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Mignani: “Vogliamo vincere per la nostra gente”

I derby si vincono non si giocano, è la filosofia alla quale deve pensare il Bari ovvero alla sostanza, alla concretezza e perché sono comunque partite speciali pur se valgono sempre tre punti in caso di vittoria. Non dimentichiamo che il Foggia lo scorso anno vinse il derby ed inanellò una serie di risultati utili, invece il Bari a questo giro è reduce dal poker di vittorie e forte di un entusiasmo ritrovato in città e nella provincia. Al San Nicola comunque vada questa sera sarà festa, con oltre 15mila presenze sugli spalti. L’unico neo è stato il divieto del GOS per la tifoseria foggiana e l’assenza dei gruppi organizzati baresi per scelta e coerenza in attesa di rientrare non appena la capienza sarà aumentata al 100%. Ma fatto questo preambolo, ieri i rispettivi tecnici Zeman sponda Foggia e mister Mignani sponda Bari hanno parlato e spiegato cosa si aspettano. Mignani, guida tecnica dei biancorossi dalla sala stampa ‘Gianluca Guido’ ha iniziato la sua conferenza parlando del maestro Zeman: “Onore e rispetto per Zeman, ma faremo il possibile per vincere e regalare una gioia ai tifosi. Il rapporto con Zeman? Tanti anni fa rischiai di andare nel suo Foggia…” un’affermazione contestualizzata in chiusura della conferenza. Intanto però il suo Bari è pronto e scalpita per giocare il derby contro il Foggia di Zeman: “Lui è un’icona, un totem del calcio italiano, che ha fatto tante cose nella sua carriera. Tanto onore, massimo rispetto; noi ci giochiamo la partita con il giusto entusiasmo e tanta voglia di fare bene. Ho un grande rapporto di stima verso di lui. Anzi, ho rischiato un anno di diventare un suo calciatore. Da sempre dà un’impronta precisa alle sue squadre. Anche se molto spesso la fortuna delle squadre viene determinata dai calciatori. La partita di domani può essere una gara speciale, perché è un derby e perché arriva a metà settimana con pochi giorni di preparazione. Per il morale può valere di più, ma per la classifica vale sempre gli stessi punti. L’obiettivo è mettere in campo tutte le nostre forze per portarla a casa”. Vincere attraverso il gioco è anche un po’ la filosofia di Zeman che con il suo ultimissimo Foggia ha realizzato 13 gol e subiti 9 ed ha più punti rispetto al suo predecessore, Marchionni, con una squadra molto giovane per età e con stipendi medio-bassi. Su Zeman ancora tema preferito dalle domande poste dai colleghi, mister Mignani ha aggiunto: “Il paragone non può reggere. Zeman ha una carriera infinita dov’è ha dimostrato di fare un calcio offensivo di qualità e con risultati. Credo che il nostro sia un calcio dove si prova a giocare, a mettere intensità e mettere i giocatori nelle condizioni di far male. Ma sono due filosofie diverse”. Una gara che non solo è diversa dalle altre ma che nasconde molte insidie: “Affronteremo una squadra molto propositiva, con un gioco corale. Bisogna essere bravi ad interpretare la gara nel modo giusto e sapersi opporre. Dobbiamo mantenere i piedi per terra. Il Foggia è squadra che sta bene ed è molto pericolosa. Sappiamo che le squadre di Zeman attaccano con diversi giocatori. Hanno buoni tiratori da fuori area (Petermann su tutti, ndr). Dovremo quindi fare grande attenzione”. Il suo Bari, a parte Scavone, Di Gennaro ancora out ed il lungo degente Andreoni, sarà pronto alla battaglia: “I complimenti fanno sempre piacere. Siamo partiti facendo buone cose. Questo è innegabile, ma non basta. Domani la partita è difficile, però dobbiamo dimenticare quello che è successo fino a ieri e consolidare i nostri punti di forza e le nostre certezze. Faremo di tutto per provare a vincere la partita, per noi e per la gente”. Sulla possibile formazione qualche cambiamento magari in attacco la guida tecnica ha risposto senza dare indizi: “Non abbiamo avuto molto tempo per preparare la gara, così come il Foggia. Abbiamo cercato di analizzare i punti di forza e di debolezza del Foggia. Cercheremo di trovare il modo giusto per colpirli. So bene che dopo nove partite non è scritto nulla. Come so di dover lavorare sulle gambe e sulla testa dei calciatori. Sappiamo che finora abbiamo fatto un buon percorso. Sin dal ritiro e poi con chi si è aggregato a fine mercato. Poi abbiamo provato ad accelerare i tempi di apprendimento dei nuovi. So che l’entusiasmo in uno spogliatoio è importante nella maniera giusta. Bisogna tenerlo vivo, acceso. Serve lo spirito giusto in campo. Ciò che succede fuori faccio fatica a viverlo. Ma è giusto che i nostri tifosi, dopo le delusioni del passato, ora siano contenti e felici, perché vuol dire che apprezzano il lavoro che stiamo facendo e la volontà dei ragazzi di fare il meglio”. Su una mezza frase detta da Zeman, in un determinato contesto ad onor di cronaca, mister Mignani ha risposto con diplomazia senza cadere nella provocazione: “Rispetto il pensiero degli altri, ma preferisco parlare di noi. Poi ognuno la vede in modo diverso. Noi abbiamo una chiara idea di gioco e cerchiamo sempre di applicare in partita quello che proviamo in settimana”. Si va verso una cifra arrotondata verso i 15mila unità e forse vista l’apertura straordinaria domani alla porta 1 del San Nicola sino alle 17.30, non è escluso che si possa toccare anche quota16mila! Il mister del Bari a tal proposito: “Alleno tanti giocatori abituati a giocare con stadi pieni. Ma è un motivo in più che ci dà forza ed energia. Non vediamo l’ora di arrivare a domani sera, proveremo a mettere in campo il cuore. Sapevo che l’entusiasmo è legato ai risultati. Ora stiamo facendo bene. Quindi è una conseguenza. Ma quello che percepisco è l’apprezzamento nei confronti di questi ragazzi, che stanno dando segnali importanti. È importante aver riconquistato la gente sotto l’aspetto dell’impegno e dell’atteggiamento”. Numeri alla mano il Bari sotto la gestione Luigi De Laurentiis ha fatto registrare il proprio record i di tifosi nei professionisti due stagioni fa alla quarta giornata di campionato contro la Reggina quando ci furono esattamente 15.507 spettatori paganti comprensivi di 7.768 abbonati, mentre il record complessivo realizzato sotto la nuova proprietà, lo si è registrato in D contro il Rotonda, quando al San Nicola per la penultima di campionato e la festa promozione ci furono ben 18.286 spettatori presenti compreso ben 7.680 abbonati. In ogni caso al netto dei numeri che alla fine corsi e ricorsi storici Mignani è un vero gestore di risorse umane e sulle tante scelte ha voluto ringraziare il direttore sportivo Ciro Polito per l’organico messogli a disposizione: “Il direttore ha costruito una rosa con due, tre giocatori di pari livello per ruolo. Quando sono stati chiamati in causa hanno fatto sempre tutti bene. Gestire il gruppo significa fare tante cose. In base a ogni partita, a ciò che vedo in settimana cerco di far giocare i più adatti alla gara. I ragazzi stanno mantenendo un atteggiamento eccezionale sin dall’inizio. Lollo? E’ un ragazzo con noi dal ritiro di Storo. Si è sempre allenato ed è cresciuto; meritava di entrare. Non sono contentini, ma un premio chi si allena e si impegna”. E chissà che il giocatore mediano che doveva essere ceduto non ritagliarsi spazio e minutaggio maggiore, visto il suo impegno e rinnovata voglia. In chiusura il mister biancorosso ha concluso la frase sul suo mancato approdo nel Foggia di Zeman degli ‘Anni Novanta’: “Il primo anno che giocavo nel 91-92’, ero giovane, avevo vinto il campionato alla Spal, ero di proprietà della Sampdoria, e ci fu la possibilità di andare al Foggia di Zeman, in Serie A. Pavone mi aveva cercato, ma dissi di no”. La probabile formazione con il 4-3-1-2 con ballottaggio in attacco ed il rilancio in difesa forse di Pucino e Ricci: Frattali; Pucini, Di Cesare, Terranova, Ricci; Mallamo, Maita, D’Errico; Botta; Cheddira, Antenucci (Marras). (Ph. Tess Lapedota).

M.I.

 

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