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Mercato Agro Alimentare, un rudere finanziato dalla Comunità Europea

E’ tornata sul lungo del delitto – in senso politico-amministrativo s’intende – la candidata sindaca Irma Melini ieri mattina, all’interno d’una struttura inaugurata dieci anni fa e mai aperta, a Mungivacca. Un vero e proprio monumento allo spreco per i costi assurdi e gi sprechi ancora annessi e connessi. «Bari deve avere un solo mercato agroalimentare all’ingrosso che serva l’Area Metropolitana e che sia concorrenziale con le strutture di Molfetta e Polignano a Mare. Ecco perché chiedo che il Mercato Agro Alimentare Barese, dove ho effettuato un ennesimo sopralluogo, apra al più presto e ospiti anche tutti gli operatori del MOI, il mercato ortofrutticolo all’ingrosso di via Caracciolo, oggi in stato di abbandono, dove questa Amministrazione non garantisce né il decoro della struttura né l’igiene degli alimenti che finiscono sulle nostre tavole». La candidata indipendente Irma Melini se l’è giustamente presa anche con tutta la pubblicità da parte dell’Assessore comunale al Commercio Palone per i varchi automatizzati per accedere al vecchio MOI nei pressi dell’ex stadio ‘Della Vittoria’, da lei stessa chiesti già nel lontano 2015. Silenzio assoluto, invece, sulla mancata manutenzione che il Comune di Bari, in quanto proprietario, avrebbe dovuto fare – come previsto dal regolamento del MOI – per garantire la fruibilità della struttura attraverso nuovi investimenti. Il MAAB, inaugurato nel 2009 e mai aperto, oggi aspetta ancora un atto del Comune di Bari che deve acquisire le aree per la viabilità e permettere ad Acquedotto Pugliese di intervenire così da rendere finalmente agibili i locali. La storia del ‘Mercatone’ deserto a Bari-Mungivacca trasuda responsabilità del Comune che nessuno ha intenzione di chiarire e perseguire. Responsabilità che per la Melini si perdono negli anni trascorsi per terminare gli espropri di un’area vastissima. Senza contare che l’Amministrazione Decaro, mostrandosi inadempiente sul Moi e indecisa sul MAAB, ha determinato incertezza e disagio per gli operatori. <<Per questo ritengo che sia doveroso completare gli investimenti fino ad oggi fatti con i soldi dei baresi e degli operatori economici baresi. Il mercato di Mungivacca presenta ancora quattro ettari edificabili, oltre l’opera finanziata dall’Unione Europea che deve essere messa in piedi con urgenza, anche per non incorrere nelle sanzioni per il errato utilizzo dei fondi comunitari>>. Proposte? <<Aprire finalmente il MAAB, accelerando l’acquisizione della viabilità, di renderlo concorrenziale con gli altri mercati, di incentivare tutte le imprese del MOI affinché possano trasferirsi qui, anche valorizzando la fusione di imprese o la nascita di nuove imprese affidate agli under 40 così da agevolare la successione di padre in figlio o figlia, di realizzare perciò una struttura più snella che ho individuato in una tensostruttura da realizzarsi anche con i soldi della ricapitalizzazione del Comune di Bari. Soldi, un milione e mezzo di euro, che da due anni dobbiamo ancora versare. Questo è uno dei punti del mio programma elettorale per favorire una seria valorizzazione e rinascita economica di questo settore».

 

Antonio De Luigi

 

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