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Medici in trincea: come si lavora al gioco di burocrati che contano ore a credito e a debito

Le nuvole sono spesse e coprono il cielo sempre più scuro che sovrasta gli ospedali baresi, mentre si parla sempre più di cittadini che non si curano per il costo delle medicine o di medici che, tra non molti anni, spariranno dalla circolazione a causa dei pensionamenti, senza ricambio. A Bari, per chi ci presta orecchio, il grido di dolore dei camici bianchi di Policlinico Consorziale, San Paolo e Di Venere deriva da una rabbia sorda, repressa. <<Grazie a precise scelte di Emiliano i reparti che funzionano si basano sull’eroismo degli operatori, in primis dei medici. Nell’insensibilità dei vertici dell’Azienda Sanitaria Locale, il surplus di lavoro e di ore lavorate è costante. E continua. Gli straordinari? Se lavori in regime di guardia aggiuntiva, autorizzato e richiesto dai direttori e a loro volta sono autorizzati dal direttore sanitario, dovresti essere pagato due mesi dopo. A chi ha lavorato la primavera dell’anno scorso, facendo qualche turno di guardia in tal regime, le ore ‘extra’ non sono state liquidate, mentre altri colleghi medici come me sono costretti a turni di dodici ore nei feriali e nei festivi con una media che si aggira intorno alle cinquanta/sessanta ore settimanali,turni autorizzati dalle direzioni sanitarie. Ne deriva un eccesso di orario che va conteggiato come credito orario. Col rischio che questo credito che può essere tramutato praticamente in libera uscita, venga pure congelato: in poche parole ore non pagate e perse, per meglio dire al vento>>, si sfoga un medico dell’ospedale di Bari-Carbonara che non fa nome e cognome, per evitare ‘ritorsioni’, come dice lui. E tuttavia pronto a prendersela con chi, nelle stanze dell’amministrazione, tratta chi opera in corsia alla stregua di un burocrate/operaio qualunque, facendo i conti con le sue ore in meno di lavoro all’interno dell’ospedale che vengono conteggiate anche l’anno successivo. <<…E se non le recuperi, rischi di perdere denaro sulla busta paga. Ma la Costituzione Italiana non parla di Repubblica fondata sul lavoro e che chi lavora deve essere retribuito in base a ciò che fa? Per l’esimio direttore generale e per chi l’ha nominato, la massima legge italiana è carta straccia. A loro stessi si riconoscono il diritto di toglierti gli emolumenti e di negarti la giusta mercede in caso di surplus orario. Mi vengono in mente i  raccoglitori di pomodoro africani: lavorano 10 ore al giorno per 2 ore l’ora ma mi dicono che le ore vengono tutte conteggiate. Per gli Emiliano, i Montanaro e Co. noi siamo una loro sottospecie. E giusto per gradire la guardia notturna o festiva viene pagata all’ora in più 2,75 euro lorde più una 50 euro lorde, per 12 ore….>>. Quindi succede che al ‘Di Venere’, come al San Paolo di Bari/San Paolo, si debba lavorare dalle otto alle venti, uno dei tanti turni diurni che durano mezza giornata, autorizzati dal solito direttore medico che, però, nega ancora una volta mensa o buono pasto che a sua volta il direttore generale, invece, afferma di aver concesso. Queste non sono esagerazioni: si dimostra con la morte di dirigenti medici per infarto sottoposti a stress lavorativi inumani. Ed ora sappiamo che, con le elezioni alle porte, i nostri politici faranno del loro meglio per migliorare queste situazioni, adempiendo alle loro promesse…

 

Francesco De Martino

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