Cultura e Spettacoli

Menhir di Vardare: come una croce mutilata

I menhir – dal bretone ‘men’‘hir’, cioè ‘pietra lunga’) sono megaliti monolitici a forte sviluppo verticale composti da un unico blocco roccioso. Furono eretti durante il neolitico, singolarmente o a gruppi, in Europa, Africa ed Asia. Per lo più questi megaliti monolitici si concentrano in Europa occidentale, specie in Bretagna e nelle isole britanniche. Alcuni di essi si distinguono per dimensioni : Gli allineamenti di Carnac (nel Morbihan in Bretagna,) si estendono per quattro chilometri, mentre altri menhir, come quelli di Locmariaquer, di Champ-Dolent, di Dol-de-Bretagne e di Saint-Uzeccoprono, raggiungono altezze vertiginosi, in alcuni casi sfiorando i venti metri. A che servissero i menhir è cosa sulla quale gli studiosi restano in disaccordo. Svolgevano la funzione di meridiane, indicavano luoghi sacri, segnalavano assi viari, la fine o il principio  di un territorio, servivano a canalizzare nel sottosuolo (fecondandolo) l’energia del dio Sole, erano simboli fallici legati al culto della fertilità ?… Singolarmente presi, perciò prescindendo dal loro essere in ‘formazione’, i menhir si somigliano tutti per l’aria ‘snella’ e l’assenza di decorazioni. Ma a sud della Puglia, che di menhir è piena, ce n’è uno che si distingue per la presenza di una specie di  ‘escrescenza’ orizzontale alla sommità che lo fa somigliare ad una ‘T’ dalle braccia cortissime (vedi immagine). Stiamo parlando del menhir alto quasi due metri che si leva in località Vardare nel territorio di Diso, un piccolo comune  prossimo al litorale adriatico a 45 chilometri di distanza da Lecce. Venne scoperto nel 1980, dopo secoli di anonimato (faceva parte insieme ad altre grosse pietre di un ‘limitone’, come da quelle parti ancora oggi vengono chiamate le antiche recinzioni in pietra a secco di grandi dimensioni). Sul braccio orizzontale, in posizione centrale, la pietra presenta un incavo : si ritiene fosse l’antico alloggiamento di una croce in metallo andata perduta. Altre croci si presentano sommariamente scolpite qua e là. Ciò fa pensare ad un intervento della Chiesa volto a spegnere la funzione pagana svolta da un ‘monumento’ –  che tra l’altro faceva pensare in modo inquietante ad una croce mutilata – e a voltare lo stesso in strumento di affermazione della cristianità (così come templi dedicati a Zeus, Marte e Venere vennero riconvertiti in chiese dedicate a Madonne e Santi). Perché il menhir di Vardare presenta la stranezza di quel braccio orizzontale? Che in cima a quella specie di mensola prendessero posto feticci? Chissà invece che lassù non venissero collocati animali e nemici sacrificati agli Dei… Un menhir anomalo, insomma, che solleva interrogativi a iosa, senza però soddisfarne uno.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 23 Ottobre 2018

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