Cultura e Spettacoli

L’uomo, l’ombra che ingombra

Reduci dal successo di ‘Sto un po’ nervosa’, Rosa Menduni e Roberto De Giorgi tornano alla commedia brillante tutta al femminile con  ‘Casalinghe Social Club’, una produzione Teatro Belli per la regia di Carlo Emilio Lerici che nell’ultimo fine settimana ha fatto tappa all’Abeliano. Testo sottilmente polemico ma dalla glassa rassicurante, ‘Casalinghe Social Club’ vede quattro donne in primo piano : una casalinga incattivita, una paranoica del tradimento e una pazza da beauty-farm, la cui giovane, leziosa figlia non è meno disturbata. Qui latitano mariti, amanti ed ex, eppure non si fa che parlare di loro, non si fa che agitarsi, litigare in tema. L’altro sesso è come un’ombra che ingombra, che condiziona pensiero e azione, che spinge tutte sull’orlo di una crisi di nervi (e il richiamo ad Almodovar non ci pare inopportuno). Di qui un prevedibile campionario di luoghi comuni e banalità assortite a proposito dell’universo maschile in mezzo a frecciate reciproche, lacrime, strepiti, incomprensioni, equivoci. ‘Casalinghe Social Club’ è costruito come un ordigno a orologeria :  il suo crescente ticchettio, che serra gradatamente i tempi, sembra annunciare la conflagrazione conclusiva. Ma nel momento di massima concitazione ecco una rivelazione appianante intervenire a ricomporre ogni squilibrio. Il resto della storia procede su uno schermo dove, quasi un servizio da TG, scorrono le immagini di quattro donne finalmente serene e realizzate.  Interpreti notevoli (Anna Casalino, Francesca Bianco, Diana Detoni e Monica Belardinelli) assicurano il giusto ritmo, che non conosce sbavature anche quando frenetico ; ma allora l’eccesso di parola rende un po’ assillanti dialoghi e monologhi. Fluidi i movimenti all’interno di una scena ben disposta e intelligentemente essenziale. Molto calorosa l’accoglienza del pubblico. – Prossimo appuntamento al Nuovo Abeliano : Lunedì 27 gennaio alle 20,00 con ‘Il Führer dona una città agli Ebrei’, spettacolo del Gruppo Motùmus, drammaturgia di Mariano Dammacco, regia di Maurizio Ciccolella con Maurizio Ciccolella, Francesca Zurlo, Alessia De Blasi e Mino Profico. Lo spettacolo, che è ad ingresso libero sino ad esaurimento posti muove dalla ricerca storica di Joz Karas contenuta nel libro ‘La musica di Terezin 1941-1945’a cura di Francesca Romana Recchia. E’ noto cosa accadde a Terezin durante l’ultima guerra : quel campo di concentramento venne trasformato dai nazisti in ‘ghetto modello’ per gettare fumo negli occhi al resto del mondo. In quel clima malato (nessuno era destinato a sopravvivere) accadde il miracolo : poeti, musicisti, commediografi si misero al lavoro producendo opere d’arte passate alla storia. E i nazisti lasciavano fare, tornando quel miracolo a vantaggio della loro immonda causa.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 24 Gennaio 2014

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