Cronaca

“Migliaia di pazienti non hanno ricevuto una cura adeguata durante il 2020 a causa del Covid”

“Migliaia di pazienti italiani non hanno avuto una cura adeguata durante il 2020 a causa del Covid 19”: lo dice al Quotidiano in questa intervista una oncologa di fama, la dottoressa Stefania Gori, Presidente Rete Oncologica Pazienti, Past President Aiom, direttrice oncologia clinica all’ Irccs Ospedale Sacro Cuore Don  Calabria di Valpolicella

 

A seguito emergenza Covid quanti interventi su malati oncologici sono stati rinviati o annullati?

 

“L’emergenza Covid-19 ha determinato nell’anno 2020 una riorganizzazione delle strutture sanitarie ospedaliere con conseguente riduzione degli interventi chirurgici oncologici. Oggi abbiamo a disposizione i dati che Agenas ha pubblicato sul Piano Nazionale Esiti 2021, che evidenziano una reale riduzione dei  ricoveri per chirurgia delle forme tumorali maligne nel 2020 rispetto all’anno precedente.

Agenas riporta una riduzione del 10% dei ricoveri per chirurgia delle forme tumorali maligne della mammella (circa 7.000 ricoveri in meno, se si tiene conto dell’andamento pre-pandemia: cioè 7.000 circa donne che non sono state operate per carcinoma mammario maligno causa COVID). Si è osservata inoltre una riduzione del 12% per i ricoveri per tumori maligni del colon (circa 3.000 ricoveri in meno); del 17% per chirurgia del carcinoma della prostata (circa 3.800 ricoveri in meno rispetto all’atteso); del 8,6% per tumori maligni del polmone (circa 1.400 ricoveri in meno). Sono dati molto allarmanti: migliaia di pazienti italiani non hanno avuto una cura adeguata durante il 2020 causa Covid-19”.

 

La prevenzione è importante nelle malattie oncologiche e in che misura?

 

“Gli screening oggi disponibili in Italia permettono la diagnosi di forme tumorali in stadio iniziale di carcinoma della mammella e del colon -retto e delle forme preneoplastiche del carcinoma colorettale e del collo dell’utero (le quali, se trattate adeguatamente, non evolveranno verso forme tumorali maligne). I dati epidemiologici italiani evidenziano, ad esempio, come la mortalità per carcinoma mammario e del colon-retto sia nettamente diminuita dopo l’introduzione degli screening, che tuttavia devono aumentare il numero di persone da coinvolgere. Causa Covid-19 abbiamo assistito a una riduzione importante del numero dei test di screening eseguiti nel 2020 (oltre 4 milioni di test in meno) e a una riduzione di carcinomi mammari diagnosticati (meno 3.300), di carcinomi del colon-retto (meno 1.300), di adenomi avanzati intestinali (meno 7.400) e di forme preneoplastiche del collo dell’utero (meno 2.900)”.

 

Si poteva fare meglio?

 

“Tutto è migliorabile, pur tenendo conto che l’affrontare questa pandemia ha messo tutto il sistema sanitario a dura prova. Dobbiamo far in modo che oggi i pazienti oncologici possano avere una diagnosi in tempi adeguati, dobbiamo recuperare le diagnosi ancora non fatte, dobbiamo garantire terapia in tempi brevi.

Dobbiamo recuperare gli screening e far in modo che aumentino gli investimenti da parte del sistema sanitario nazionale negli screening, che sono una modalità di prevenzione formidabile.

La Rete Oncologica Pazienti Italia-ROPI- chiede questo alle Istituzioni sanitarie, pur essendo consapevole che tutti gli operatori del mondo oncologico hanno lavorato, e stanno lavorando a pieno ritmo, e tra mille difficoltà, per garantire le cure necessarie ad ogni paziente”.

 

 

Il professor Schittulli ha dichiarato che si è drammatizzato nella informazione sul Covid e che sarebbe giusto dare anche il bollettino dei malati quotidiani e decessi da malattie oncologiche cancro al seno: quanto è importante prevenirlo?

 

“Concordo pienamente con questa richiesta. La pandemia ha dimostrato che può essere monitorato l’andamento dei contagi, dei ricoveri e dei decessi per Covid-19. In maniera analoga potrebbe essere monitorato il cancro (ricordiamoci che in media muoiono in Italia ogni giorno circa 500 persone a causa di questa malattia). Ma questo significa avere la possibilità di poter avere i dati sul cancro in tempo reale (in Italia ancora non disponibili se non a distanza di anni), e che quindi la Rete Nazionale Registri Tumori diventi una realtà”.

 

Bruno Volpe


Pubblicato il 25 Gennaio 2022

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio