Cultura e Spettacoli

Mencia? Non è vero… ma ci credo

Negli spazi del castello di Sannicandro a notte si aggirerebbe lo spirito di una sfortunatissima fanciulla

‘Non è vero… ma ci credo’ è il felicissimo titolo di una commedia in tre atti scritta nel 1942 da Peppino De Filippo. Non era facile sintetizzare in sei parole la posizione dell’uomo della strada a proposito di occultismo e paranormale. Eh, se di spettri e d’altre ‘apparizioni’ non si occupassero solo cialtroni, paranoici e imbroglioncelli, forse si arriverebbe da qualche parte. E invece per colpa di costoro si fa il gioco degli scettici ad oltranza. Quanti ce n’è di quest’ultimi in Puglia. I fantasmi sono di casa anche da noi, a cominciare dal loro habitat di tradizione, i castelli : Cosa non si racconta a proposito dei manieri di Monopoli, Sannicandro, Gioia e Trani. Ad ospitare spettri sono poi i conventi abbandonati (quello di via delle Murge, a Bari), le torri (Ricchizzi, a Palese), i fabbricati d’epoca (l’Istituto Vittorio Emanuele II a Giovinazzo), le dimore signorili (Palazzo Broquier a Trani) i luoghi di cura (l’ex Ospedaletto dei Bambini a Bari), persino comuni condomini (è il caso di quella palazzina abbandonata in via Madonna delle Grazie a Ruvo e poi demolita). All’elenco è infine da aggiungere il caso dell’ombra di una ragazza che negli anni cinquanta – esasperata da maltrattamenti famigliari e prossima a un matrimonio indesiderato – si tolse la vita nelle campagne di Locorotondo. Insomma, sembra si gareggi a chi abbia il posto più infestato, ovunque ci si ‘vanta’ di presenze inspiegabili. Un vanto avvolto nei più vieti luoghi comuni del cinema e della letteratura horror : sagome candide, lamenti, porte che cigolano, finestre che sbattono, suoni di catene, sussurri angosciosi… Ad accomunare questa galleria d’invenzioni la solita parata di personaggi : il giustiziato innocente, gli amanti beccati a letto, la povera fanciulla morta di propria mano piuttosto che sposare il malvagio di turno, il figlio della colpa murato in una stanza segreta … Ciliegina sulla torta di tanto delirio provincialotto, la sollecitudine degli acchiappa-fantasmi che in questo contesto calano come falchi con i loro meravigliosi ticchettanti apparecchietti. E una volta di più i gonzi abboccano, infiorano la leggenda a beneficio di altri creduloni i quali, non meno fantasiosi, si fanno cassa di risonanza della chiacchiera di turno che poi la Rete diffonde con dubbia autorevolezza e capillarità disarmante. – Nell’immagine, il castello di Sannicandro, nei cui spazi a notte si aggirerebbe lo spirito di Mencia. Nel risparmiare al lettore quest’altra sciatta storiella, ci limitiamo a osservare come in nessuna delle tante versioni che girano in Rete vengano indicate fonti. Un problema che gli internauti non si pongono nemmeno. Loro pretendono di far passare per ‘voce di Dio’ quella di popolo, sì, ma solo virtuale.

 

Italo Interesse

 


Pubblicato il 23 Luglio 2025

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