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L’ultima di Emiliano… si è paragonato a Madre Teresa di Calcutta

“Exultes, gens Apuliae”, esulta, popolo pugliese laborioso e mercantile, che i baresi piangano lacrime di commozione e gratitudine: dopo la Madonna dell’Odegitria, Nicola, il Santo taumaturgo e San Sabino, Bari può venerare un nuovo baluardo di santità. Trattasi di ‘San Michelone’ dalla Regione, appena elevato agli onori degli altari. Riportiamo in breve sintesi la cronaca della sua canonizzazione: venerdì 14 scorso, non siamo nella Sala Nervi delle udienze papali a Roma tra le mure leonine, bensì all’hotel Parco dei Principi di Palese, al convegno di un nuovo soggetto politico (definiamolo così) denominato “Realtà Pugliese”. Tra gli illustri relatori, c’erano il Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano e il suo successore al trono papalino, pardon cittadino, Antonio Decaro. Nel tardo pomeriggio ha preso la parola Emiliano, ascoltato in attesa messianica da una sala gremitissima di persone.
A un certo punto tutti gli astanti hanno pensato che il Governatore pugliese fosse stato illuminato sulla via di Damasco, in conseguenza delle sue trascendentali affermazioni: Emiliano infatti, nel ripercorrere la sua esperienza amministrativa al Comune di Bari, si è persino paragonato a Madre Teresa di Calcutta nel gestire con “illuminata” oculatezza le casse comunali, così come Madre Teresa ha fatto con le sue strutture in India. La Santa, però, a differenza del bravo Emiliano, non ha applicato l’Imu alla massima aliquota del 10,6 x 1000, creando ulteriore sofferenze economiche alle famiglie, tassa a cui è seguita l’ulteriore stangata della Tasi al 3,3 applicata dal tanto osannato Decaro. Ma il buon ‘Michelone’ ha osato oltre, dichiarando di volersi persino ispirare alla “Laudato si’ ” di papa Bergoglio <<per difendere il Creato>>. Mistiche dichiarazioni che, volendo rassicurare amici e parenti del diretto interessato, non sono state provocate da una consueta indigestione di cozze, bensì da un’autentica crisi mistica causata dalla lenta e sofferente agonia di un’istituzione politica tanto cara ad Emiliano: il Pd. Dopo la sua lunga e metafisica prolusione c’è stato l’intervento del Sindaco Decaro, che ha sciorinato la sua solita litania su quanto ha magistralmente realizzato per la città di Bari e quanto intenderà fare con la sua prossima rielezione, che noi già da tempo diamo per scontata, salvo eclatanti stravolgimenti politici. Il Primo Cittadino barese, nella sua meravigliosa esposizione, ha dimenticato, forse volutamente, il quasi totale abbandono dei rioni periferici, a cui ha riservato fino ad ora solo auliche dichiarazioni d’intenti. Digressioni a parte, Emiliano ha rivestito pure il ruolo dell’’Arcangelo Michelone’ quando, con fare ispirato, ha detto di voler difendere i valori cristiani contro i nuovi barbari rappresentati da Di Maio e Salvini.
Non vorremmo però che, a questo punto, al Governatore pugliese, in odor di santità, qualcuno maliziosamente chiedesse la moltiplicazione del pani e delle…spigole. Probabilmente si proporrà, a questo punto, di portarlo in processione avvolto da fumi di incenso, cosa poco agevole, però, per le dimensioni poco sdutte del Presidente della Regione. Da indiscrezioni, inoltre, si è saputo, dai suoi diretti collaboratori, pardon cherubini, che ‘Michelone’ stia mettendo in atto una delle sue pratiche trascendentali: quella di camminare sulle acque. Da non sottovalutare, infine, l’aspetto dell’ordine pubblico legato alla viabilità del Lungomare, in quanto, dopo aver appreso la notizia della sua santificazione, una moltitudine di fedeli potrebbe bloccare la sede della Giunta Regionale con veglie di preghiera, inni e lodi. Ai  laudatores ci aggiungeremmo volentieri anche noi, esclamando coram populo: “Laudato si’, Michelone, Presidente della Regione”.

Piero Ferrarese

 

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