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Miasmi d’Apocalisse

Nulla meglio della quantità di rifiuti prodotti fotografa l’umanità del terzo millennio. E’ la civiltà, la nostra, del cielo-mare pattumiera, degli inceneritori e delle discariche grandi come città. E’ una civiltà, questa, percorsa da una rete iperchilometrica di cloache. E le cloache non reggono più un’‘utenza’ sempre più vasta. Basta una pioggia anche modesta a spingere in superficie immondi fiumi sotterranei. Quest’altro desolante aspetto dello sfascio globale viene eletto a spunto da Gabriele Di Luca per raccontare la fine del mondo in forma di greve apologo. In ‘Miracoli metropolitani’, spettacolo andato in scena la scorsa settimana al Kismet, un interrato riadattato a cucina in cui si prepara cibo da asporto per intolleranti alimentari è l’habitat di un microcosmo laceratissimo che si agita ringhioso mentre all’esterno giungono messaggi radio d’un’Autorità in affanno a gestire il malcontento sociale. In questo ‘odore’ di guerra civile e di guerra mondiale s’incunea altro e stomachevole odore : Le fogne della città, ormai sature, sono prossime ad esplodere : uno tsunami di liquame minaccia tutti … Sette personaggi sono in scena in rappresentanza di un’umanità non ancora rassegnata e che ostinatamente insegue i propri sogni, pur avvertendo in fondo al cuore che tutto è alla fine. Tale magone, combinato col senso di solitudine e la frustrazione di fondo che accomuna ognuna, inquina gli ultimi scampoli d’entusiasmo. Sicché, ‘Miracoli metropolitani’ si chiude con una madre che cerca di soffocare il piccolo appena partorito, un depresso che s’impicca, un cuoco stellato ridotto in carrozzetta che dà fuoco al sotterraneo-cucina … Un racconto grottesco e irriverente che la regia dello stesso Di Luca e di Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi rende scattante quando necessario e dolorosamente raccolto là dove le ben intrecciate vicissitudini dei personaggi lo impongono. Per paradosso, questa nuova produzione Carrozzeria Orfeo è ricca di spunti comici. Ma quale retrogusto amaro cela questo riso, distribuito in due ore di spettacolo denso e senza interruzioni. ‘Miracoli metropolitani’ afferra già dalle prime battute e molla la presa solo al buio (anche metaforico) che cala sull’ultima scena, poco prima che da una presa d’aria cominci a colare un liquido denso e dal colore affatto rassicurante : E’ la nostra stessa melma che – funesta come un coronavirus, implacabile come una tempesta di fuoco da Apocalisse – esonda ad ingoiarci. Facile riconoscersi in ‘Miracoli metropolitani’ : ogni spettatore ha titolo di sentirsi a casa in questo sotterraneo che di dà di claustrofobico, di sporco e di precario (notevole il lavoro scenografico di Lucio Diana). Sono stati eccellenti interpreti : Elsa Bossi, Ambra Chiarello, Sebastiano Bronzato, Pier Luigi Pasino, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti e Federico Vanni.

Italo Interesse

 

 

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