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L’unica certezza per i pugliesi è l’incertezza di Emiliano sulle misure emergenziali

L’unica certezza per i pugliesi sulle misure anti-Covid è l’incertezza del confermato presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e della sua azione di governo. Infatti, la totale assenza di una strategia di gestione unitaria e coordinata di questa seconda ondata della pandemia nella nostra regione, tra i diversi poteri locali che sovraintendono alle diverse attività di prevenzione, cura e controllo dell’epidemia, sta mettendo a dura prova, ma anche esponendo a seri rischi sanitari, la popolazione pugliese. E ciò nel mentre la Puglia risulta essere tra le regioni in Italia con il più alto tasso di contagiosità, nel rapporto percentuale tra positivi al Covid e tamponi effettuati. Da non dimenticare che appena qualche giorno fa in provincia di Bari si è registrato un tampone positivo ogni quattro effettuati e, quindi, il 25% di coloro che sono stati sottoposti a screening. Un dato, questo, che non era stato mai toccato nella prima ondata dell’epidemia. Vale a dire a marzo ed aprile scorsi. Anche la percentuale di decessi in Puglia, a causa del Coronavirus, risulta tra le più alte d’Italia nel rapporto tra numero di deceduti e quello dei contagiati, che si aggirerebbe intorno a circa 28 morti ogni 1000 unità di pazienti colpiti dal virus. “A 24 ore dalla scadenza dell’ordinanza regionale sulle scuole, il presidente Emiliano – ironizza con una nota il senatore forzista pugliese Dario Damiani – non sa se chiuderle o no”. E, proseguendo, esclama: “Inoltre, non sa se chiedere o no di nuovo la zona rossa per le province Bat e Foggia. Di sicuro, quindi, noi pugliesi abbiamo una certezza: Emiliano non sa!”. “Al punto che oggi – ha aggiunto Damiani – il suo stesso assessore alla Sanità, il prof. Lopalco, lo smentisce sull’ipotesi di zone rosse in Puglia”, per  poi commentare: “Sembrano passanti intervistati per caso su un argomento di cui non sanno nulla, e invece sono coloro che dovrebbero tenere la barra dritta e agire con fermezza nell’interesse di un’intera regione e di 4 milioni di cittadini nel periodo più drammatico della storia recente” e citare: “Emblematica la dichiarazione di Emiliano sulla scuola: ‘Tutti mi chiedono di chiuderle’. Cosa vorrebbe dire? Che i contenuti delle ordinanze si decidono per sondaggi, al televoto forse? Ma Emiliano ha mai sentito parlare di responsabilità di governo, che non per caso deriva da ‘respondere’, cioè impegnarsi a dare risposte?” E, quindi, si chiede il senatore di Fi: “Chi, se non lui e la sua giunta, deve dare risposte chiare ai cittadini pugliesi?” e conclude: “Che invece sono abbandonati al caos più totale nelle scuole, negli ospedali, per colpa di vertici regionali che cambiano idea come cambiano i calzini”. Ancor più aspra la polemica nei confronti del confermato governatore pugliese è quella aperta da tempo dal capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione, Ignazio Zullo, che con note quasi quotidiane attacca il presidente Emiliano ed il neo assessore alla Sanità pugliese (in precedenza consulente del governo regionale per l’emergenza Covid), professor Lopalco. Infatti, a seguito di una dichiarazione di Emiliano alla trasmissione televisiva “Omnibus” su “La7”, dove ha affermato che “il governo nazionale non riesce a dare una mano ai dipartimenti di Prevenzione neanche dove, come in Puglia, potremmo utilizzare i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza” per le cosiddette indagini epidemiologiche, Zullo con un nota ha dichiarato: “Ieri era colpa degli scienziati che non lo avevano avvisato che il Covid non sarebbe sparito in fretta. Oggi del Governo (per altro suo amico!) che non coinvolge le Regioni. Insomma, per il presidente Michele Emiliano, la colpa del disastro nella gestione della seconda ondata del Coronavirus è sempre di qualcun altro”. “Ma possibile – ha esclamato Zullo – che (ndr – Emiliano) non avverta il minimo di responsabilità per quando a luglio ha aperto le porte della Puglia a chiunque al grido: Covid free! O quando non ha attivato, per altro come assessore alla Sanità, le Usca (ndr – Unità sanitarie di continuità assistenziale), decretando il fallimento dell’assistenza domiciliare! O quando ha relegato i medici di famiglia a casa, praticamente in un angolo, lasciandoli senza dispositivi di protezione e invisi ai proprio pazienti! O quando ancora ha annunciato, in piena campagna elettorale 276 posti di terapia intensiva in più, ma non li ha mai attivati! O quando ha assecondato il suo ‘scienziato’ Pierluigi Lopalco, per il quale il virus viaggiava solo in prima classe in aereo e non sui barconi”. Per poi concludere, chiedendosi: “Possibile che mai in nessuna di queste occasioni (ndr  – Emiliano) si sia sentito o si senta responsabile di ciò che sta accadendo ai pugliesi?” Interrogativi, questi degli esponenti dell’opposizione di centrodestra, quali sono – per l’appunto – il senatore Damiani (Fi) ed il consigliere regionale Zullo (Fdi), sicuramente tutti legittimi, oltre che fondati, ma che evidentemente non si pongono né il governatore Emiliano, né tantomeno le forze politiche di centrosinistra che lo sostengono in Consiglio regionale. Ma molti pugliesi quasi sicuramente, al pari Damiani e Zullo, invece se li pongono e vorrebbero anche delle risposte. E, possibilmente, non soltanto ai dubbi sollevati da Damiani e Zullo, ma soprattutto ai problemi emergenziali della pandemia.

 

Giuseppe Palella

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