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Ma Emiliano e Vendola possono davvero fidarsi ancora di Decaro?

Dopo il veto dell'aspirante governatore alla candidatura dei due esponenti, la situazione interna al centrosinistra pugliese suscita dubbi e sospetti sulla lealtà politica dell'ex Primo cittadino barese, ora europarlamentare

La diatriba nel centrosinistra pugliese tra il governatore uscente, Michele Emiliano, ed il suo aspirante successore, Antonio Decaro, che ora minaccia di ritirare la disponibilità a candidarsi se Emiliano e l’ex governatore Nichi Vendola di Avs dovessero presentarsi candidati a consiglieri, presenta dei retroscena incomprensibili non solo per gli addetti ai lavori della politica, ma soprattutto nell’Opinione Pubblica pugliese, che su questa vicenda sospetta sottostanti motivazioni che potrebbero di certo non essere quelle finora rappresentate. Infatti, agli occhi di molti elettori è del tutto incompreso il fatto che l’ex Primo cittadino barese, ora europarlamentare, dapprima si è accordato con Emiliano per le rispettive candidature alle regionali e ultimamente, invece, ha avuto un ripensamento su detta intesa, che ha visto Emiliano – come si ricorderà –  dichiarare, già da un anno fa, di non essere interessato alla ricandidatura a governatore anche nel caso in cui fosse stata riconosciuta la possibilità di terzo mandato, perché alla Regione, per la corsa a presidente, la strada era spianata per Decaro. Inoltre, il governatore uscente, contestualmente a detta dichiarazione, aveva anche manifestato il proposito di candidarsi a “frate semplice”, ossia a consigliere regionale, al fine di contribuire direttamente all’elezione di Decaro a governatore. Annuncio, questo di Emiliano, mai contrastato in precedenza dall’aspirante suo successore, né tantomeno mai messa in dubbio dall’europarlamentare dem barese la sua possibile discesa in campo alle regionali qualora Emiliano si fosse candidato a suo sostegno. Ma c’è di più! Infatti, secondo qualche bene informato, pochi mesi fa sarebbe stato lo stesso Decaro ad invitare l’ex governatore Vendola a candidarsi al Consiglio regionale nelle fila di Avs, al fine di dare manforte in Puglia non soltanto alla sua candidatura a governatore, ma soprattutto alla lista di Avs, di cui Vendola – come è noto – è presidente nazionale, in quanto dai sondaggi risultava che nella nostra regione detta lista era ferma al 3,7% dei consensi e che, quindi, avrebbe potuto non raggiungere la fatidica soglia del 4%, necessaria per partecipare alla ripartizione dei seggi dell’aula barese di via Gentile. Pertanto, anche alla luce di tali indiscrezioni, ora sono in molti a chiedersi come mai Decaro sia passato dall’intesa di avere Emiliano a suo sostegno e dall’invito a Vendola a fare altrettanto, ad un perentorio veto su entrambi, nel caso in cui fosse lui il prossimo candidato governatore del centrosinistra in Puglia. Infatti, il repentino dietrofront degli ultimi tempi di Decaro lascia spazio a numerosi dubbi e finanche a qualche sospetto. Le motivazioni del dietrofront addotte finora dallo stesso Decaro – per altro – risultano poco chiare e scarsamente convincenti, agli occhi di chi mastica di politica, perché il presidente della commissione Ambiente del Parlamento europeo finora non ha ancora chiarito come mai in un primo momento aveva accettato la presenza di Emiliano a suo sostegno nelle liste del Pd (si parlava addirittura della candidatura a consigliere del governatore uscente da capolista dem in due province!). E la candidatura di Emiliano – secondo quanto emerso e confermato ultimamente da autorevoli esponenti dello stesso partito di Decaro e del governatore uscente – sarebbe stata addirittura concordata tra i protagonisti della diatriba alla presenza della segretaria nazionale dem, Elly Schlein. Perciò, ora che Decaro tenta di giustificare il suo ripensamento sulla possibile presenza di Emiliano e Vendola in Consiglio regionale affermando di “non volere tutori”, ossia di temere condizionamenti di sorta sul suo operato da eventuale governatore, allo vuol dire che lo stesso Decaro riconosce di non essere un vero leader. Poiché un vero leader sicuramente non teme la presenza, o di confrontarsi, nella sua azione di governo con personalità, per altro (come nel caso di Emiliano!), del suo stesso partito. Ma se così fosse realmente, allora forse farebbe bene il governatore uscente ad insistere per la sua presenza in lista, considerato che Decaro è venuto meno alla parola data in precedenza su questo argomento e, quindi, per il futuro sicuramente non ci sarebbe da fidarsi neppure su altri patti politici sui cui ci si è già messi d’accordo, o che potrebbero essere fatti a seguito della eventuale rinuncia di Emiliano e Vendola a presentarsi candidati alle prossime regionali.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 12 Luglio 2025

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