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Marelli: finalmente l’accordo per 550 esuberi, con uscita incentivata

Magneti Marelli, c’è l’accordo per i cinquecentocinquanta esuberi, ma le uscite dagli organici saranno volontarie, garantendo le attivita’ produttive e occupazionali. Buone notizie, dunque, nella vertenza che si incrocia sulle strade di Puglia e Piemonte dopo che ieri è stata siglata tra Marelli e sindacati una duplice intesa che prevede, come detto, di gestire i cinquecentocinquanta esuberi, di cui un centinaio di livello dirigenziale. E i vertici sindacali ci hanno tenuto a precisare che la vertenza si avvia alla conclusione “con strumenti unicamente volontari, attraverso l’utilizzo delle dimissioni incentivate e del contratto di espansione, che dovra’ successivamente essere siglato presso il Ministero del Lavoro”. Lo hanno reso noto fin da ieri, appunto, Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e associazione ‘Quadri’. “L’intesa – spiegano le organizzazioni sindacali – garantisce la presenza delle attivita’ del Gruppo in Italia, sia dal punto vista industriale che occupazionale ed impegna l’azienda ad avviare un percorso con i sindacati volto ad affrontare, per ogni singola divisione, la verifica delle missioni produttive degli stabilimenti, delle attivita’ di ricerca e sviluppo e di staff”. Secondo Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Associazione Quadri, in poche parole, “…si tratta d’un accordo positivo che ha consentito di approfondire le missioni industriali dei siti e che scongiura il rischio di esuberi unilaterali utilizzando gli strumenti oggi a disposizione. E’ evidente pero’ che sono necessari ulteriori strumenti specifici, di tutela delle attivita’ industriali e di salvaguardia dell’occupazione”. I sindacati sottolineano che “per affrontare la fase di crisi e la transizione e’ urgente che il Governo convochi sindacati e il sistema delle imprese affinche’ il cambiamento in atto diventi un’opportunita’ di rilancio del settore e di sviluppo dell’occupazione nel nostro Paese”. Il contratto di espansione – spiegano ancora i rappresentanti dei sindacati – dara’ l’opportunita’ a un massimo di ben trecentocinquanta persone, di uscire anticipatamente per agganciare la pensione entro 5 anni. E’ necessaria una pre-adesione volontaria e durera’ fino al 30 giugno. L’indennita’ sara’ pari al trattamento pensionistico al momento dell’uscita. Inoltre nello stesso contratto di espansione sono previste assunzioni in rapporto di 1 su 3 uscite (massimo 117, se si realizzeranno tutte le uscite, di cui circa una novantina fra i somministrati oggi presenti di Bari e di Venaria), nonche’ piani formativi che saranno dettagliati nella versione definitiva da siglare al ministero. Le dimissioni incentivate, non saranno seguite dalla Naspi o da altro trattamento di disoccupazione, in quanto non sono state precedute dalla apertura di procedure di licenziamento e quindi sono uscite volontarie in senso stretto. Le uscite volontarie incentivate saranno massimo duecento e la loro somma con le uscite del contratto di espansione non potranno superare i quattrocentocinquanta (i cento dirigenti saranno conteggiati e gestiti a parte). Le uscite potranno avvenire fino al 30 giugno di quest’anno, subordinatamente al fatto che la posizione rientri potenzialmente fra le eccedenze. L’incentivo variera’ per qualifica e anzianita’. E’ anche previsto il principio della mobilita’ interna alla azienda, per consentire passaggi da mansioni potenzialmente in esubero a mansioni rese libere dalle uscite dell’organigramma produttivo.

Antonio De Luigi

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