente ai suoi uffici amministrativi di dare l’assenso ad impianti che non c’entrano niente con il futuro di un territorio che punta molto sulla politica della raccolta differenziata che nulla ha a che fare con l’inceneritore”.Il consigliere Melchiorre con ironia afferma: “il sindaco e l’assessore Petruzzelli sono due facce della stessa medaglia di un’amministrazione che non c’è e che non funziona. Ci troviamo di fronte ad una palese bugia perché o siamo di fronte ad un sindaco che è incompetente oppure in malafede e in entrambi i casi riteniamo che dovrebbe dimettersi se ha un pizzico di dignità. Il sindaco e l’assessore devono conoscere per mandato tutto l’iter di una delle cose più importanti dell’amministrazione. Non siamo nel Paese delle Meraviglie! Questo sindaco è inadeguato perché sta prendendo in giro tutti quanti”.Irma Melini conclude affermando che i consiglieri stanno anche valutando con i legali se ricorrere alla Procura perché vi sono lati oscuri in questa vicenda. Ribadisce inoltre il no all’inceneritore e ribadisce la compattezza del centrodestra nel riconoscere l’incapacità di questa amministrazione di proteggere la salute dei cittadini e la invita a porre tutti i rimedi prima che le autorizzazioni vengano date e non a sbandierare proteste ambientaliste dopo.

 

Marina Basile

 

 


Pubblicato il 14 Febbraio 2018

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