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‘Martucci’: finalmente le associazioni al tavolo del confronto

Saranno tutte verbalizzate e quindi messe nero su bianco le ‘doglianze’ dei componenti dell’associazione di cittadini che vuole chiudere la discarica ‘Martucci’. Infatti, dopo più di due mesi di ripetute richieste, finalmente gli attivisti saranno ricevuti in assessorato all’ambiente per discutere del destino finale del sito Martucci, in agro di Conversano. Come recitano alcuni adagi, “tanto tuonò che piovve” e “meglio tardi che mai”, ripete soddisfatto il presidente dell’associazione Vittorio Farella, mai deluso dai ritardi accumulati (per tutto quello che comporta in termini di inquinamento territoriale e danni alla salute) ma sicuri fino in fondo per essere, appunto, riusciti a farsi ricevere per far verbalizzare tutte le loro lamentele sui rischi e pericoli per la salute pubblica causati dalla discarica posta in un ampio territorio tra Monopoli e Conversano. <<Ora aspettiamo il 4 luglio, casualmente la “Bastille day”, segno premonitore?, per poter finalmente spiegare tutte le nostre ragioni e per chiudere definitivamente questa lunga e dolorosa odissea, con proposte concrete e attuabili>>, la considerazione piena di speranza di Farella e compagni. Impegnati da tempo a impedire la possibile riapertura delle vasche A e B dell’impianto in Contrada Martucci, con l’Arpa/Puglia impegnata da troppo tempo in indagini infinite. I dirigenti del procedimento tecnico/amministrativo non molto tempo fa hanno anticipato segnali e preoccupazioni a seguito dei primi risultati, ma gli accertamenti dovrebbero essere ancora conclusi. Nel frattempo i Comuni non vogliono la attivazione della vasca A e B le cui volumetrie sono disponibili. La Regione preme per definire tali vasche. In caso contrario dovranno essere trovati siti alternativi. Preoccupano, in particolare, le condizioni critiche del III lotto, rispetto al quale, nonostante le diffide della sezione regionale competente, niente risulta essere stato fatto. Dagli esiti preliminari delle indagini geoelettriche nel III lotto è emersa la presenza di percolato nell’alveo della discarica. La stessa Arpa ha stimato che ‘possano essere stati prodotti, dalla data del sequestro ad oggi, approssimativamente 20.000 metri cubi di percolato’. Oltre alle condizioni critiche del III lotto genera preoccupazione la volontà della Regione di mettere in esercizio le vasche A e B, che non risultano essere state realizzate a regola d’arte. Nonostante gli approfondimenti richiesti dall’Assessore Maraschio, di fronte alla ferma opposizione dei sindaci, si rileva la posizione dell’AGER che considera la discarica utile a garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti nell’area metropolitana di Bari.

Francesco De Martino

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