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“Mi inserirò a piccoli passi in questa bella realtà”

 

“Mi inserirò a piccoli passi in questa bella realtà. Bari vive un Rinascimento”: lo ha detto nella conferenza stampa tenutasi ieri mattina in Cattedrale, Monsignor Giuseppe Satriano, nuovo arcivescovo della diocesi Bari- Bitonto che si è presentato con grande umiltà e semplicità ai media. Numerosi i temi trattati. Facciamo una carrellata. Partiamo da Bari: “Sono cresciuto a pane e Magrassi (vescovo cittadino benedettino: n.d.r.), Bari è stata sempre per me un punto di riferimento, ma devo ammettere che non la conosco”. Ha rivelato un simpatico particolare che riguarda il Papa: “Quando sono stato da Papa Francesco per l’incarico, gli ho chiesto che cosa dovessi fare per Bari. Mi ha risposto solo: sia sé stesso, faccia quello che ha sempre fatto, non mi ha dettato l’agenda. Alla fine avevo le ali ai piedi. Conservo gelosamente il suo consiglio, non reciterò un ruolo, né manager, né politico nel senso letterale del vocabolo, anche se occorre far politica in senso alto come ricerca del bene comune. Mi inserirò a piccoli passi in questa bella realtà che vive un suo Rinascimento. Cercherò ascolto e dialogo con sincerità e parresia”. Inevitabile il riferimento a San Nicola e al ruolo ecumenico della città: “Anche qui farò quanto devo fare: capire, ascoltare, vedere. Bari ha svolto e svolge un ruolo importante sulla via dell’ ecumenismo, prova ne è il convegno dello scorso febbraio, esplicativo, ed è crocevia culturale, religioso, umanitario. L’ identità stessa parla di apertura della città, con un percorso alla pace, all’ accoglienza  e all’ umanità. L’ ecumenismo e la ricerca dell’unità richiedono cuori pacificati ed orientati non si tratta solo di questioni teologiche o culturali. Occorre accettare la sfida dell’ incontro con l’altro”. Toccato il tema pandemia: “Ha messo in evidenza le fragilità e non abbiamo una ricetta.  E’ un momento di transizione che deve portare tutti, chiesa e politica, ad essere accanto a chi soffre”. Infine giovani e famiglia: “La famiglia non è un parcheggio o un albergo. I giovani? Non sono peggiori di ieri, ma sono dimenticati dalla società. Famiglia e giovani sono questioni centrali della società. Io stesso volevo una famiglia numerosa”.

Bruno Volpe

 

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