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Maurantonio: “Il Bari nel mio cuore, felice di essere il preparatore dei portieri”

“Da giocatore non c’è stata la possibilità di essere protagonista ma non ho rimpianti, Ci sono arrivato con un’altra veste e Bari è nel mio cuore e sono orgoglioso di esserne il preparatore dei portieri” un passaggio dell’intervista realizzata a Roberto Maurantonio, che fa parte come preparatore portieri dello staff tecnico della Ssc Bari. Roberto Maurantonio, classe 1981 ha archiviato la sua carriera da portiere per intraprendere quella da tecnico dei portieri direttamente con il Bari. Da giocatore ha indossato le maglie di Virtus Locorotondo, Martina, Ascoli, Lanciano, Lanciano, Piacenza, Grosseto, Carpi, Akragas, Taranto, Fidelis Andria, Bari. Come caratteristiche è sempre stato prestante fisicamente, abile nelle uscite alte e saracinesca nelle sassate dalla distanza. Le sue qualità e competenze le trasmette dalla serie D ad oggi ai portieri del Bari. Nella nostra chiacchierata, grazie alla Ssc Bari, abbiamo affrontato diverse tematiche, alcune più attuali, altre sul passato ed anche sulla sua fede cristiana facendo parte degli “Atleta di Cristo”.

 Cresciuto nelle giovanili del Bari hai appeso i guanti al chiodo con la squadra della tua città, nutri qualche il rimpianto per non averci mai giocato da titolare?

E’ chiaro che per un barese giocare nella propria città rappresenta un motivo di orgoglio, ma ho disputato comunque la mia discreta ed umile carriera in altre piazze. Da qualche anno alleno i portieri e seppure sotto altra veste, rappresenta un motivo di soddisfazione.

Fai parte degli Atleti di Cristo. Un’esperienza di fede iniziata a Piacenza grazie al tuo amico Tomas Guzman, battezzatosi anni fa a Bari con te. Ricordi quel giorno e come vive un atleta di Cristo il calcio moderno?

Quel giorno me lo ricordo bene è avvenuto il mio battesimo in una Chiesa di Bari, una testimonianza della propria fede e rinascita cristiana e nella fede in Cristo. Con Guzman una bella amicizia, ma dovrei citarne anche tanti altri Atleti di Cristo che li abbraccio tutti affettuosamente. Vivo benissimo il mio rapporto con la fede e sicuramente mi aiuta a vivere la vita dalla giusta prospettiva come l’insegnamento del maestro Gesù. In una società governata da egoismi, soprusi, illegalità, bisogna sapersi comportare ed essere di esempio, a prescindere dalla fede che uno ha, cerco di avere un atteggiamento sempre equilibrato, e poi sono aiutato costantemente ovviamente dalla fede e dalla lettura della Bibbia”.

 “Partire dalla polvere per ritornare in paradiso” affermazione del capitano Ciccio Brienza che di recente si è tatuata Simeri. Tu che sei uno dei pochi reduci dalla D alla B, come hai vissuto questo percorso memorabile. Ricordaci, i momenti più belli e quelli più tristi.

Premetto che non si può sempre vincere e ci sono tante variabili che ti portano poi a non raggiungere degli obiettivi. Tuttavia, quando si vince e lo fai nella tua Città è tutto amplificato e lo vivi al massimo. Ricordo con piacere la promozione in D ed i sacrifici di quella stagione di lunghe trasferte. Questa stagione poi è stata fantastica ed ha cancellato l’amarezza della finale persa al “Mapei Stadium” e della stagione scorsa anche se poi a mio avviso resta da fare un applauso agli avversari quando ti battono”.

Il punto sulla stagione di Frattali, molto buona a parte qualche incertezza dopo Foggia e su quella di Polverino, esaltante al momento opportuno. Il tuo giudizio e se ritieni che potranno essere all’altezza della prossima serie B.

Sono assolutamente soddisfatto del rendimento dei nostri portieri. Obiettivamente Gigi ha fatto una grande stagione specie con delle parate nei momenti decisivi, poi ha avuto una piccola flessione a febbraio, ma si è ripreso ed analizzando e studiando anche gli altri portieri qualche errore nel computo di una stagione lo metti in preventivo. Polverino, una piacevole sorpresa, è arrivato a fine preparazione estiva ed ha lavorato silente, poi al momento opportuno ha sfoderato grandi prestazioni e giocato con personalità. Consentimi di ringraziare Denis Plitko, il nostro portiere, allenatosi con noi ed un bravo ragazzo che si è messo a disposizione. Se resteranno i portieri lo deciderà la società, in ogni caso il mio giudizio è positivo; Gigi ha già fatto la serie B ad alti livelli e può ripetersi, Polverino conosciamo il suo potenziale”.

Quali aspettative hai per la prossima stagione nei cadetti del Bari e se quali difficoltà in più ci saranno per i tuoi portieri?

Quando si sale di categoria e specie nei cadetti, aumenta il livello di difficoltà. C’è maggiore qualità e diverse squadre a lottare per obiettivi importanti. Noi puntiamo a stare sempre sul pezzo, ad essere gruppo come in questa stagione e fare molto bene. Il portiere va sempre considerato nel contesto squadra e per la stagione che si andrà a compiere, noi ce la metteremo tutta”.

Le partite che ti hanno trasmesso più adrenalina e gioia e quelle che magari ti hanno lasciato l’amaro che si sarebbero potute concludere diversamente.

La prima che mi viene in mente con la Virtus Francavilla, sotto una forte pioggia, e il gol di Citro nel finale, ed a seguire la vittoria in trasferta con il Catanzaro. Ma ci sono state tante battaglie, anche dove non abbiamo vinto ma ci sono state belle prestazioni collettive. Sarebbero potute finire diversamente con Picerno e Campobasso, ma gli episodi ci hanno condannato”.

Chi vedi favorito per la corsa all’ultimo posto favorevole per la B e se farai il tifo per il Monopoli?

Il Bari con il Monopoli al “Veneziani” ha sempre faticato e pareggiato, ma comunque ai playoff sono partite aperte ad ogni pronostico. Il Monopoli sta facendo molto bene e giocano a memoria, spero possano proseguire il loro cammino anche se di fronte troveranno il Catanzaro che conosciamo bene e vuole arrivare in fondo. Ma vedo tra le favorite anche la Reggiana. Da pugliese, però, non me ne vogliano, farò il tifo per il Monopoli

Un’ultimissima, si ricorda quando ha affrontato il Bari, il 23 ottobre del 2004, Ascoli-Bari del 2004, dove venne salutato anche dai tifosi biancorossi al seguito?

Certamente, fu una partita particolare, vi racconto: terminò 3-1 per noi sponda Ascoli dove giocai titolare e parai di tutto, Motta mi segnò dopo un minuto a freddo, poi a metà del secondo tempo, Bucchi su azione e due rigori molto contestati dagli avversari che portarono all’espulsione di Gillet, e la vincemmo noi, ma fu uno spettacolo vedere nello spicchio riservato ai tifosi baresi cori incessanti. Ricordo con meno piacere un Bari-Piacenza 1-0 con gol di Kamata, in quel Bari allenato da Conte mentre io ero in panchina ed avevamo come tecnico Pioli”.  (Ph. Tess Lapedota).

Marco Iusco

  

 

 

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