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Mauro Gargano: “In quella zona vi è ormai saturazione di locali”

La malamovida all’Umbertino, come noto, è finita in Tribunale penale con una denuncia querela presentata da un gruppo di residenti facenti parte del Comitato. L’ atto è stato firmato dall’ avv. Luigi Giarratana ed è stato notificato al sindaco e alla Regione. Il Quotidiano ha intervistato il presidente del Comitato residenti all’ Umbertino, l’avv. Mauro Gargano.

Avvocato Gargano, adesso le carte bollate. Che cosa è accaduto?

“Alcuni residenti, non il Comitato, ma comunque appartenenti al Comitato, esasperati dal chiasso notturno, hanno scelto di rivolgersi ad un legale penalista. Si tratta per lo più degli abitanti alle zone limitrofe al cuore della malamovida”.

Che cosa lamentano?

“Una situazione ingestibile e direi ormai intollerabile, qui la notte specie in tempo estivo non si dorme più. Per questo motivo il collega ha ritenuto di avanzare una denuncia querela contro due esercizi in zona per il reato di disturbo alla quiete pubblica. E’ stata allegata corposa documentazione sia di stampa che amministrativa. Nell’ atto si evince che è stato leso il diritto alla salute perchè i rumori incidono notevolmente sulla qualità e quantità delle ore di sonno notturno”.

La vostra tesi è che in quella zona vi è ormai saturazione di locali…

“Infatti, non se ne può più. Da 35 che erano, in poco tempo siamo arrivati ad oltre sessanta, quasi raddoppiati. Il problema, sia ben chiaro, non sono i ristoranti che svolgono la loro attività prevalentemente all’ interno e chiudono in ora decente. La piaga, perché tale è, viene rappresentata da pub e disco bar di piccole dimensioni i cui clienti sostano all’ aperto sino a tardi, chiacchierano, ascoltano musica, fanno baccano. Inoltre e non è da poco, non si trova posto per lasciare l’auto e circolare”.

La risposta del sindaco?

“Come sempre temporeggia e minimizza, non sappiamo perchè. Eppure ha gli strumenti di legge per risolvere almeno in via transitoria il problema”.

Quali?

“Innanzitutto firmare un’ordinanza che vieti immediatamente la presenza e l’apertura di nuovi locali. Una seconda stringente sugli orari di apertura e di chiusura degli stessi alla notte. Che cosa aspetta? Il sindaco non si rende conto, eppure lo abbiamo detto in tutte le salse, che qui la situazione è saturata, che non vi è spazio per altri esercizi del food e del beverage. Diciamo basta, siamo stanchi. Sin qui i nostri interventi e le nostre prese di posizione sono rimaste lettera morta, ora ci affidiamo alla valutazione di un pubblico ministero. Sarà lui infatti a valutare attentamente la situazione, ove ravvisi estremi penalmente rilevanti. La nostra pazienza si è esaurita”.

BV

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