Cronaca

L’Udc barese scarica Canonico (Mep) dopo la sua canditura alle primarie del centrosinistra

 

Si erano incontrati a Bari circa un mese fa il segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa, ed i vertici locali del partito con quelli del Mep, la formazione politica territoriale dei “Moderati e popolari” che fa capo al consigliere regionale Nicola Canonico (ex-Udeur ed ex-Pd), per gettare le basi ad una possibile alleanza elettorale tra forze centriste, ma l’accordo è saltato forse prima ancora si concretizzasse, perché la base barese dell’Udc, per quel che ne rimane, lo ha bocciato senza alcuna possibilità d’appello. Infatti, appena si è diffusa la notizia della possibile presentazione di Canonico alle primarie del centro-sinistra per la scelta del candidato sindaco da presentare alle prossime amministrative del 2014, lo scudocrociato barese per il tramite del suo responsabile cittadino, Marco Cornaro, ha subito preso le distanze dall’iniziativa, comunicando che “Tale decisione del consigliere Nicola Canonico – ove vera – è frutto di una scelta personale propria o del proprio movimento, che non coinvolge in alcuna maniera l’Udc e dalla quale l’Udc di Bari si dissocia completamente”. Un vero fulmine politico a ciel sereno non solo per il segretario provinciale di Bari dell’Udc, Filippo Barattolo, che dell’intesa con il Mep nello scorso luglio era stato promotore e fervente sostenitore, ma soprattutto per Canonico ed il suo gruppo che su tale accordo avevano forse puntato per una trattativa di peso all’interno della coalizione di centrosinistra in vista delle amministrative baresi dell’anno prossimo e, probabilmente, anche delle regionali del 2015. Invece a sconquassare i disegni politici del Mep ci hanno pensato gli esponenti baresi dell’Udc (ma probabilmente anche della provincia), che per la prima volta forse, dopo anni di silenzio, hanno fatto sentire forte e chiaro il loro dissenso ai vertici nazionali dello scudocrociato contro l’operazione politica di Barattolo con Canonico. Un dissenso evidentemente così pesante che anche l’unico parlamentare pugliese dello scudocrociato, il foggiano Angelo Cera, ha dovuto prenderne atto e corre subito ai ripari per evitare nuovi ed ulteriori danni al partito di Terra di Bari. Infatti, venerdì scorso lo stesso segretario nazionale Cesa è venuto a Bari ad incontrare i vertici provinciali e regionali del suo partito, per chiarire che il rifiuto a sostenere la candidatura a sindaco di Bari di Canonico “Non confligge – come precisa Cornaro nello stesso comunicato – con il percorso che l’Udc porta avanti su tutto il territorio nazionale con le forze moderate e di centro, che si richiamano ai valori tradizionali ed attuali cui l’Udc si ispira, quale erede della Democrazia Cristiana” di Aldo Moro ed Alcide De Gasperi. Inoltre, sempre il segretario barese del partito chiarisce a conclusione dello stesso: “Per le prossime elezioni nella città di Bari l’Udc interloquirà con tutte le forze politiche per la condivisione di un programma. E solo successivamente per l’individuazione di quella personalità di alto profilo che interpreti gli interessi, i bisogni e le aspirazioni dei cittadini baresi”. Il senso della nota diffusa da Cornaro, ma evidentemente condivisa dal segretario Cesa, perché ulteriormente rafforzata in tal senso da un intervento di Cera apparso ieri sul maggior quotidiano pugliese, è chiaro ed inequivocabile. Infatti, il messaggio politico lanciato dall’Udc barese con la nota firmata da Cornaro non lascia dubbi, sia agli addetti ai lavori della politica che agli elettori locali. Vale a dire che la linea e le scelte politiche dell’Udc a Bari e provincia non le decide più una sola persona,verosimilmente Barattolo, che si limitava ad informare, e verosimilmente anche ad influenzare, i vertici nazionali del partito, ma d’ora in poi dovranno essere prese collegialmente con tutti gli effettivi esponenti rappresentativi dell’Udc presenti sul territorio previo confronto ed in sintonia con i vertici regionali e nazionali del partito. Come dire che è finito il tempo di considerare l’Udc un satellite di comodo di cui servirsi come un “brand” da portare solo in coalizione, per utilizzarlo in campagna elettorale, previo concordato “indennizzo” a colui il quale, sotto mentite spoglie, gestisce tale operazione, utile solo al “vincitore delle elezioni” ed all’evidente “indennizzato”. Come è accaduto alle amministrative del 2009. Operazione, quella del 2009, che a Bari ha poi portato il partito ad ottenere un risultato da prefisso telefonico alle ultime politiche di febbraio. Ovvero, il peggior risultato elettorale conseguito dall’Udc nei grandi centri pugliesi. Ed in proposito qualcuno sussurra: “Infatti, anche alla luce dei risvolti alla scandalosa assunzione della figlia di Barattolo all’Eataly, è fin troppo evidente che Barattolo è ‘uomo di Emiliano’ più che dell’Udc!”. Ora però, dopo la presa di posizione dell’Udc cittadina contro le primarie, e quindi il sostegno a Canonico, occorrerà vedere se l’Udc nazionale sarà consequenziale oppure si è limitata solo ad avallare tale posizione. Ossia, è stato solo un fuoco di paglia per dar sfogo alla base locale del partito, da troppo tempo derisa e bistrattata. E neppure da un democristiano vero.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 6 Agosto 2013

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