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Magneti Marelli punta su altri siti, tra impegni mancati e silenzi preoccupanti

Non hanno gradito operai e loro rappresentanti la notizia fresca che “Marelli Spa  Europe” ha confermato l’apertura di una nuova fabbrica a Colonia in Germania, dedicata alla ”Business Elettric Powertrain”, duplicando una linea esistente da tempo a Bari.  E non basta: circa un anno fa la Marelli in un incontro, comunicava ai sindacati che ci sarebbe stato il raddoppio dell’attuale linea di sistemi di produzione elettrici ad alto voltaggio del cliente Porsche, insediata a Bari per la posizione strategica e per il forte impegno dei lavoratori baresi. <<Noi come FIM congiuntamente alla RSA non possiamo permettere a Multinazionali di esprimersi senza controllo alcuno su industrializzazioni che erano previste per il nostro territorio, in quanto i risultati ottenuti qui a Bari sono stati raggiunti grazie a competenza e sacrifici di lavoratrici e lavoratori che hanno fatto davvero tanto, in questi anni>>, rimarca Franco Busto, segretario generale Uil/Puglia, dando maggior peso all’allarme per il nuovo stabilimento Marelli a Colonia. decisione che rischia di rendere ‘sito residuale’ lo stabilimento di Bari/Modugno. In ballo, come detto, la realizzazione di sistemi di propulsione elettrica, che dovrebbe andare a pieno regime entro la metà del prossimo anno, rendendo opache le intenzioni di “Magneti Marelli”, comunicate attraverso una nota ufficiale diffusa nei giorni scorsi. “I piani di espansione della casa madre  – continua Busto – sono la rappresentazione plastica di un Paese, l’Italia, che ha poche idee e ben confuse sulle politiche industriali. Mentre all’estero si finanziano, direttamente o indirettamente, come in questo caso, nuove realtà produttive, qui da noi si continua esclusivamente a giocare in difesa, sovente grazie solo alla caparbietà del sindacato, invece di puntare su una visione prospettica basata sullo sviluppo, l’innovazione, la ricerca e nuovi investimenti. Certo, non possiamo sindacare sulle scelte strategiche dell’azienda ma, pur senza prematuri allarmismi, ci attiveremo con la categoria per definire il ruolo dello stabilimento barese, una risorsa che non solo va preservata, ma valorizzata”. “Anche perché – conclude Busto – se passasse la teoria che il cuore produttivo europeo è altrove e anche altre aziende scegliessero questa strada, ci ritroveremmo di fronte a un grave problema economico e occupazionale per il territorio”. Sempre più incerto il futuro dello stabilimento barese, che pareva da tempo incanalato in un canale di crescita e consolidamento, salvaguardando livelli occupazionali e valore strategico della produzione in loco. La leggerezza con la quale il “Management Marelli” ha comunicato l’apertura di nuovi siti a Colonia spaventa, mettendo a subbuglio tutte sigle sindacali, decise a chiedere ”risposte concrete” su strategie e piani  industriali, causa il fulmine a ciel sereno di un ampliamento produttivo all’Estero che mette a rischio e compromette il locale stabilimento Magneti Marelli.

Antonio De Luigi

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