Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso: “Tassano gli operatori senza dare servizi”
Torna a cavalcare un suo vecchio cavallo di battaglia, la candidata sindaca indipendente Irma Melini, pronta a ripetere che il Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso (MOI in acronimo) di Bari rappresenta il <classico esempio> di come questa Amministrazione tassi i cittadini senza offrire alcun servizio. Il mercato ortofrutticolo all’ingrosso di via Caracciolo, difatti, è una struttura da sempre di proprietà comunale, i cui proventi derivanti dal pagamento dei box degli operatori mercatali devono, per regolamento, essere interamente reinvestiti nella manutenzione del mercato. Irma Melini attacca: <<Bene, da cinque anni mi batto affinché questa Amministrazione Decaro manutenga il mercato e, invece, è una latrina. Ancora oggi, con tutto il posizionamento delle telecamere, ci si imbatte in water abbandonati, bagni che restano fatiscenti o chiusi, a cornice di soliti box a dir poco obsoleti. Tante sono state le battaglie che in questi cinque anni ho fatto sul fronte dell’igiene e del decoro di questo mercato, come anche per attivare dei controlli di entrata e di uscita di tutti gli operatori dal mercato, così come avviene negli altri mercati all’ingrosso di Italia>>. Insomma la Melini ritiene veramente <<paradossale>> che l’Amministrazione Decaro e l’Assessora al Commercio Carla Palone, una volta posizionate le sbarre di accesso controllato al mercato di via Caracciolo, si siano soltanto preoccupati di imporvi un pedaggio di ingresso alla struttura, per di più richiesto anche agli stessi operatori che, col duro lavoro, già versano al Comune l’affitto dei box. E vale la pena di ricordare pure che a fine 2017, proprio sul filo di lana, a un giorno dalla scadenza fissata, su proposta della Palone, la giunta autorizzò l’ennesima proroga delle concessioni dei posteggi per la compravendita all’interno dello stesso MOI con una decisione nata dall’esigenza di garantire agli operatori la prosecuzione delle loro attività fino allo spostamento delle stesse nella struttura annessa e integrata del MAAB – Mercato Agroalimentare di Bari/Mungivacca e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021. Sarebbe, infatti, volontà della stessa amministrazione comunale, trasferire quelle attività in un’area di nuova realizzazione adiacente e integrata con il MAAB (Lotti II e III), dotata di “autonomia economica e gestionale per lo svolgimento di attività di compravendita all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli e agroalimentari”, come ha promesso il primo cittadino non molto tempo fa. Un provvedimento, dunque, che consentirebbe ai mercatali di lavorare con maggiore serenità in attesa del trasferimento nella nuova struttura, condivisi con le sigle sindacali (Assogrossisti e Agecom) cui sono iscritti gli stessi operatori del MOI, che peraltro si sono già espressi favorevolmente sul trasferimento in un’altra sede. Nel frattempo è stato completato l’esproprio del secondo e terzo lotto dell’area del MAAB, in vista della realizzazione del nuovo mercato ortofrutticolo, cercando magari poi il giusto modello di riuso del vecchio mercato ortofrutticolo della zona Fiera. Invece la Giunta cittadina ha esternalizzato la riscossione dei tributi del MOI, garantendo alla società concessionaria di trattenere ben il venticinque per cento del canone annuo. Mentre, fino a due anni fa, ogni euro versato dai mercatali andava direttamente al Comune. <<Questo vuol dire -riflette oggi la consigliera barese del Gruppo Misto – per fare un conto grossolano, che se ogni box al mese costa 300 euro, a fronte di cinquanta box, al Comune vengono corrisposti 15mila euro al mese, che per un anno diventano 180mila euro, di cui ben 45 lasciati alla Soget SPA che ha impiegato due anni per adempiere a quanto previsto dal capitolato tecnico».
Francesco De Martino
Pubblicato il 1 Maggio 2019



