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Mingo de Pasquale premiato al Foggia Film Festival con ‘Mica Scemo’

“Quando arrivai a un altro oceano, mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui, tanto vale girarmi di nuovo e continuare a correre.” Recitava Tom Hanks nell’indimenticabile Forrest Gump, il film che narra dell’esperienza di vita di un uomo dotato di uno sviluppo cognitivo inferiore alla norma, nato negli Stati Uniti d’America a metà degli anni quaranta che diventa testimone di importanti avvenimenti della storia del Paese. Il film è poi divenuto nella memoria collettiva l’emblema dei sentimenti autentici e della lotta contro il pregiudizio. In questa metaforica e infinita corsa verso la difesa delle categorie più fragili sembra essere impegnato il percorso dell’attore Mingo De Pasquale, sempre in prima linea a sostegno del sociale, che come un moderno Forrest pugliese ha appena ricevuto il ‘ Social Short Movies Award’ in occasione dello storico Foggia Film Festival 2021, con il corto ‘ Mica Scemo’, diretto da Antonio Palumbo e prodotto da Dedalo film in collaborazione con l’associazione Vinci con Noi, in cui interpreta il ruolo di un uomo cinquantenne affetto da sindrome autistica. Festival che quest’anno ha dato molto spazio alle tematiche sociali di diversa tipologia, oltre che all’attualità.

Com’è nata l’idea di questo personaggio? È stato difficile calarti nelle sensazioni ed emozioni vissute da un autistico?

 “Il 3 dicembre è la giornata mondiale della disabilità, quindi abbiamo voluto rilanciare il messaggio di questo corto in previsione anche di sviluppi futuri (vorremmo crearne una serie), e devo dire che ogni volta è un’emozione rivederlo e rivivere le sensazioni che hanno accompagnato la sua genesi. Il corto è stato proiettato fuori concorso, ma hanno deciso di premiarlo ugualmente per la mia interpretazione. Alcuni anni fa c’è stato questo nostro incontro con l’associazione Vinci con noi, in occasione di un evento sociale a cui parteciparono molti bambini autistici. Ricordo che c’era anche Lino Banfi come testimonial. Cominciai a fare delle domande che riguardavano questi ragazzi e i loro atteggiamenti, provavo molta curiosità, nonostante le loro problematiche mi fossero ancora del tutto sconosciute, in qualche maniera mi toccavano.  Il mio pensiero volò subito a quella magistrale interpretazione di Dustin Hoffman di trent’anni fa, nella mia mente già pensavo artisticamente alla creazione di un personaggio, perché in Italia forse mancava un approccio cinematografico al problema e un legame tra il cinema e questa tematica così complessa da affrontare. L’idea era quella di creare un personaggio che avesse delle caratteristiche ironiche proprio per sdrammatizzare, e in qualche modo permettere di poter guardare con simpatia agli autistici, abbattendo il pregiudizio. Per dare una chiave nuova, interessante e costruttiva all’ approccio al problema, di lì ho cominciato a passare molto tempo con loro, a studiare questa patologia con i suoi elementi ripetitivi e abitudinari, a capire che ogni persona autistica vive in un mondo a sé che bisogna comprendere se si vuole instaurare un dialogo con loro.”

Pensi che in Italia e in particolare in Puglia si stia facendo davvero qualcosa di concreto per aiutare le famiglie dei ragazzi autistici?

“Direi che purtroppo la strada è ancora lunga qui in Puglia, non vi è molto interesse né solidarietà verso questo mondo, oltre alla carenza di strutture adeguate specialmente in questo momento storico particolare che stiamo vivendo, durante il covid le famiglie hanno sofferto moltissimo per il problema di dover tenere i propri figli chiusi in casa. Un altro aspetto che ritengo importante e che mi piacerebbe affrontare se riusciremo a far diventare ‘Mica scemo’ una serie, è quello che si pongono molti genitori di ragazzi autistici, ovvero, cosa ne sarà dei propri figli una volta diventati adulti e dopo la loro morte.”

Riguardo ai tuoi progetti futuri, cosa bolle in pentola?  

“Su Amazon prime da una settimana trovate Emoticon, un corto molto bello all’interno della raccolta Poems, la storia di un uomo che non voleva più avere a che fare con whatsapp. Ci sono bellissime scene girate a Bari. Poi credo a gennaio cominceremo a girare una nuova serie a introspezione psicologica, interpreterò la parte di un professore appassionato di fisica quantistica. Le prime scene saranno girate nell’Ateneo di Bari. Naturalmente non mancheranno mistero e suspence. E poi attendo la prima della Traviata di cui ho seguito la regia, dovrebbe essere a Roma per febbraio. Naturalmente il taglio dell’opera sarà molto moderno, vedrete personaggi che si conoscono sui social e comunicano via Internet.”                      Rossella Cea

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