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“Ma come viene effettivamente amministrata la Città di Bari?”

Un interrogativo che sorge spontaneo alla luce dei tanti svarioni in cui è incorsa finora l'Amministrazione cittadina, soprattutto nelle periferie

Ma come viene amministrata la Città di Bari? A porsi l’interrogativo sono molti cittadini del “V Municipio” barese di finto decentramento amministrativo, vale a dire i residenti delle ex frazioni di Palese e Santo Spirito, che la scorsa settimana sono venuti a conoscenza attraverso indiscrezioni di stampa che l’amministrazione Leccese, per far fronte a lavori di riqualificazione di quartiere, già avviati a “San Pio” (ex Enziteto), ha dovuto revocare parte del finanziamento da 4 milioni di Euro per la realizzazione, a Santo Spirito, del mega parcheggio sull’area adiacente la sede dell’Asl, il cui importo era stato impegnato la scorsa estate con un’apposita variazione di Bilancio, per sopperire con urgenza  alla carenza di posti auto determinata dalla soppressione di circa 600 posti auto sul locale lungomare Cristoforo Colombo, a seguito della pedonalizzazione dello stesso, effettuata con il progetto di restyling tuttora in corso di completamento e che a ben vedere, a detta di molti residenti, sta creando più disagi che benefici, sia agli operatori commerciali della zona che a coloro che d’estate si recano nella ex frazione, per trascorrere le serate in riva al mare, o per un periodo di villeggiatura. Un parcheggio, quello adiacente alla sede Asl, individuato in definitiva per far fronte ad errori marchiani commessi dalla precedente amministrazione Decaro nella pianificazione della viabilità e riqualificazione dell’area antistante il porticciolo di Santo Spirito. “E fossero stati solo questi gli errori commessi nella ex frazione a nord di Bari dall’amministrazione cittadina!” – ha esclamato, con evidente tono ironico, un commerciante del posto, evidenziando una serie di altri disagi crati dal nuovo assetto urbanistico del tratto di lungomare Cristoforo Colombo prospicente il porto di Santo Spirito. Infatti, lo stesso cittadino ci ha tenuto a rendere noto quanto accaduto ultimamente a Santo Spirito, lungo alcune traverse che da via Napoli conduco all’area antistante il porto. Traverse un tempo aperte al traffico e che ora, invece, risultano chiuse al transito automobilistico, per via della pedonalizzazione del lungomare. Ebbene, dette traverse la scorsa settimana, a seguito di una pioggia (neppure torrenziale!) si sono trasformate in veri e propri ruscelli, con il conseguente allagamento di molti dei locali a piano terra ivi esistenti. In quanto, a causa dell’avvenuta sopraelevazione del piano di calpestio di tutta la nuova area pedonale prospicente il porto, per evitare che queste viuzze laterali durante le piogge sti trasformassero in mini laghetti impercorribili, anche dette stradine sono state interessate da lavori di sopraelevazione della carreggiata, che ha così eliminato del tutto i necessari dislivelli precedentemente esistenti tra le porte di accesso ai vani a piano terra e la  sede stradale fiancheggiata da ambo i lati dal cordolo del marciapiede. Insomma, lavori che piuttosto che migliorare la vivibilità della zona, l’hanno vistosamente compromessa, a causa di scelte sbagliate da parte dell’Amministrazione barese. Come pure errori marchiani sarebbero stati commessi nella procedura che aveva consentito al Comune di Bari di ottenere un finanziamento di Pnrr per il quartiere “San Pio” e che ora invece, a seguito di non ancora ben precisate anomalie, sarebbe stato revocato dal ministero competente. Motivo, quest’ultimo, che ha indotto l’amministrazione Leccese ad un’ulteriore variazione nel Bilancio comunale, con la revoca di parte della somma già stanziata per il parcheggio a Santo Spirito e dell’intero importo previsto per un’altra opera (realizzazione a verde urbano sui 118mila mq rilevati dalla Rai) nella ex frazione di Ceglie del Campo. Sempre a Santo Spirito, un’altra situazione a dir poco esplosiva, che rafforzerebbe il dubbio sollevato dall’interrogativo su “come viene amministrata la Città di Bari”, è quella della convenzione di settembre 2016, tra il Comune di Bari e la società edilizia realizzatrice del programma di housing sociale al residence “Parco Gentile”. Dove il Comune ha financo consentito, alla società concessionaria dell’housing sociale, di applicare l’Iva sul canone di locazione degli alloggi realizzati per ad andare incontro a famiglie in condizioni di disagio economico, o di altra natura, che non possono permettersi di occupare un’abitazione a prezzo di mercato. Ma le criticità presenti in detta convenzione e che penalizzano fortemente gli inquilini degli alloggi sociali del residence di “Parco Gentile”, secondo quanto emerso nel corso di un’assemblea pubblica svoltasi in loco la scorsa settimana, sarebbero parecchie. E tutte dovute verosimilmente ad errori, o leggerezze (?), commesse sempre dalla precedente amministrazione Decaro e, fors’anche, con buona pace delle forze di opposizione al Comune di Bari che, sia su questa vicenda che su tante altre (compreso quella recente della revoca del finanziamento di Pnrr per l’intervento di riqualificazione urbana a “San Pio”), risultano silenti. Come del tutto silente risulta l’opposizione barese di centrodestra sul fatto che l’attuale amministrazione Leccese taglia somme già impegnate nel Bilancio comunale (vedi area di parcheggio a Santo Spirito, etc) per interventi necessari ed urgenti, ma continua a mantenere in essere spese voluttuarie, per far fronte a costi non necessari della politica. Come, ad esempio, gli emolumenti per i consiglieri ed i presidenti dei cinque “Municipi” di un decentramento praticamente inesistente. Costi, per altro, facoltativi da aprile del 2024, ma che a Bari – come si ricorderà – sono stati ripristinati al massimo consentito, nonostante detti istituti non svolgano alcuna funzione effettivamente utile alla collettività barese. Ma anche questo è un discorso che sicuramente conferma il dubbio su “come venga realmente gestita la Città di Bari”.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 10 Dicembre 2025

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