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Ma il presidente del V Municipio sa qual è la sua funzione?

Sono tante le problematiche che verosimilmente stanno “in cima ai pensieri” del Presidente, Vincenzo Brandi, e del Consiglio del V Municipio di decentramento amministrativo barese, ossia quello che (in teoria) è la “propaggine” del Comune di Bari sul territorio dell’ex frazioni di Palese e Santo Spirito, a cominciare da quelle che affliggono i plessi scolastici locali e come lo stesso Brandi ha dichiarato a mezzo stampa la scorsa settimana, a seguito di un dettagliato servizio per le “cose” che non vanno in alcuni plessi scolastici di Palese e denunciate dal preside del XXVII Circolo didattico, il prof. Angelo Panebianco. Infatti, il predetto dirigente scolastico, attraverso le pagine locali del maggior quotidiano pugliese, ha elencato alcuni degli interventi urgenti di cui necessitano i plessi di sua competenza, ma nonostante una copiosa corrispondenza di richieste e solleciti rivolti all’Amministrazione barese e, per essa, ad i suoi maggiori rappresentanti cittadini e locali, le risposte stentano o addirittura tardano ad arrivare alla comunità scolastica palesina. Fatto, quest’ultimo, come in molti ormai ben sanno, non nuovo a Palese e Santo Spirito e non soltanto per le problematiche degli edifici scolastici, ma anche per tutta una serie di altre questioni che vanno da quelle più note, riguardanti il locale lungomare, il traffico, la viabilità interna, l’inquinamento aeroportuale o la carenza di alcuni importanti servizi comunali, fino a quelli forse meno dibattuti, ma ugualmente essenziali, come l’asfaltatura di strade dissestate o il degrado all’interno della locale necropoli. Però, ciò che a Palese ha sorpreso forse più della stessa denuncia pubblica del prof. Panebianco è stata sicuramente la replica del presidente del V Municipio, Brandi, in aggiunta a quanto affermato contestualmente alla denuncia dall’assessore di Decaro all’Pubblica istruzione, Paola Romano, per gli “Sos” del dirigente scolastico ignorati dal Comune. Infatti, mentre l’assessore Romano si è sostanzialmente limitata a dichiarare che tutte le segnalazioni giunta dal XXVII Circolo didattico sono state prese in carico e verrà data risposta in ordine a priorità (peraltro non precisate né per i tempi, né per i modi!), il presidente del locale Municipio di decentramento nella replica si è spinto in precisazioni che confermerebbero l’accusa maggiore del preside Panebianco all’Istituzione locale che ha competenza sull’edilizia scolastica, ossia il Comune, e quindi alla politica comunale che dovrebbe occuparsi con maggiore attenzione e cura della scuola, più di quanto non abbia fatto finora, quantomeno con i plessi del XXVII Circolo didattico di Bari Palese. Difatti, è stato proprio il presidente Brandi nella sua replica pubblica a dire testualmente: “Abbiamo dato risposte a questioni che attendevano da diversi anni”. E, quindi, a confermare che a Palese le problematiche dei plessi scolastici locali prima di essere affrontate e risolte passano “diversi anni”. Ma c’è di più! Lo stesso Brandi fa riferimento ad interventi che sono stati effettuati solo a seguito del carattere d’urgenza che questi avevano, vedi i soffitti del plesso Duca D’Aosta, che come ricorderà qualche anno fa è stato addirittura chiuso per alcune settimane nel pieno dell’anno scolastico, per mettere in sicurezza i soffitti di alcune aule, a causa delle manutenzioni ordinarie e straordinarie  non effettuate durante il periodo estivo di fermo dell’attività didattica e che poi avevano causato rischi agli alunni nel periodo scolastico, al punto che furono sospese le lezioni per i necessari lavori. Quindi, il fatto che le scuole di Palese siano state e siano “in cima ai pensieri” degli amministratori baresi, alla luce di quanto evidenziato pubblicamente dal locale dirigente scolastico, è apparsa a molti cittadini una contraddizione fin troppo evidente. A meno che tale frase di circostanza non volesse alludere al fatto che i problemi dell’edilizia scolastica locale a Palese e Santo Spirito sono “in cima a pensieri” degli amministratori del V Municipio allo stesso modo in lo sono tutti gli altri problemi irrisolti di questo territorio. Infatti, a voler essere realisti, non è di certo il presidente ed il Consiglio di Municipio ad avere diretta e concreta competenza per risolvere effettivamente le questioni denunciate dal prof. Panebianco, poiché – come è noto – ad avere potere reale è esclusivamente il Comune di Bari con le sue Ripartizioni competenti. Perché l’organo di decentramento, qual è per l’appunto il Municipio, al più può a Bari – come è ben nota a chi s’intende di amministrazione pubblica – segnalare, proporre, richiedere, sollecitare e, comunque, farsi portavoce pressante ed assillate di determinate istanze del territorio e null’altro. Poiché – come è pure noto – chi ha il potere di “disporre” i lavori, e quindi la relativa spesa, è il Comune e non certo il Municipio. Quindi, il Presidente del V Municipio più che tentare una difesa d’Ufficio che di certo non gli compete, ossia quella degli organi comunali baresi, avrebbe dovuto forse rendere noti i fatti e, soprattutto, gli atti con cui sia lui che la mini Assemblea elettiva di cui è a capo hanno fatto in precedenza per tentare di evitare che arrivasse agli Sos del prof. Panebianco ed a tutto ciò che i problemi denunciati hanno comportato e comportano per la comunità scolastica locale. “Ma forse – hanno esclamato alcuni cittadini di Palese che hanno letto la denuncia pubblica del dirigente scolastico e la replica di Brandi – il presidente del V Municipio barese non ha ancora ben chiaro quali siano effettivamente le funzioni ed i compiti dell’Organo di decentramento di cui è alla guida da circa due anni !”  Ma, da queste parti, anche tale risvolto non è una novità.

Giuseppe Palella

 

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