Primo Piano

Medicina ambulatoriale: “…altro che potenziarla, Decaro la vuole affossare”

Le minoranze aspettano in commissione il presidente per contestare un disegno di legge contorto

La Regione di Decaro e soci proclama di potenziare tra le tante altre cose la medicina specialistica ambulatoriale – e cioè l’insieme di visite, esami e cure fornite dagli specialisti tramite ricetta del medico di base e ticket – ma nei fatti l’affossa. Un altro passo che imbocca la strada impervia dei tagli lineari alla sanità pubblica e che diventerà ancora più certezza se verrà approvato il disegno di legge 119 del 10 luglio in materia di programmazione sanitaria.

Un disegno di legge che (per essere ancora più precisi all’articolo 4) prevede il parere preventivo del Dipartimento Salute prima che le aziende sanitarie locali pubblichino le ore vacanti di medicina specialistica da coprire. Sul caso sono subito intervenuti i consiglieri pugliesi del gruppo ‘Fratelli d’Italia Pagliaro, Spina, Basile, Caroli, De Leonardis, Ferri, Gatta, Perrini, Scatigna, Scianaro e Vietri chiedendo un’audizione urgente in Commissione Sanità, per affrontare il problema alla presenza del presidente regionale Antonio Decaro, dell’assessore alla Sanità Pentassuglia e del capo-dipartimento Montanaro.

Nel mirino -come detto – il vaglio preventivo della Regione alla pubblicazione del monte ore di specialistica ambulatoriale, ritenuta <<…una ghigliottina sulle ore di specialistica, che rischia di bloccare il ricambio e impoverire i servizi ambulatoriali, privando i cittadini dell’assistenza medica specialistica territoriale e allungando le liste d’attesa>>. Per i consiglieri seduti tra i banchi della Minoranza in via Gentile, la medicina specialistica ambulatoriale – che eroga prestazioni di diagnosi, cura, prevenzione e riabilitazione al di fuori del ricovero ospedaliero – rappresenta un anello di congiunzione fondamentale tra primo livello di cura (medici di medicina generale e pediatri di libera scelta) e assistenza ospedaliera vera e propria, svolgendo un ruolo cruciale per la sostenibilità del sistema sanitario e la qualità di vita dei pazienti.

<<Tagliarle la medicina specialistica ambulatoriale significa tagliare servizi essenziali per i cittadini, soprattutto per le fasce più deboli che non possono permettersi visite specialistiche a pagamento>>, chiosano dal gruppo FdI. Ma non basta: il disegno di legge calpesta gli articoli 20 e 21 dell’accordo collettivo nazionale siglato il 5 febbraio scorso, che disciplinano le procedure sulla disponibilità e l’assegnazione degli incarichi di specialistica ambulatoriale convenzionata interna.  Ogni ora non riassegnata significa visite ed esami in meno, liste d’attesa più lunghe e cittadini costretti a rinunciare alle cure o a rivolgersi al privato e perciò in Commissione verrà molto semplicemente ribadito che questo disegno di legge va fermato, senza troppi preamboli e giri di parole (fdm)


Pubblicato il 28 Luglio 2026

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio