Sport

Marino e la sua truppa chiamati a dare una risposta d’orgoglio

Il Bari può rialzare la cresta, ma devono volerlo fortemente i giocatori che scendono in campo

Otto reti in cinque gare da quando è arrivato mister Marino, ma soprattutto ben sei nelle ultime due con una sconfitta rimediata in casa al San Nicola ed una scampata contro il Feralpisalò, dove alla luce di quanto fatto dagli ospiti sarebbe stata anche meritata ed avrebbe aperto gli “occhi” in vista della gara di domenica pomeriggio. In queste settimane, a parte Marino che tornerà a parlare quest’oggi, non c’è stata traccia di alcun tesserato e silenzio, se non la risposta sul suo profilo Instagram del presidente, in merito all’episodio accaduto sabato scorso. Le critiche costruttive che ci devono essere necessariamente dopo 14 partite e soltanto diciotto punti realizzati, di cui 1,6 punti sotto la gestione Marino, devono indurre a delle riflessioni. La sconfitta maturata contro il Venezia è del tutto diversa da quella che ha subito il Bari di Mignani che addirittura, invece, era passato in vantaggio contro il Parma e non meritava assolutamente il Ko. Sul fatto che Mignani avrebbe meritato un’altra chance, ci siamo già espressi, ma sono scelte che spettano alla società che si assume anche le proprie responsabilità nel caso di fallimento del tecnico che è stato chiamato a sostituirlo. Di sicuro mister Michele Mignani ha dato tutto alla causa e non ha avuto per tempo l’organico che avrebbe desiderato e forse neanche per colpe del diesse, ma del budget che è stato messo a disposizione non congruo a mettere su una squadra competitiva a sufficienza. Non si può piacere a tutti, ma di fatto il Bari dopo la “mazzata” dello finale persa contro il Cagliari, avrebbe dovuto a vere un atteggiamento diverso dopo un anno che avrebbe dovuto essere di rodaggio e che invece si è accarezzato il sogno promozione. Invece, sono arrivati giocatori scarsamente motivati, senza ripetere i nomi che sono oramai evidenti, non si può più accettare “scuse” che ci siano a dicembre ancora giocatori fuori condizione fisica. Qualcuno, è quasi certo che partirà anticipatamente a gennaio, ma la domanda viene spontanea perché non provare a trattenere alcuni giocatori che avrebbero meritato o perché se proprio con certi elementi della passata stagione non si poteva puntare, non si è provato a prendere giocatori di categoria superiore come Coda o altri, che avrebbero fatto la differenza. La risposta è sempre la stessa, un budget da rispettare e quello che una settimana fa, il diesse ha dichiarato ai microfoni ufficiali, ridimensionamento. In settimana ci sono stati un paio di striscioni ben chiari da parte del tifo organizzato che tra l’altro hanno riscosso il consenso di quasi tutta una piazza. Il Bari può rialzare la cresta, ma devono volerlo fortemente i giocatori che scendono in campo, il tecnico che li assembla e dovrà fare i conti con le assenze di Pucino in difesa, di Maiello a centrocampo e risolvere i problemi di un attacco che produce, a tratti, ma che finalizza poco. Servono risposte veementi sul rettangolo di gioco, e quella “fame” alla bocca che il Bari guidato da Mignani nella scorsa stagione aveva, pur cambiando pagina e pensando al presente, un tecnico dall’alto della sua esperienza anche in campo internazionale, come Pasquale Marino dovrà trovare le soluzioni idonee ed efficaci, diversamente sarà anche lui responsabile di un progetto sportivo sin qui al di sotto delle aspettative ed ambizioni degni di tale piazza che anche negli anni di gestione De Laurentiis ha popolato in modo encomiabile lo stadio San Nicola di Bari ed affollato tutti gli stadi in trasferta dove la squadra ha giocato. La parola passa al campo giudice supremo degli sforzi poi della stessa società, a prescindere poi dal mero risultato sportivo. (Ph. Tess Lapedota).

Marco Iusco


Pubblicato il 1 Dicembre 2023

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio