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Minervini surriscalda le primarie e Stefano gli fa da sponda

La campagna elettorale per le primarie del 30 novembre prossimo è appena agli inizi, ma il clima politico nel centrosinistra si è già surriscaldato, tanto che la temperatura del dibattito tra gli esponenti già al nastro di partenza, per conquistare la candidatura alla guida della Regione, rischia di infuocarsi più di quella ferragostana ancor prima di entrare nel vivo della corsa. A dar fuoco alle polveri ci ha pensato Guglielmo Minervini (Pd) che, prima attraverso la sua pagina di Facebook e poi in un’intervista apparsa sull’edizione locale di un’importante testata nazionale, ha lanciato pubblicamente  il suo appello alla “trasparenza” nella competizione per cui è impegnato. Quasi una provocazione, quella dell’assessore regionale alla Trasparenza e Protezione civile, a cui ha fatto subito sponda il candidato di Nichi Vendola per le primarie, il senatore Dario Stefano (Sel), che sempre attraverso Facebook ha Commentato: “Ho letto l’intervista di Guglielmo. Sento di dovergli rispondere perché insieme a lui e Michele (ndr – Emiliano) sono ufficialmente candidato alle primarie del centrosinistra regionale pugliese. C’è un passaggio del suo ragionamento (Lì dove dice: “niente fondi neri; nessun mercimonio; nessuno scambio; nessun incarico”) che, in assenza di dettagli e precisazioni, finisce inevitabilmente – e mi auguro inconsapevolmente – per riguardarci tutti”. Stefano, continuando nel suo post, dichiara di condividere la richiesta di trasparenza lanciata da Minervini, ma a sua volta chiede di far chiarezza su un altro punto, per “Sgombrare il campo da possibili pericolosi fraintendimenti” che potrebbero verificarsi innanzitutto tra i candidati alle primarie. Insomma, l’esponente vendoliano chiede maggior chiarezza a Minervini, affinché “I contorni di un’accusa che, così come espressa, sembra sparata in aria, nel mucchio, e che, paradossalmente, potrebbe finire con l’infangarci tutti”. Richiesta, quest’ultima, che non ha trovato di certo impreparato l’assessore regionale molfettese del Pd che, quasi a tempo di record, ha reso noto il contenuto di una lettera aperta inviata ai due concorrenti, Stefano ed Emiliano per l’appunto, entrambi già in pista, insieme a lui, per le primarie di fine novembre. Minervini, infatti, con la sua missiva chiede che i candidati alle primarie del centrosinistra si diano una sorta di ‘carta dei valori’ da rispettare, sia prima che dopo il 30 novembre. In sintesi l’assessore pugliese alla Trasparenza invita i candidati alle primarie ad impegnarsi su tre questioni ben precise che fedelmente riportiamo: 1. Rendere pubblici on-line e con aggiornamento quotidiano, i contributi che riceviamo e come li spendiamo. Chi contribuisce volontariamente alle nostre campagne accetta di veder pubblicato il suo nome: in caso contrario, il contributo non può essere accettato;
2. Stabilire, quanto prima, il tetto massimo di spesa consentita per candidato, promuovendo così una politica all’insegna dei principi di sobrietà;
3. Sottoscrivere una norma anti-trasformismo, con la quale si stabilisce che la coalizione che si presenta alle elezioni è esclusivamente composta dalle forze politiche che decidono di partecipare alle primarie e che si riconoscono nel perimetro del centrosinistra”. Impegni che Minervini, a conclusione della lettera, propone di sottoscrivere pubblicamente in occasione di un primo confronto pubblico tra gli aspiranti del centrosinistra alla candidatura a governatore della Puglia. Ed ecco che Stefano, con la stessa celerità di Minervini, risponde su Facebook all’invito ad aderire agli impegni proposti e scrive: “Questa è la politica che ci piace. Guglielmo ha risposto alle mie sollecitazioni, ma non avevo dubbi conoscendo l’interlocutore”. Ed ancora dopo, sempre nello stesso post su Facebook, Stefano dichiara:   “Non ho nessuna difficoltà a sottoscrivere punto per punto. Come dire, per il sottoscritto non c’è alternativa. Sono stato a fianco di Vendola anche nel 2010, quando allora qualcuno nel Pd elaborava ipotesi di alleanze alternative”. Ma il senatore di Sel, in questa specie di ping-pong sul social network con Mininervini, non si limita ad affermare la propria adesione per primarie vere ed effettivamente trasparenti, ma lancia anche una pesante frecciata al candidato finora silente, ossia Emiliano, sulle questioni sollevate sempre da Minervini e commentate dall’esponente vendoliano. Infatti, Stefano a conclusione del suo ultimo post scrive: “Semmai è singolare, consentimi di sottolinearlo, che tu Guglielmo sia costretto a chiedere una conferma ufficiale al segretario regionale del Pd. Evidente che c’è un conflitto di idee tutto interno al partito anche in tema di coalizione”. In definitiva, Emiliano tace per ora, forse perché gli è chiaro   che, in un simile ping-pong tra Minervini e Stefano, rischia davvero di fare la parte della pallina.

 Giuseppe Palella

 

  

 

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