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“Ma la Serracchiani è venuta a Palese in tour turistico o istituzionale?”

Il comunicato dell’Ufficio stampa del Gruppo parlamentare del Pd con cui si rendeva noto il programma degli incontri che lunedì scorso ha avuto a Bari la capogruppo dei Dem nell’aula di Montecitorio, l’on. Debora Serracchiani, riferiva di una “visita istituzionale” nel capoluogo pugliese. Infatti, scorrendo l’elenco degli incontri in scaletta e che poi che l’on. Serracchiani ha avuto effettivamente a Bari lo scorso 13 settembre, si legge di una visita al Job Center comunale “Porta Futuro” alle ore 11 ed a seguire, dalle ore 12 in poi, un incontro con il Sindaco di Bari, Antonio Decaro; uno con il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e, prima di effettuare l’incontro pomeridiano fissato con le rappresentanze sindacali pugliesi, la rappresentante dei deputati del Pd alla Camera doveva effettuare, come poi è avvenuto, una conferenza stampa insieme al segretario del Pd pugliese, Marco Lacarra, nella sede regionale del partito. A chiudere la scaletta della “visita istituzionale” barese dell’on. Serracchiani è stato l’incontro programmato con alcune associazioni del Municipio di Palese-Santo Spirito sul “nodo ferroviario Bari nord”. Incontro, quest’ultimo, che stante ad alcune indiscrezioni (poiché, a differenza di tutti gli altri incontri baresi a cui ha partecipato la Capogruppo del Pd alla Camera, per esso i media né sono stati invitati, né hanno ricevuto un resoconto!) si è svolto in effetti a Palese, nella sede locale dell’associazione Fratres, che – come è noto – è un sodalizio di carattere volontaristico, statutariamente finalizzato alla raccolta di sangue e non di certo a scopi sociali di altra natura, quali sarebbero, invece, in questo caso quelli inerenti l’ormai noto ed annoso problema della tratta dei binari di Rfi che, con i suoi sette passaggi a livello, spacca letteralmente in due l’agglomerato urbano di Palese e parte di quello di Santo Spirito. Quindi, alcuni cittadini residenti nel V Municipio, che in precedenza sono venuti a conoscenza dai media della scaletta degli incontri istituzionali baresi della Capogruppo dei Dem a Montecitorio, si sono chiesti incuriositi: “Cosa c’è di istituzionale ad un incontro svoltosi in forma riservata nella sede di un’associazione privata che, tra l’altro, nulla c’entra per finalità con l’atavica problematica palesina e santospiritese dei passaggi a livello?” E, in effetti, la presidente del Gruppo del Pd alla Camera lunedì scorso almeno a Palese – secondo quanto ha rilevato da qualche simpatizzante locale del partito di Serracchiani e Lacarra – è possibile che sia venuta verosimilmente più per un “tour” turistico che in visita istituzionale per discutere dei binari di Rfi e nodo ferroviario di Bari nord. Difatti, ha giustamente rilevato sempre lo stesso simpatizzante palesino dei Dem, una “visita istituzionale nel territorio del V Municipio sarebbe dovuta avvenire in una sede del partito (ndr – che però il Pd pare non abbia più da tempo né a Palese, né tantomeno a Santo Spirito!), oppure nella sala consiliare del Palazzo comunale di piazza Bellini, a Palese, dove ha sede il locale Organo di decentramento, o in altro luogo ove fosse stato possibile far partecipare i rappresentanti di tutti i sodalizi associativi operanti su tale territorio ed i cittadini interessati al tema ferroviario della tratta a nord del capoluogo”.  Ma a stridere ancor di più per la contraddizione comunicativa su di una “visita” che di “istituzionale” ha forse avuto ben poco, è il fatto che – sempre secondo indiscrezioni – all’incontro dell’on. Serracchiani a Palese, presso l’associazione Fratres, non erano presenti nè i tre rappresentanti del partito di Serracchiani nel locale consiglio di Municipio (Vincenzo Lomoro, Elieta Noviello ed Antonio De Stasio) e nè il presidente di centrosinistra dello stesso (Vincenzo Brandi), che comunque risulta essere persona politicamente assai vicina al partito di Enrico Letta attraverso l’assessore e consigliere regionale Anita Maurodinoia, anch’ella del Pd. Infatti, sempre a detta di qualche bene informato sulle vicende di Palese e Santo Spirito, di rappresentati politici locali del centrosinistra che hanno presenziato alla presunta “visita istituzionale” della Capogruppo Pd alla Camera per il “nodo ferroviario” a nord di Bari c’erano soltanto due: il  consigliere comunale Michelangelo Cavone del Pd (ndr – probabile ispiratore ed organizzatore dell’incontro) ed il consigliere municipale Nico Chieppa, eletto nel 2019 nella civica “Decaro per Bari”.  Mentre i rappresentanti di associazioni con finalità statutarie specifiche attinenti il territorio e l’oggetto dell’incontro erano solo due. Ossia, il rappresentate della Pro Loco di Santo Spirito, Enzo Colonna, e quelli del Comitato “No ai muri”, Manuel Fanuli, Vito Macina ed Anna Piscopo. Altre presenze, invece, erano verosimilmente a titolo personale, o in rappresentanza di associazioni e comitati le cui finalità non sono strettamente attinenti le tematiche territoriali per le quali è stata in visita istituzionale, a Palese, la massima esponente del Gruppo camerale del partito di Letta. Ed allora, in definitiva, di che visita si è trattato effettivamente per Serracchiani? Alla luce delle notizie riferite sembrerebbe di capire che, per la Capogruppo del Pd a Montecitorio, si sia trattata più di una visita turistica privata a fini propagandistici (e neppure per tutto il partito, viste le presenze!), piuttosto che un incontro politico-istituzionale vero e proprio. “D’altronde, – ha esclamato con ironia qualcuno dei bene informati – il fatto stesso che sia stata scelta la sede Fratres come luogo dell’incontro, vuol forse significare che sul tema del nodo ferroviario il Pd barese di Lacarra e Cavone è verosimilmente ancora alla caccia di voti nel V Municipio, per le prossime campagne!”. E chissà cosa possa aver poi pensato l’on. Serracchiani del Pd pugliese e in particolare barese, dopo una simile “visita” spacciata per “istituzionale” dai vertici locali del suo partito. Un fatto che di certo non dovrebbe essere sfuggito all’iscritto del Pd di origine santospiritese Nicola Brienza che, in merito alla “bontà” della “gestione Lacarra” del partito pugliese di Letta, non ha di certo sottaciuto i metodi.

 

 

Giuseppe Palella

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