Cronaca

Maggioranza evanescente per Decaro, Ri e Sel già chiedono una verifica

Non è trascorso neppure un anno dall’insediamento nell’Aula “Dalfino” del consiglio comunale di Bari a trazione Antonio Decaro e l’ampia maggioranza (26 consiglieri su 36) che sostiene il sindaco già mostra di avere delle vistose crepe politiche. I primi segnali del malessere che serpeggia nelle fila della maggioranza di centrosinistra al Comune di Bari si sono manifestati già qualche tempo fa con l’abbandono da parte di due consiglieri, Michele Caradonna prima ed Ilaria De Robertis recentemente, delle rispettive formazioni in cui lo scorso anno sono stati eletti, ovvero lista ‘Decaro sindaco’ e Pd, per passare entrambi al gruppo misto. Però, ciò che è accaduto giovedì scorso nell’ultima seduta consigliare è la dimostrazione che i malumori nella maggioranza cittadina non sono limitati soltanto ai due menzionati esponenti del gruppo misto, ma si estendono ad un fronte più ampio di consiglieri della maggioranza. Infatti, pur avendo il sindaco riunito la sua maggioranza appena quattro ore prima del consiglio per verificare che alla conta in Aula non ci sarebbero stati poi problemi, è accaduto invece che proprio un emendamento proposto da Decaro al nuovo regolamento della commissione alle ‘Pari opportunità’ non è stato approvato e la seduta si è conclusa con una richiesta di verifica interna della maggioranza da parte del principale rappresentante consiliare della seconda forza politica della coalizione, Alessandra Anaclerio, capogruppo di Realtà Italia. Ma, dopo quanto accaduto giovedì scorso, non è soltanto Realtà Italia a chiedere a Decaro una verifica. Infatti, anche il segretario cittadino di Sel, Leo Palmisano, con una nota diffusa successivamente al flop della maggioranza sull’approvazione del nuovo regolamento della commissione ‘Pari Opportunità’  ha commentato negativamente l’accaduto: “Le contraddizioni interne all’attuale maggioranza del consiglio comunale di Bari sono esplose irrimediabilmente nella seduta del 16 luglio. È evidente ormai a tutti che aver consentito alle forze centriste di irrobustirsi e prosperare, ha accresciuto gli appetiti dei loro consiglieri. Essere oggetto di ricatto da parte degli ‘alfaniani’ e di altre forze politiche di centro e di destra, sta snaturando questa amministrazione e sottoponendo il sindaco a più di un imbarazzo”, tirando poi le conclusioni politiche di tale analisi: “Noi (ndr –  di Sel) siamo convinti che solo più sinistra può salvare Decaro da una disfatta plateale. Non basta dirsi di sinistra, per esserlo, bisogna praticarlo con la democrazia e la concertazione. Le nostre previsioni si stanno avverando, pertanto chiediamo un confronto che porti il sindaco a ricomporre il quadro politico di riferimento spostando fortemente a sinistra il governo della città”. Come dire che anche il partito barese dell’ormai ex governatore pugliese Nichi Vendola, rappresentato nell’aula ‘Dalfino’ da un solo consigliere, Pierluigi Introna, chiede al sindaco Decaro un’inversione di rotta nella gestione del Comune. Stante a quest’ultima vicenda, anche altri consiglieri di maggioranza potrebbero essere dello stesso avviso, solo che finora non lo hanno dichiarato, ma è certo che i comportamenti (facta concludentia) parlano per loro. Per la cronaca ricordiamo cosa è accaduto nell’ultima riunione di consiglio comunale, ossia quella che ha dimostrato inequivocabilmente le crepe in maggioranza. Il sindaco Decaro in apertura di seduta, in apparente accordo con la sua maggioranza, aveva chiesto di togliere da regolamento della commissione ‘Pari Opportunità’ la partecipazione permanente di tre esperti esterni nominati dal consiglio comunale e, quindi, anche la relativa indennità percepita da costoro che è pari a quella dei membri consiliari della commissione, vale a dire un gettone di presenza di circa 80 Euro lordi a seduta. Dopo quasi due ore di dibattito, al momento del voto i numeri di maggioranza per accogliere tale proposta non si sono però trovati. Infatti, i consiglieri presenti erano 25, i voti necessari all’approvazione erano 19, ossia la maggioranza assoluta dell’Assemblea, ma i “Sì” sono stati solo 18, compreso quello del Primo cittadino. Da rilevare, inoltre, che dei 7 consiglieri che non hanno votato favorevolmente 2 si sono astenuti, il presidente dell’Assemblea, Pasquale Di Rella (Pd), ed Ilaria De Robertis (Misto), mentre 2 di ‘Forza Italia’ e 2 del ‘Movimento 5 Stelle’ hanno votato “No”. Non sono passate inosservate le troppe assenze sia tra le fila della maggioranza, ben 6 consiglieri, che altrettanti della già esigua opposizione. In particolare, nella maggioranza erano assenti Marco Lacarra (Pd) ed Alfonsino Pisicchio, entrambi neo eletti in consiglio regionale che ha disertato dall’inizio questa seduta di consiglio comunale. Alla fine, il sindaco Decaro ha abbandonato l’Aula infuriato, lasciandosi andare ad un’esternazione di circostanza registrata in un video messaggio postato sui social network. Capro espiatorio per Decaro i consiglieri di maggioranza assenti, che avevano assicurato la presenza, ma che però sono giunti in ritardo, giustificandosi in maniera alquanto sospetta (oltre due ore di ritardo) con le difficoltà incontrate a raggiungere Palazzo di Città, a causa dell’intasamento provocato dalla cena bianca in atto su corso Vittorio Emanuele, e soprattutto i due neo eletti alla Regione, Lacarra e Pisicchio, nei confronti dei quali Decaro ha seccamente ed ironicamente affermato: “Decidano se vogliono fare i consiglieri comunali o regionali”. Invece è molto più probabile che a decidere dovrà essere proprio Decaro, se vorrà continuare a fare il sindaco come l’ha fatto finora con la sua maggioranza oppure dovrà quanto prima cambiare verso. Diversamente è quasi scontato che in futuro i suoi flop in consiglio comunale saranno molti di più.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 18 Luglio 2015

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