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Maita, Vicari e Sibilli o un outsider che prenderebbe il suo posto

La pesante eredità di capitan Di Cesare, se dovesse ritirarsi

Valerio Di Cesare è unico ed inimitabile vietate le imitazioni. Con il suo gol recente alla Ternana, si sono scatenate tante storie a ad effetto domino, da genitori che hanno chiamato il proprio figlio come Vlaerio a tante altre bellissime che meriterebbero una pagina a parte. Cinque i gol del capitano sono stati in questa stagione, rispettivamente contro la Reggiana conclusasi 1-1, contro il Sudtirol finita 2-1 (un altro capolavoro da parte del numero 6 biancorosso), poi quelli ancora più decisivi quanto belli, con il Parma al primo maggio che ha consentito ai pugliesi di restare aggrappati alla zona playout e con il Brescia all’ultima giornata di regular season, ma quello più pesante e letale per gli avversari è arrivato con la Ternana, nella gara di ritorno dei playout, dando il via alle altre due reti dei suoi compagni, Ricci e Sibilli nella ripresa. Per una partita perfetta, sotto tutti i punti di vista, per intensità ed aggressività, per coesione e spirito, concretezza e produzione di gioco corrisposta alla percentuale sotto rete, con transizioni dalla difesa a metà campo che non si era mai assistito. Serviva l’ultima partita dell’anno’ Forse si, ad un Bari costruito male, dati di fatto alla mano che ha cambiato tre tecnici, in ordine Mignani, Marino e Iachini, prima di arrivare al quarto Giampaolo, coadiuvato dal suo staff tecnico con gli esperti e scafati, Di leo e Di Bari. Ma ci aggiungiamo, allo staff tecnico di Giampaolo, “Valerione” Di Cesare capitano ed allenatore in campo, trascinatore del gruppo ed anima, le sue lacrime qualche giornata prima hanno scosso tutti, non solo i tifosi e addetti ai lavori presenti a quella conferenza stampa, seguita dall’esonero di Iachini, ma evidentemente anche alle pareti nella pancia del San Nicola e figurarsi se non anche ai suoi compagni che nel mese di maggio, salvo la batosta con il Cosenza, pur vincendo soltanto con il Brescia, ma con un “punticini” conquistati sui campi delle avversarie e al San Nicola stesso, hanno conquistato sul rettangolo di gioco la permanenza nella serie cadetta anche se adesso restano tanti rebus sul futuro e quella chiarezza societaria che è mancata da inizio anno. Non c’è stato ufficialmente il “rompete le righe” anche se lo si è dedotto che la squadra è in vacanza, ma il problema principale che i tifosi, addetti ai lavori si pongono domande sul futuro della squadra e se dopo una stagione troppo di al sotto delle aspettative in cui la sufficienza è striminzita per la salvezza centrata sul fotofinish, urgevano risposte ed una programmazione che nella passata e conclusa stagione è mancata.  In primis, però, chi sta facendo stare in ansia i tifosi è il capitano Valerio Di Cesar che sui suoi canali social ha scritto: “Se dovessi ritirarmi, non preoccuparti: c’è già qualcuno uguale a me che può prendere il mio posto” in riferimento alla piccola Mariaantonietta tifosa che ha coronato il suo sogno di conoscere il giocatore leader dei biancorossi. Sul fatto che prima o poi Di Cesare dovrà ritirarsi non c’è dubbio, però se è in forma come ha dimostrato in questa stagione ancora una volta, sarebbe un peccato. In ogni qualunque decisione dovesse prendere sarà la più saggia e non ci saranno rimpianti, perché solo lui sa dentro di sé ciò intende fare e tutti dovranno accettare la scelta del numero sei che sicuramente in quel caso, resterebbe anche in caso di addio, nei quadri della società con un importante ruolo dirigenziale.

I POSSIBILI CANDIDATI AD EREDITARE LA FASCIA – Il primo per anzianità in rosa, è il centrocampista Mattia Maita, nominato tante volte capitan futuro e che ha indossato la fascia ogni qualvolta il capitano in pectore era assente per squalifica.  Maita, giunto dal Catanzaro a gennaio 2020 ha messo in fila ben 156 presenze e segnato 5 volte per 13 assist. Con il gol non ha molto feeling, e quest’anno non si è assistito a quel giocatore che sino alla passata stagione era risultato decisivo, ma nel finale di stagione si è ripreso. Restano però da interpretare le sue dichiarazioni ai microfoni di Radio Bari nel post di Ternana-Bari, in cui sul futuro si è mantenuto vago. Un suo cambio di casacca, non sarebbe escluso, specie se si dovesse avvicinare in Sicilia dove c’è la sua famiglia. Un altro indiziato è Francesco Vicari, il partner di difesa con Di Cesare, ex Spal e già veterano della squadra. Il giocatore ha militato anche in A per ben 96 presenze e in 196. Con la maglia del Bari vanta 79 presenze ed è uno che tante volte quest’anno ha stretto i denti giocando in condizioni non perfette, ma senza mai risparmiarsi. Ha segnato con la maglia del Bari un gol e realizzato un assist, ma il suo compito principale è rendere la vita impossibile agli attaccanti avversari. Un altro ma è quello con meno chance potrebbe essere Giuseppe Sibilli, ma il giocatore è di proprietà del Pisa ed il Bari dovrà esercitare l’opzione di riscatto entro massimo il 14 giugno. Quest’ultima è un’ipotesi suggestiva, non impossibile, ma la più difficile da percorrere. L’altra ipotesi anch’essa non da escludere è quella di puntare su un ‘outsider’, un giocatore di esperienza e dal nome “pesante” che in caso di arrivo gli verrebbe affidata la fascia del capitano, d’accordo sempre con il gruppo, laddove lo dovesse riconoscere come nuovo leader e punto di riferimento. Sicuramente, la prossima annata il Bari e la società sono chiamati a fare qualcosa ma molto di più per riconquistare l’entusiasmo dei tifosi. (Ph. Tess Lapedota).

T.L.

 

 


Pubblicato il 1 Giugno 2024

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