Mercato Agroalimentare, ancora domande senza risposta
La 'megastruttura' chiusa da 16 anni succhia annualmente somme ingenti a carico di enti e associazioni di categoria

“Finalmente ci siamo: il nuovo Mercato agroalimentare di Bari (MAAB) pronto dal 2009 e mai utilizzato, aprirà i battenti entro tre o quattro mesi al massimo”, salmodiava mentre correva il lontano 2018 l’allora vicesindaco della giunta Emiliano Pierluigi Introna, descrivendo per l’ennesima volta la ‘megastruttura’ tristemente vacante a Mungivacca, moderna e tecnologicamente avanzata con 16 box da 550 mq dotati di celle/frigo, montacarichi, banchine di carico-scarico e aree a servizi. Ebbene, sono passati ancora altri otto anni e il MAAB è sempre là, ancora più vuoto, cadente e abbandonato, con circa 300/400mila euro di costi fissi all’anno a carico dalla ‘Mercato Agricolo Alimentare Bari S.c.r.l.’.
E cioè la società consortile a responsabilità limitata che fa capo a Camera di Commercio e Comune di Bari, con altri enti e associazioni di categoria come Città Metropolitana, Coldiretti, Confcommercio e Confesercenti. Insomma, da ben sedici anni Bari aspetta un mercato ortofrutticolo all’ingrosso degno di tal nome che prenda il posto del vecchio MOI costruito e funzionante da epoca fascista dall’altra parte della città. Laddove -…un giorno sì e l’altro pure – imperversano ispettori vari che ne vorrebbero la chiusura e che solo la buona volontà di sindaci e assessori evitano.
E allora, come evitare altri vagoni di soldi pubblici spesi a vuoto, per mantenere in piedi ancora un casermone vuoto chissà fino a quando? Solo la gestione 2022 del MAAB/Bari guardata a vista alla sbarra d’ingresso dai soli ‘vigilantes’ (giorno e notte) continua a generare perdita di oltre 450mila euro annui -come detto – in linea cogli ultimi esercizi. Precisamente 450.891,32 originata da poste afferenti all’ordinaria gestione aziendale, sviluppata in linea cogli anni precedenti, gravata principalmente da guardiania (euro 144.540) l’IMU (26.952) collegio sindacale (42.079) staff consulenti (50.829) assicurazione (18.937) utenze energetiche (38.556) manutenzione (1.650).
Ergo, come evitare quest’emorragia insopportabile che si riversa solo ed esclusivamente sui contribuenti, nonostante impegni e promesse di politici, presidenti CdA dimissionari, avvocati esperti e rappresentanti di categoria che appaiono e scompaiono come lucciole al sorgere del sole? All’ultima presidente pro-tempore del Mercato Agroalimentare/Bari che ha pigliato da marzo scorso il posto del dimissionario avvocato Cozzi, abbiamo posto poche, semplici domande per cercare, appunto, di comprendere le ragioni dei ritardi, ma soprattutto cosa si sta facendo per accorciare i tempi di apertura del nuovo mercato all’ingrosso, senza ripetere la scusa dei lavori per la viabilità di servizio – …peraltro avviati dal Comune da un mese – che, comunque, dovrebbero terminare a settembre.
Ma alla dottoressa Rosamaria Derosa abbiamo anche chiesto se è vero che, dopo aver fatto scadere i termini d’un finanziamento ‘PNRR’, si starebbero rincorrendo altri fondi a favore del MAAB tramite Asset/Puglia e se la magistratura contabile ha acceso le luci e chiesto informazioni su questo grande -…e soprattutto costoso – mercato all’ingrosso costruito e mantenuto a spese dell’Erario, un altro appuntamento mancato dalla città con commercio e grande distribuzione. E anche risposte non pervenute.
Francesco De Martino
Pubblicato il 14 Luglio 2026



