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Minima moralia (Meditazioni sulla Vita Offesa. T. Adorno) (115)

Non c’è, mai, rassegnazione delle Assenze di Coloro che Sono, fisicamente, Lontani o non Sono più. Esse Costituiscono l’Irrevocabile Patrimonio della Memoria. Da Esse, per Esse, pertanto, il Sogno, l’Arte, la Poesia, la Musica, in cui gli Assenti a Noi Ritornano e, in Spirito, Rivivono per qualche disperato istante.

 

Il Colore della Pelle Nera e Coloro nei/ sui quali Esso S’incarna olent (puzzano), se sono associati alla povertà e al degrado sociale, che essa comporta, ma sono, assolutamente, indifferenti per l’ ”establishment”  e per la plebaglia, in cui inocula efferati pregiudizi, se una folata di denari favorevole innalza il colore della pelle nera e coloro  che per esso sono stimmati  “diversi” molto, molto al disopra della fame e dell’inopia di tutto, sopportati dai loro maggiori.  Ecco, un esempio eclatante. Negli “states”, in cui gran parte della popolazione è, ancora, sottoculturalmente, razzista, sì che nelle ultime presidenziali il razzista trump ha ottenuto 70 milioni di voti, un afroamericano, l’abbronzato (come l’aggettivò con compiaciuto razzismo il piccolo, non solo di statura fisica, ”sed etiam” di spessore culturale, berluska) barack hussein obama è stato il 44° presidente, dal 2009 al 2017 . Perché? Per l’immensità degli “sghei” della famiglia paterna, da cui proveniva. Tra l’altro, obama, votato dalla massa di afroamericani (eredi di coloro che furono con la forza trasferiti dai  mercanti di schiavi nel continente americano e che, cruentemente sfruttati dai galeotti bianchi, esuli da tutti gli stati europei, fecero, con il loro sangue, la ricchezza, su cui galleggiano gli “states”), li ha, impudentemente, delusi,  in quanto le promesse di riscatto degli ultimi (soprattutto, afroamericani) non sono state da lui mantenute e la debolissima riforma sanitaria, da lui varata, è stata cancellata da trump il giorno dopo che il despota sovranista s’insediò alla “casa bianca” e, negli otto anni della sua presidenza, un numero, assolutamente, spropositato di afroamericani disarmati è stato massacrato, a revolverate, da poliziotti aguzzini, senza che dall’alto scranno presidenziale, obama avesse levato la sua voce di accorata riprovazione nei confronti dei metodi hitleriani della polizia di un paese, i cui governanti, negli agoni internazionali, si fanno paladini dei ”Diritti umani”. Il medesimo discorso potrebbe farsi per la cosiddetta “diversità” etnica o razziale. Gli ebrei, grazie alle loro straordinarie capacità imprenditoriali, da sempre, cioè, dall’inizio della loro “diaspora” (Distruzione di Gerusalemme, ad opera dell’imperatore romano tito nel70 d.c.), ovunque, abbiano dimorato e dimorino, sono stati, sono, ancora, i padroni della finanza internazionale. Non ci sarebbe lo stato d’israele, se non ci fossero loro a finanziarlo dagli “states” e a suggerire ai governanti di esso la politica nei confronti degli sfigati palestinesi. Nessun presidente degli “states” potrebbe essere eletto, senza il “ci sta bene” delle lobby ebraiche statunitensi, che ne condizionano la politica economica e militare nel mondo. Ora, per fare un salto nel passato, hitler con quali ebrei se la prese? Che tra l’altro, per vie diverse, e non lontane, aveva sangue ebreo; che, alla fine dei conti, fu elevato al potere, e funse da fantoccino di essi, come lo fu il suo maestro mussolini, dai “padroni delle ferriere tedesche”, di sangue ebreo, ché facesse il lavoro sporco di stroncare la “Repubblica di Weimar”, debole nei confronti delle richieste e dei conseguenti rivolgimenti del mondo operaio, che si sarebbero potuti diffondere in tutta la germania. Hitler se la prese con i portatori di una supposta diversità etnica razziale, socialmente, ultimi, come lo erano i rinchiusi nei ghetti ebraici tedeschi e nei ghetti ebraici di tutta europa e giocò a “gasare” non solo sei milioni di essi, suoi consanguinei, ma anche gli appartenenti a una comunità di rom e un po’ di omosessuali, smagati dalle razzie dei suoi scherani nelle città occupate dai suoi eserciti. E egli stesso, come molti della nomenclatura nazista, era omosessuale, neanche velato, come si dice in gergo. Per concludere sui portatori di quest’ultima “diversità”. Il fatto che cesare, come Narra Svetonio, “fosse il marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti” gli sminuisce, forse, tra i colti e gli incolti l’aureola di grande statista,  di geniale militare e di incisivo Scrittore? E che dire dell’ultimo re dell’italietta, l’umberto II, il re di maggio, felicemente, sposato con la belga maria josè, padre di una nidiata di figli, all’interno della regale famiglia e anche all’esterno, si che la “vox populi” gli attribuisce la paternità, perfino, di un ex presidente della repubblica italiettina? Nel contempo, sempre la “vox populi” rumoreggia di filarini del principe e, poi, del re, con non poche guardie reali. Ahimé, se tutti i cattivi giudici dei prossimi loro, inermi e indifesi nei riguardi dei loro pregiudizi, fossero meno restii dal Conoscere la Storia, lo svolgersi dei tempi conterebbero meno vittime e meno carnefici e ogni problema nella vita costituirebbe  un’ottima occasione per Migliorare le Umane Relazioni.

 

Qualche giorno fa MI sono recato all’ufficio postale in via piepoli in bitonto, dove, fino ad ottobre, saranno costretti a recarsi coloro che, normalmente, si recavano nella sede principale delle poste bitontine, ché in siffatta “location” maestranze stanno operando il restauro del tetto, dal quale cadevano, pericolosamente, calcinacci, che avrebbero potuto procurare danni agli avventori in/di essa, per il disbrigo delle loro personali faccende. A Dire il Vero, aspettavo il mio turno con grave imbarazzo, in quanto avrei dovuto prelevare dal mio “conto corrente postale” una somma di una certa consistenza, consapevole di essere (come in genere capita, quando si ha a che fare con servitori della cosa pubblica “solo casa, lavoro e, possibilmente, sagrestia”) un perfetto nessuno all’ impiegato postale di turno, che avrebbe dato corso alla mia richiesta di prelievo. Invece, tutta la mia ansia, con Mia Somma Maraviglia, si rivelò, improvvisamente, di assoluta inconsistenza, ché ebbi la fortuna di incontrare dietro lo sportello postale Due Occhi e Due Mani, che a un Imperterrito Pessimista, come ME, Ridiedero la Fiducia, da tempo persa, nella Razionalità, che E’ Bontà, delle Umane Relazioni. Ho, appena, poc’anzi, Accennato all’Incontro di Due Mani e di Due Occhi, in quanto della Signora, che il Caso aveva Incaricato di Dare uno Sguardo ai miei euro, dalle poste italiettine custoditi, per prelevarne una non modesta quantità, Si Vedevano, poiché Seduta e con il Volto coperto dalla mascherina “anticovid”,  solo gli Occhi, insolitamente, a Mio Parere, Educati, Allenati a Guardare il Prossimo, ma con Severo, Rigoroso  Rispetto, e le Mani, Curatissime, con le Unghie smaltate del colore “fuxia” pallido, che allude al cromatismo di quei tramonti, in attesa di  un maestoso Chiaro di Luna. Senza Dubbio le Mani Rispondevano, Erano in Consonanza con gli Occhi di quella Signora, che in Essi, per Essi Rivelava la Sua Nobiltà d’Animo, non potendo RivelarLa altrimenti, e Posava le Dita sul “computer”, digitava i tasti, come se solcasse la tastiera di un pianoforte,  per Intonare  “Per Elisa” di Beethoven. Miravo quelle Mani nell’onirico”status” della Stupefazione, per la Classe di un’ Eccezionale Donna, che Esse Testimoniavano; perché E’ Raro che da un Rapporto tra Due Sconosciuti Fiorisca la Poesia e la Musica. E Tanto Avviene, quando Due Creature, nel RapportarSi, non si sentono partecipi di nient’altro (non di una razza, non di uno stato, non di una famiglia, non di una classe sociale, non di una classe d’età), se non dell’Universo Stesso; Coinvolte nel Piano della Natura, sia Essa Divina o il Risultato, Razionalmente, Comprensibile, di un Rutilante SusseguirSi di Cause e di Effetti

 

“E’ meglio saper /o non sapere, /avere la conoscenza?”, domanda, in una sua canzonetta, v. capossela all’indovino tiresia. Capossela, inutilmente, si rivolge all’indovino tiresia e MI costringe a Citare il Divino che, senza troppi giri di parole, Diretto, come, sempre, Fu, Proclamò: ”Fatti non foste a viver, come bruti, ma per seguir virtude e canoscenza”. L’ignoranza ci rende fascisti, nazisti, razzisti, leghisti e oscura il Sole, cioè, la Percezione, pur Lontana e Frale, della Verità. Inoltre, a Dire il Vero, i preti, gli indovini, i profeti dovrebbero essere gli ultimi a subire la retorica domanda caposelliana, in quanto in un Mondo di Uomini che ”Canoscessero”, essi non avrebbero ignoranti da turlupinare, persuadere con le loro pericolose menzogne. Infine, Sono Possibili, oggi, Previsioni, Proiezioni sul Futuro, Fondate su Inappuntabili Dati Scientifici. Quindi, ancora, torna a fagiolo la ”Canoscenza”.

 

I predecessori dell’ex bibitaro, gigio di maio, ieri, ministro del lavoro e dello sviluppo economico; avantieri, vicepresidente della camera dei deputati; ministro degli esteri oggi, furono ”statisti”? Ebbene, dall’unità dell’italietta la stagione dei cosiddetti statisti altro non è stata, se non la “condicio sine qua non” ci sarebbe stata la stagione degli ex bibitari, di una manica di disoccupati, senz’arte, né parte, dai “vaffanculo” del comico grillo elevati agli scranni parlamentari, di ministeri e sottosegretariati importanti, addirittura al carismatico scranno della terza carica della repubblica (vedi: tal fico). Insomma, quale italietta i cosiddetti statisti (de gasperi, togliatti, nenni, moro, berlinguer, andreotti, de mita, craxi, dalema, etc., etc., etc., e….) hanno lasciato in eredità ai bibitari e sodali? Appiattimento sulle mafie e sulle camorre, stragi di stato, servi degli ”states”, tangentopoli, la ”questione meridionale”, mai risolta, e debito pubblico, ormai, incontrollabile, nonostante le false assicurazioni dalla nenniana ”stanza dei bottoni”. Però, bisogna ammettere che gli “statisti” “d’antan” sapevano usare i congiuntivi, mentre gli ex bibitari, per carità! Ritornando a di maio: per le sceneggiate, di cui s’è fatto protagonista, promotore, attore (dove metteva, mete egli le mani, risplendeva, risplende secondo lui, l’Eccezionalità della Storia, tanto che, da buon plautino “miles gloriosus”, ha avuto il coraggio di fanfaronare “d’avere sconfitto la povertà”. Ciò detto, e per i congiuntivi, quasi sempre, usati a sproposito, come dianzi Lamentavo, il novello masaniello meriterebbe di ritornare sugli spalti dell’ex san paolo in napoli. Purtroppo, la democrazia è il regime dei mediocri, se non dei peggiori, essendo il popolo che, sovranamente, li vota, senza essere consapevole di ciò che fa e si fa, è degno dei suoi rappresentanti. Non basta essere onesti, come i grillini hanno urlato, urlano alla pancia della suburra italiettina, ammesso che i mediocri e i, culturalmente, peggiori, gli incompetenti, lo siano, bisogna Essere Colti, Preparati, Dotati di Carisma.

Pietro Aretino

 

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