Mastro (Adspmam): “Porti di Bari e Brindisi pronti alle nuove rotte”
Rixi: “Nel 2025 mezzo milione di passeggeri nello scalo del capoluogo”

“Il ruolo dei porti cambierà alla luce delle dinamiche geopolitiche di questi ultimi mesi che hanno delineato un cambio di passo. Il Medio Oriente non è più un paradiso commerciale e turistico, questo vuol dire che tutto il traffico si sposterà nel Mediterraneo. Noi dell’Adriatico non possiamo che essere in pole position e Bari e Brindisi sono probabilmente i porti che maggiormente si troveranno ad affrontare l’intercettazione di queste rotte”.
Lo ha detto il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale, Francesco Mastro, a margine dell’evento ‘L’Adriatico cerniera fra est e ovest. Come le economie emergenti guardano al Mediterraneo’, in corso a Bari. “Bari e Brindisi – ha aggiunto – sono infrastrutturate, ci sono cantieri per diverse centinaia di milioni che sono ancora in atto e sicuramente dall’anno prossimo potranno proporre un nuovo traffico degli accosti convenienti e comodi”.
Quanto ai dati relativi a una possibile flessione del turismo, a causa della guerra, Mastro ha aggiunto che “avremo un incremento, i clienti delle compagnie di lusso chiedono espressamente la Puglia. Dal 2028 vedremo molti più accosti e probabilmente dal 2029 in poi ancora di più superando il picco del 2017”.
Nel 2025 il porto di Porto di Bari ha raggiunto il traguardo di mezzo milione di passeggeri, trainato soprattutto dalla crescita del traffico crocieristico. Lo ha evidenziato il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi in un messaggio inviato in occasione dell’evento “L’Adriatico cerniera fra est e ovest. Come le economie emergenti guardano al Mediterraneo”, in corso nel capoluogo pugliese.
Rixi ha sottolineato come anche gli altri scali dell’Adriatico si stiano attrezzando per assumere un ruolo sempre più centrale nello sviluppo dei territori, citando in particolare Ancona, Ravenna e Trieste, quest’ultima sempre più strategica nei traffici con India ed Egitto.
Il viceministro ha infine richiamato la necessità di una visione condivisa: il sistema portuale nazionale deve agire in modo sinergico, così da valorizzare al meglio la vocazione marittima del Paese e garantire benefici diffusi a tutti i territori coinvolti.
Pubblicato il 28 Aprile 2026



