MAAB, altri grossisti nei box di Bari-Mungivacca
Dopo gli anni degli sprechi e delle occasioni perse si accende finalmente un altro semaforo verde

Sarà la volta buona per la sospirata partenza del grande Mercato Agricolo Alimentare di Bari/Mungivacca (Maab) dopo che ieri mattina sono stati finalmente sottoscritti -dopo i primi due delle settimane scorse – gli altri contratti di locazione da sedici operatori, dei cinquanta previsti inizialmente. La presidente della Camera di Commercio di Bari Di Bisceglie, dove ha sede legale il M.A.A.B, sprizza gioia da tutti i pori: «Abbiamo finalmente raggiunto il traguardo e si parte con grande entusiasmo per portare sviluppo al nostro territorio». Anche il presidente/avvocato Cozzi passa un colpo di spugna sulle spese a vuoto degli ultimi anni e commenta: «Continueremo a lavorare per far sì che l’infrastruttura, ormai al centro delle politiche regionali, costituisca un efficace volano per l’economia territoriale di un settore così strategico». Eppure, al di là delle dichiarazioni d’ufficio. risale appena all’anno scorso l’ultimo, sofferto aumento di capitale per evitare la vendita del consorzio (a partecipazione pubblica) che gestisce la struttura, per coprire i 150mila euro annui spesi per la vigilanza, senza contare le altre, ingenti spese in uscita tra tasse, manutenzione, spese legali e stipendi a carico di Camera di Commercio e Comune di Bari -soci di maggioranza della società – fino a oltre 800mila euro. Insomma, siamo al paradosso: La Città di Bari, dopo non averlo mai avuto, all’improvviso si ritrova con due mercati agroalimentari, quello nuovo a Mungivacca e quello vecchio, in via Caracciolo. Lasciando, peraltro, almeno per adesso a metà il grande progetto iniziale di trasferire tutti gli operatori locali, contando per di più su un finanziamento PNRR di 6 milioni di euro, ma senza piattaforma logistica. Insomma, raggiunto il primo traguardo, andando oltre le dichiarazioni di rito, bisognerà aspettare qualche mese per tirare le prime somme fornendo i primi, veritieri giudizi sull’unico, grande mercato ortofrutticolo barese. La presidente CIIAA può contare sulla Regione Puglia, partner del progetto, finanziandolo per metà coi Fondi di sviluppo e coesione per una cifra pari a circa 20 milioni di euro e con Camera di Commercio a completare la restante parte. Non rimane che sperare nel meglio, adesso, concentrando alla periferia sud della Città di Bari il luogo d’incontro tra offerta e domanda di prodotti agricolo/alimentari, favorendo il collegamento tra produttori-fornitori e dettaglianti-acquirenti. E con l’ausilio dei più innovativi i sistemi tecnologici ed informatici, così come si leggeva fino a poco tempo fa nei comunicati della Camera di Commercio, allo scopo di poter gestire e monitorare l’intera filiera, dalla produzione alla commercializzazione. <<Con la sottoscrizione degli ultimi contratti – ha spiegato l’avvocato Cozzi – abbiamo completato l’inserimento degli operatori all’interno della struttura: ora tutti i box sono assegnati e utilizzati. Il Maab è ormai al centro delle politiche regionali sulla commercializzazione del prodotto ortofrutticolo, anche su scala nazionale>>. Sul futuro del vecchio Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso (Moi) di via Caracciolo, in piedi a Bari da quasi un secolo e sempre più in degrado, dal Palazzo di Città risuona un silenzio che non promette nulla di buono. (fdm)
Pubblicato il 11 Dicembre 2024



