“Bitonto la mia seconda casa, il presidente Rossiello sta costruendo un top team”
20 Luglio 2021
Parole “come note sul pentagramma”
20 Luglio 2021

Minima moralia (Meditazioni sulla Vita Offesa. T. Adorno) (113)

Mattarella premia con il cavalierato tutta la rosa degli azzurri, che hanno vinto gli “europei di calcio 2020” e rende onore a mancini, elevandolo al rango di “grande ufficiale della repubblica”. Quali le motivazioni? Per “meriti sportivi” e per “spirito nazionale”. Ora, Vorrei Chiedere ai Miei 25 Lettori: ”E’, forse, ancora, uno “sport” il ”calcio” o non è diventato uno scellerato contenitore di ogni forma di malaffare, se è vero, come è stato, ampiamente, dimostrato, che le mafie e le camorre mondiali, planetarie dettano le loro ultime parole sul risultato di tutte le partite? Interpreti, per la maggior parte inconsapevoli, del teatrino pseudo sportivo, messo su dalle “oneste” organizzazioni, di cui sopra, sono i pedatori mercenari internazionali, bellimbusti, senz’arte, né parte, per la maggior parte, incolti, devoti solo al dio denaro, senza alcuna educazione all’”appartenenza” a qualcosa o a qualcuno, che requisiscono  “pro domo sua” tutto il denaro, di cui si tronfia il “sistema calcio”, permettendosi esistenze da nababbi (auto di lusso, magioni principesche, etc., etc.,  etc,), e  elargendo spermatozoi (così, le apparenze, sessualmente, “etero” di essi) alle “sciantose” in vista dell’avanspettacolo televisivo, mentre, palestrati, come sono, l’unico lavoro, a loro consono, eticamente,  sarebbe  la raccolta, da mane a sera, di pomodori, a due euro  l’ora, nei terreni partenopei della camorra e in quelli della mafia nella piana catanese. “Spirito nazionale”? Ma Caro, Ingenuo Presidente, l’unica molla al sacrificio di 90 minuti, quanto dura, un partitella di ”calcio”, per codesti mercenari, è, sempre, stata, è, sarà, se vincitori, la prospettiva di un lauto premio partita (per questo IO nella finale: italietta – Inghilterra ho Tifato per i Calciatori Inglesi, in quanto, all’unanimità, avevano essi dichiarato che avrebbero devoluto il premio in caso di vittoria degli “europei”, al ”Sistema Sanitario Inglese”)  e la richiesta di continui ritocchi alla loro orribile, disonesta, ingiusta, offensiva della povertà dei Molti, mercede annuale che,  per i premiati da lei, Signor Presidente, arrivano a cifre lontanissime da ciò che Ella Percepisce, pur con le Annose Responsabilità della Carica che Ricopre? IO, Caro Presidente, Sono Stato, per 40 anni, il Maestro, prima di tutto, e, poi, il Docente di/a centinaia di Ragazzi, che ho Educato alla Misericorde Passione nei riguardi di Qualsiasi Prossimo. Tra i Tanti Miei Discepoli. Riusciti, non bene, ma benissimo, vorrei RicordarLe il Prof. Franco Locatelli, Ordinario di Oncologia Ematica Pediatrica nell’Università di Pavia, Primario nell’Ospedale Pediatrico ”Bambin Gesù” in Roma., Presidente dell’”Istituto Superiore di Sanità”. Aveva 14 anni, quando, nel Liceo Scientifico, ”Cesare Battisti”, in Lovere (BG), ho Conosciuto il Futuro Luminare della Medicina, Franco Locatelli. Per 3 anni Egli ha Ascoltato i miei Etici Insegnamenti che, certamente, Lo hanno Portato a Considerare il Lavoro, l’Impegno del Medico una Evangelica Missione, sì che Egli non ha, mai, avuto Figli biologici, ché i Suoi Veri Figli Sono i Numerosissimi Bambini, che ha Salvato dalla Morte. Per cose di cosi assoluta, mediatica invisibilità, Caro Presidente, a ME e a Tanti, come ME, ha, per caso, Pensato a un Premio, a una Onorificenza? Se non lo ha fatto, non si preoccupi, in quanto a ME  e a Tanti, come ME, Bastano, come Premio, le non rare telefonate dei nostri Discepoli, che Rammentano, con Struggente Nostalgia, gli Anni, da Tirocinanti della Vita, Trascorsi Insieme a NOI.

 

 

“Alla maturità uno studente su due ha una preparazione da terza media”, ha Rivelato o Rilevato l’ ”Invalsi”, ovviamente, non da Terza Ginnasiale della Scuola Gentiliana, alla quale l’attuale terza media, unificata nell’ignoranza, ”post sessantotto”, non può essere, assolutamente, accostata. Cioè, in parole povere, un maturato o un diplomato 2021 non sa leggere, scrivere e far di conto, competenze che non ha, ma che dovrebbe avere un tredicenne o un quattordicenne, che, oggi, viene licenziato dal ciclo dell’obbligo a rimanere ignoranti. In molti si chiedono: ”Effetto della “dad” da covid”? Noooo, per carità, non carichiamo il “covid” di responsabilità non sue, che, invece, andrebbero caricate sugli impolitici, che negli ultimi anni si sono seduti sui cadreghini del “ministero della malattia” (la Salute Pubblica non viene, assolutamente, Tutelata, secondo i Dettami Costituzionali. Nell’italietta, se non si vuole morire, dati i tempi biblici d’attesa per visite specialistiche nelle strutture ospedaliere pubbliche, bisognerebbe stare col “portazecchini”, ognora, aperto, per pagare visite e interventi a cliniche private e a esosissimi medici, che lavorano, anche, privatamente e, spesso, non potrebbero farlo) e non hanno provveduto, per pigrizia, per scarso Senso del Dovere, per inopia  di Competenze, a far elaborare dai burocrati del Ministero piani di allerta, di prevenzione per le varie epidemie, di contrasto ad esse, con cui l’umanità, nei millenni e nei secoli, ha dovuto, con l’olocausto di milioni di morti, fare i conti. Ahimè, quanto i Grandi hanno Parlato e Scritto, non di rado, invano! Infatti, l’ex Cancelliere Fiorentino, Niccolò Machiavelli, nel ”De Principatibus” aveva Raccomandato di liberare il letto dei fiumi nelle stagioni non piovose, cioè, in primavera e in estate, da tutto ciò che avrebbe potuto  intralciare il veloce fluire dell’acqua verso il mare, quando  essa si fosse resa copiosissima nelle stagioni piovose. Niccolò considerava la fortuna e le sue alee, donn che andavano affrontate e contrastate con “Prudenza” Preventiva, vale a Dire, dall’etimo latino, con Saggezza Preventiva. Ritorniamo alle Nostre Usate Geremiadi. I non studenti italiettini (quelli delle superiori, si fa per dire, ché quelli, dalla materna, alla scuola primaria, alla secondaria di primo grado, venivano e vengono accompagnati nelle loro rispettive aule, con ”mazze e panelle”, dai loro genitori, essendo considerato quel ciclo scolastico dalla plebaglia proletaria e piccolo borghese una specie di deposito di carne non autonoma, col risultato che quella carne conclude il ciclo, di cui sopra, nell’ l’ignoranza abissale, ancora, intonsa), a far data dal ’68 del secolo scorso, spessissimo, durante gli anni scolastici, che si sono susseguiti fino all’approdo del 2020 e del 2021, non hanno oltrepassato la soglia dei loro istituti; altrettanto, spessissimo, li hanno occupati, vantando solidarietà con gli ultimi del mondo e protestando contro i capitalisti planetari per i loro indecenti capitali accumulati, sfruttando il mondo del lavoro. Tali Sentimenti, ovviamente, condivisibili, essi,”tamen”, nutrivano e nutrono dalle ore 8 alle  13 di ogni giorno non festivo e da ottobre a giugno, cioè, nelle ore e nei mesi, destinati all’impegno scolastico. Le non molte volte, non avendo pronte motivazioni di pietistica solidarietà con gli oppressi da qualche truce despota, che entravano, che sono entrati nelle loro aule, hanno, preliminarmente, patteggiato con i loro inermi, per non dire altro, dirigenti scolastici il “menu” di cazzeggio da consumare in classe nelle ore curricolari. Per concludere, ciascun non studente italiettino, nei 5 anni di qualsiasi corso di studi delle superiori, da lui frequentato, dal, Ripeto, ’68 del secolo scorso, si sarà degnato di sottoporsi a un mucchio di un centinaio di lezioni, che trattavano contenuti curricolari? Quindi,  di ragazzi provenienti da un ciclo dell’obbligo, ove, veramente, si disperdono talenti “in nuce” (distratti dalla preparazione di cori e  di spettacolini: per la nascita del bambinello, per la morte del bambinello, per la resurrezione del bambinello o per la visita di qualche paperone, laico o chierico, come si fa per rendere omaggio al giovane sanguinario dittatore nordcoreano), che arrivano ad un altro ciclo scolastico, ove, per qualsiasi cavolo, non si fa più Scuola,  la povertà macroscopica di competenze  in essi, rilevata dall’ ”Invalsi”, non può non essere la conseguenza di quanto, Inascolati, come le antipatiche cassandre, abbiamo, dolorosamente, Denunciato. Dolorosamente, perché?  Non E’ inutile Ricordare che la Scuola Pubblica, quella Gentiliana, per un proditorio disegno impolitico, doveva diventare “scuoletta pubblica”, dove ai pargoli delle classi che, mai, avevano avuto voce, ascoltando don milani, si dovevano dare diplomi, maturità, perfino, poi, titoli accademici, ma assolutamente, dequalificati, ché non Sostanziati da Cultura e da Competenze, Germinate dai Leopardiani” Studi matti e Disperatissimi”. Sì che i rampolli dei senza voce, nonostante allori di ogni specie, non poterono, non possono, non potranno finalmente, prendere, l’ascensore sociale, in quanto per dimorare nei “palazzi”, dove “si puote ciò che si vuole”, bisognava, bisogna, bisognerà non solo avere la preparazione dei figli di papà, ma Possedere Qualcosa di Indecifrabile Spessore Culturale in più di essi. I figli di papa? Ho parlato di Preparazione, che essi possiedono, mentre,  i prodotti spermatozoici del proletariato e della scellerata piccola borghesia sono carenti di tutto. I primi hanno Frequentato frequentano Severissime Scuole e Università all’estero o Severissime Scuole  e Università Internazionali nell’italietta, Sapendo, avendo Coscienza e Consapevolezza di Doversi Impegnare negli Studi, allo stremo, per continuare a fare parte dello ”status sociale”, che i loro genitori potrebbero loro trasmettere, a patto di legarsi, alfierianamente,   ad una sedia, posta davanti a una scrivania, su cui c’è un Libro, il cui Contenuto deve, dovrà essere Metabolizzato, machiavellianamente, come “ Cibum” che Appartiene, esclusivamente, a Giovani  Responsabili. Mentre i secondi hanno frequentato, frequentano, frequenteranno scuolette, la cui “paideia” è quella di filippo neri: ”State buoni, se potete”, altrimenti, non vi daremo il massimo di voti, ma qualcosa in meno, per le vostre birichinate.”Sic stantibus rebus” non possono, non potranno fare altro i secondi , come fecero i loro padri, che preparare le valigie di cartone, sperando che all’estero sia, ancora, riservato per loro un lavoricchio da lavapiatti, nonostante il laticlavio di diplomati o laureati, che non dismettono, ché profumi di merda, anche quando posano gli sfinteri sul cesso. Oppure, per qualche euro in più, vestono, vestiranno, volontariamente, la divisa militare, pronti a portare all’estero la “pax augustea”, a misura della ”nato”, che i governanti italiettini, alleati con i falchi statunitensi, hanno promesso alla popolazioni che, già, soffrono i soprusi dei loro dittatori. Per finire: se l’ ”Invalsi” ha rilevato  il pietoso stato di salute culturale dei nostri giovani, ahimè, dei figli delle classi più sfigate, di cui si compone il popolicchio italiettino, come mai le commissioni  che li hanno esaminati, li hanno premiati con diplomi e maturità e, in moltissimi casi, col massimo dei voti? Quale dovrebbe essere la terribile ipotesi? Che esse  si sono macchiate del “reato di falso in atto pubblico”! Alla magistratura non compete mettere il naso? Purtroppo, non lo mette dal ’68 del secolo scorso, nonostante il mormorio che, alto si levava, di scrutini,  di esami ”pro forma”. Quest’anno il reato di ”omissione in atti d’ufficio” potrebbe essere sanato dagli inghippi didattici, che ha causato  la ”dad”, anche se bisogna, ulteriormente, Denunciare che  i non studenti italiettini, quando erano invitati a fare lezione, si fa per Dire, in “dad” si rifiutavano, accampando migliaia di scuse di carattere logistico e didattico; quando erano invitati a fare lezione, si fa per Dire, ”in presenza” a loro,  esperti in espedienti per sottrarsi a qualsiasi impegno scolastico, non mancavano tribali giustificazioni della loro malavoglia di fare il ”mazzo”, che dirigenti scolastici, insegnantucoli  con la schiena più dritta avrebbero dovuto, severamente, punire. Di fronte a tanta indifferenza nei riguardi del destino di migliaia di giovani senza bussola non solo famigliare, “sed etiam” scolastica, Ci Torna in Mente il Divo Totò che, Interprete di un quadretto comico, non si lamentava degli schiaffi, ricevuti da uno sconosciuto, che, però, lo chiamava, pasquale, giustificandosi: ” E che mi chiamo pasquale, io?” Codesta, per Parafrasare il Principe, sarebbe la giustificazione delle autorità scolastiche, dei dirigentucoli scolastici, degli insegnantucoli, della magistratura: ”E che sono  io il ministro? E che sono io il dirigente scolastico? E che  sono io  l’insegnantucolo? E che sono io il magistrato?”.

Pietro Aretino

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