Cultura e Spettacoli

Maturità e gioia, la strada percorribile

Reduce dal successo dello scorso anno, torna in replica straordinaria sul palco del Kismet ‘E la felicità, prof?’

Reduce dal successo dello scorso anno, torna in replica straordinaria sul palcoscenico del Kismet ‘E la felicità, prof?’, una produzione Teatri di Bari in collaborazione con la Cooperativa sociale I bambini di Truffaut. Lo spettacolo andrà in scena alle 21:00, giovedì 21 dicembre nell’ambito di Bagliori, la Stagione 2023.24 a cura di Teresa Ludovico per Teatri di Bari. Tratto dall’omonimo libro di Giancarlo Visitilli, edito da Einaudi, il testo trae linfa dall’esperienza di docente dello stesso autore. A portare in scena il lavoro sarà ancora Luigi D’Elia, diretto da Riccardo Spagnulo e dallo stesso

Visitilli; con i contributi di Bob Cillo (videoproiezioni) e di Alessia Tricarico (cartoonista). ‘E la felicità, Prof?’ è una sapida passerella di casi umani, di ragazzi inafferrabili, i quali fra cento contraddizioni non chiedono che d’essere felici, a cominciare dall’età in cui vivono, senza aspettare una mitica età adulta che potrebbe non arrivare mai o rivelarsi, una volta giunta, ancora più deludente della gioventù. Diventa allora compito del docente individuare la strada della felicità interrogandosi sul proprio ruolo di insegnante e di adulto. ‘E la felicita, prof?’ racconta questo sforzo da apripista a cui ogni docente dovrebbe sentirsi chiamato, anche nella consapevolezza di un prezzo suppletivo e alto, da pagare in prima persona. Prezzo necessario all’individuazione del percorso su cui instradare cuccioloni indisciplinati quanto si vuole, tuttavia amabili, perciò degni di ‘investimento’. Un monologo appassionante, in cui è facile ritrovarsi sia come alunni, che come ex alunni o genitori. D’Elia dispone solo d’un comune banco scolastico e di una sedia. Tanta minimalità, comunque, gli basta a far sentire l’odore di una classe del Superiore, questo potente, composito afrore di svogliatezza ed interesse, di speranza e fatalismo, di omologazione e imprevedibilità, di calcolo minuscolo e di quella generosità assoluta ed esplosiva tipica dei nostri ragazzi. ‘E la felicità Prof ?’ è testo fortemente polemico. La Scuola non ha bisogno di macchine macinate dalle Università, poi ‘rifinite’ da Enti di formazione superiore di dubbia serietà e infine chiamate in ruolo secondo sistemi di selezione che escludono la creatività. Un docente senza fantasia, senza dubbi, sogni e speranze dovrebbe accomodarsi in segreteria didattico/amministrativa invece che dietro una cattedra. Al contrario, la Scuola, questa ‘agenzia’ preposta a formare i cittadini di domani ed involuta in un carrozzone elefantiaco e che mette al primo posto le cartacce e la rovinosa figura del Dirigente-Manager, ha semplicemente bisogno di uomini e donne di ‘buona volontà’. Il resto vien da sé. “A volte c’è il rischio di perdersi, in questo mestiere, affrontando tanti temi che possono rimanere astratti rispetto alla vita degli alunni. – raccontano gli autori – Ti dici che è importante toccarli comunque: non li stai preparando a un esame di maturità, ma alla maturità, alla vita. Il tempo che ci è dato, però, non basta mai. E così le cose accadono”.

 

Italo Interesse

 


Pubblicato il 20 Dicembre 2023

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