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Mercatino delle pulci: dopo il bando ripartono pezzi rari e da collezione

Potrebbero tornare presto in strada e all’aperto le bancarelle del loro mercatino, le ‘pulci’ baresi che attirano pattuglie, anzi eserciti di appassionati di antichità e modernariato. Chiuso senza far troppo rumore l’inverno scorso e quindi da oltre un anno – alle prime avvisaglie dell’epidemia – il mercatino delle pulci di Bari/Carbonara della prima e terza domenica del mese, potrebbe riaprire i battenti prima del previsto. Parola di sindaco e assessora al Commercio, che non hanno dimenticato le bancarelle dell’ampio parcheggio dell’Ospedale Di Venere dove, come detto, c’erano i pezzi di antiquariato e le cianfrusaglie che fanno felici i collezionisti di antiquariato e pezzi di pregio che però il Comune, in più di vent’anni, ha sballottato da una parte all’altra della città: prima a Japigia (dove si trovavano anche le epiche macchine fotografiche provenienti dall’Europa dell’Est vendute a un tozzo di pane…) fino alle aree abbandonate vicino all’ex stadio ‘della Vittoria’, prima di rimettere per oltre un anno (causa Covid) in soffitta bottigliette di liquore e profumi da collezione, cartoline d’epoca, dischi e libri usati, giocattoli rotti, telefonini scassati e fumetti d’antan. L’assessora allo sviluppo economico del Comune di Bari Carla Palone, che ha fatto visita di persona prima dell’alba tra le bancarelle, ha già spiegato al nostro giornale: “Dopo il lockdown e una volta scaduti i termini, abbiamo provato a pubblicare un nuovo avviso pubblico  per il mercatino comunale delle pulci, ma non c’è stata praticamente risposta da parte dei circa duecento hobbisti che c’erano in precedenza. Volevamo offrire un’occasione di lavoro a tanti, visto che c’è domanda di usato e modernariato anche nella nostra città, forse non è ancora il momento giusto>>. Bene, ora però Comune e Municipio stanno anche valutando di regalare agli hobbisti baresi un mercato dell’usato e del modernariato ancora più ampio, bello e facilmente raggiungibile, visto che negli uffici civici si sta valutando anche di riaprirlo altrove, non appena definiti i dettaglia per la pubblicazione del nuovo bando. Infatti a dicembre 2019, quando furono convocati alcuni vecchie espositori dal Comune e “informati” sulla possibilità che il mercatino venisse chiuso perché era emersa l’attitudine di alcuni espositori ad abbandonare rifiuti nei cassonetti dell’area espositiva, ovvero di lasciare sporca l’area mercatale, cominciarono i primi guai per l’esposizione domenicale nel capoluogo. Dunque, aria nuova per gli espositori che verranno, ma pure maggiore attenzioni e controlli. Infatti bisogna ricordare che il Comune ha posto dall’inizio la mano pesante contro gli abusivi: le regole imposte per la partecipazione sull’ultimo Bando comunale (2017) per l’assegnazione dei posti, escludevano o almeno limitavano i rischi di infiltrazioni sgradite o la vendita di oggetti di provenienza dubbia e comunque tutti gli espositori versano al Comune la tassa sull’occupazione di suolo pubblico e sui rifiuti. Il Mercatino delle pulci di Via Vaccarella (a proposito: che nome dargli?) si è progressivamente trasformato in una iniziativa culturale e folkloristica, che richiamava in media 4-5 mila persone in ogni domenica di apertura. Ben vengano, per finire, i paragoni con i più noti mercatini di Roma o Londra, ma anche ai meno noti ma sempre partecipati mercatini di Rotterdam o Amsterdam, o ai “Charity” anglosassoni ove la cultura del riuso è consolidata, ecologica e sostenibile. E a Bari? (fradema)

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