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Minima moralia (Meditazioni sulla Vita Offesa. T. Adorno) (129)

“Per avere l’imputato, ad onta dei nostri avvertimenti, reiteratamente, usato, sconsideratamente, la parola ”narrazione”, in auge, al momento, la corte, che non c’è, lo condanna alla pena massima  della ‘omogeneizzazione’ ”.

 

Quando le aggettivazioni sono un sovraccarico di cattiveria, rimossa nell’inconscio, e da esso sfuggita al mancato controllo di un ”io”, che ne permette la non voluta rivelazione. Il primo agosto del 1917 fu pubblicata una nota (ovviamente, inascoltata) del papa benedetto XV contro le nazioni impegnate (si fa per dire) nella prima guerra mondiale, da lui definita “una inutile strage”. Ma nessun pennivendolo gli contestò l’uso dell’aggettivo ”inutile”. Infatti, chi potrà, mai, ritenere accettabili e condivisibili la ”stragi utili”? Certamente, le avrebbe condivise benedetto XV, in quanto i papi suoi predecessori avevano bandito, a profusione, stragi “utili” non al genere umano, ma alla prepotenza del loro temporale impero. Quindi, l’aggettivo”utile” in bocca o nella penna di un papa, regnante nel 1917, fu un enorme “lapsus linguae” o “lapsus calami”, che alla memoria riportava nefandezze del papato, rimosse o nascoste nell’inconscio di tutta la cattolicità. Quali le nefandezze? Ad esempio, tra tante altre: la crociata albigese o la crociata catara fu una campagna militare, lunga 20 anni, che ebbe luogo tra il 1209 e il 1229, bandita da papa innocenzo III con lo scopo di estirpare l’eresia catara o il “catarismo” nei territori della linguadoca nel sud della francia.  Ad esempio: gregorio IX il 10 ottobre 1927 scomunicò Federico II che, avendo a onorio III (il papa,” sponsor”col suo aspersorio dell’ascesa dello svedese al trono imperiale ) promesso di partecipare, personalmente, alla VI crociata, in continuazione, ritardava l’inizio delle operazioni. Per giustificare alle genti cattoliche che federico ”ab omnibus vitandus – doveva essere da tutti evitato”, in quanto scomunicato,  il volitivo e intransigente gregorio IX pubblicò   l‘enciclica “in maris amplitudine”, accusando l’imperatore di aver eluso il voto fatto a onorioIII  e di avere ingannato la sede apostolica. Una seconda volta Federico II venne scomunicato da gregorioIX in quanto DecisoSi a iniziare la VI crociata, aveva evitato l’ ”utile” strage voluta, fortemente, voluta dal papa, essendosi incontrato il 18 febbraio 1229 a Giaffa con il Sultano Mussulmano, Al – Camil, aveva firmato il trattato, grazie al quale, federicoII entrava in possesso di Gerusalemme, di Betlemme, di Nazareth e di una striscia intorno ad Acri. Gerusalemme fu aperta a tutti, le mura di cinta abbattute e le comunità poterono convivere pacificate. In 5 crociate, volute dai papi, formalmente, per liberare i luoghi solcati dal nazareno e in cui era stato crocifisso e sepolto, in realtà, perché tutti coloro che vi avrebbero partecipato si auguravano lauti bottini e auguste prebende, “in primis” e, specialmente, i papi. Mentre Federico con una stretta di mano ottenne, ciò che i papi avrebbero voluto ottenere con, Ripetiamo ”utili” stragi. A proposito di aggettivazioni che, a volte, sovraccaricano di ignominie frasi scritte o pronunciate da rappresentanti di istituzioni, in questi giorni una corte d’assise di croma, che ha condannato a 13 anni di carcere gli aguzzini in divisa, colpevoli di avere causato la morte di Stefano Cucchi, ha motivato la dura sentenza di condanna, scrivendo che gli omini in divisa avevano perpetrato ”un pestaggio ingiustificato e sproporzionato”. Perché ci sono pestaggi delicati, giustificati, proporzionati? E da chi e a cosa? Ad esempio, i fascisti pestavano e pestano, recitando al pestato la Favola di Fedro ”Il lupo e l’agnello” e proporzionando la violenza mortale del pestaggio all’incapacità di reazione del pestato inerme.

 

All’amara Riflessione dei  Miei 25 Lettori Affido la Lettura del ”post” (deposto, come un cadavere, alle falde del Mio Indignato Preambolo), scritto, composto, formulato da un signore che, certamente, insegnantucoli da dozzina avranno dal ciclo dell’obbligo licenziato, donandogli un diplomino corredato, magari, di una buona valutazione, che dalla scuoletta di oggi a nessuno viene negata. Allora, un Tragico Dubbio S’Insinua, Legittimo, nella Mia Mente: “E’ l’italiettino un popolicchio, pur scolarizzato al 99% e, almeno, al 60% scolarizzato fino alla maturità e al Diploma e agli immeritati allori accademici, di analfabeti in ortografia, in grammatica,  in sintassi italiettina, che fa fatica ad eseguire le fondamentali operazioni matematiche e a sciorinare le tabelline; che, in conseguenza dei “deficit”, di cui, appena sopra, soffre di analfabetismo etico e politico, sì che non si può non concludere che le montiane “amate sponde” siano inquinate da abitanti vegetanti, non da Cittadini, la cui latitanza fa della democrazia, di cui gli abitanti menano vanto, il peggiore dei peggiori regimi, nei cui “palazzi”  stazionano  incompetenti, corrotti, tutti, potenzialmente, fascisti”. MI accingo, dunque, a trascrivere il ”post”, la cui irredimibile scorrettezza ho denunciato  nell’ “incipit” del Mio Preambolo: ”è (il sindaco) non ha capito niente  ché Bitonto è di noi tutti i cittadini e il sindaco è tutta la giunta non anno capito devono darci soddisfazione ha noi cittadini altrimenti avanti un’ altro”. Cari insegnatucoli, la “Fiera del Libro” e mille altri diversivi, che escogitate per…, Devono della Didattica  Costituire il companatico, accanto al ”Pane” Necessario alla Produzione delle Fondamentali, Curricolari Competenze dei vostri scolari, altrimenti. alleverete adolescenti cha hanno fatto esperienza di Libri in vendita, ma incapaci di Leggerli e di CapitalizzarNe, come Dice Machiavelli, il Magistero.

 

 

Il capo della nomenclatura vaticana ha, definitivamente, virato, si potrebbe dire, a sinistra nelle sue omelie, come vice del nazareno; come capo dello stato del vaticano, invece, la sua ”real politik” non è, assolutamente, in discontinuità con i suoi predecessori. Da costantino in poi, cioè, da oltre duemila anni, i capi della chiesa cattolica e i loro subalterni, detti consacrati, fino all’ultimo curato di campagna (tranne qualche mirabile eccezione, tollerata, appena, come fiore all’occhiello di esemplarità evangelica, che allontanava i sospetti, in verità, certezze, degli indicibili misfatti, complicità, di cui s’era  resa protagonista la corte vaticana), s’erano trasformati nel ” medium” , nel ” mezzo”, nel ”tramite” per il quale le politiche vessatorie del/dei potere/i raccattava, raccattavano, proditoriamente, il consenso irresponsabile  delle popolazioni o le tacitavano, opponendo loro l’ira di dio, se avessero disubbidito al/ai potere/i, fatti, fallacemente, passare, come diretta emanazione di dio. Il pulpito era la ”location” da dove, in nome di dio, s’intimava alle plebi analfabete, credule di ”non desiderare la roba d’altri”, nonostante,  le minoranze al mondo, che possedevano la roba, grazie, si fa per Dire, al latrocinio,  alle grassazioni,  all’usucapione, si fossero impossessate di tanta “roba” di comune proprietà. Con la scoperta della stampa nel 1450 da parte di J. Gutemberg, che inventò il torchio tipografico, seguito dall’ utilizzo dei caratteri mobili in metallo, e con il perfezionamento dei mezzi di comunicazione e diffusione di massa (Libri, giornali, radio, televisione, “social”) tutti nelle mani dei “padroni delle ferriere”, i veri elaboratori, gestori delle ingiuste politiche economiche sul pianeta”Terra”, il/i potere/i, sotto la dettatura padronale, di cui s’è appena detto,  incominciò, incominciarono a “ mobbingare” il clero cattolico e il suo capo, escludendolo dal “morfinizzare”, plagiare le plebaglie, in quanto impadronendosi dell’invenzione di Gutemberg e utilizzando canee di pseudointellettuali nel fare funzionare il torchio tipografico, avrebbero potuto, più facilmente, e in termini più massivi, raggiungere le popolazioni di cattolico credo.  A sua volta, il clero cattolico e la gerarchia vaticana, sentendosi, sempre più, inutilizzata dal/dai suo/suoi  antico/chi  sodale/i,  presero a sfornare “encicliche”, in cui, ognora, inascoltato/e  tentavano, o facevano finta di tentare, contro la loro millenaria natura di portavoce, di assertori degli interessi di chi aveva la ”roba”, di invocare l’ascolto delle Ragioni degli Ultimi da parte di chi “poteva ciò che voleva”. Così, tanto per fare qualche esempio, leone XIII, nel 1891, sforna la”Rerum Novarum”, in cui affronta il problema della questione operaia nel tempo della prima rivoluzione industriale. Rifiutando.”tamen” il conflitto tra il capitale e il lavoro e invocando la via della solidarietà, ovviamente, utopica, dal momento  che, essendo il lavoro oggetto di sfruttamento da parte del capitale, in vista del massimo profitto “pro” detentori di esso, era, è, sarà inimmaginabile la solidarietà. Ancora, tra tante altre, la” Populorum Progressio” del 1967, sfornata da paolo VI, che dà voce a tutti i popoli del Mondo nel segno del vangelo e della fratellanza umana. Parole, parole al vento, che non cambiavamo, non hanno cambiato niente: i pochi ricchi più ricchi e i poveri più poveri e più numerosi, in seguito alla globalizzazione. Arriva bergoglio e tuona: serve salario universale; riduzione dell’orario di lavoro; dare accesso ai vaccini a tutti, condono dei debiti dei paesi sottosviluppati. Non dicendo che quei debiti non li hanno fatti le popolazioni affamate, ma i burattini, messi a dominarle dai “ras” delle potenze  militari ed economiche  (stati uniti, cina, francia, russia, gran bretagna) planetarie. Infatti, assistiamo al paradosso che i popoli sottosviluppati abitano territori del pianeta”Terra” ricchissimi di materie prime,  quasi “a gratis”, requisite dalle potenze, appena sopra cennate,  in virtù di un  rapporto neocolonialistico: le potenze impongono alla guida di quei territori loro fantocci che, per rimanere al potere e difendersi da eventuali rivolgimenti da parte delle popolazioni, da essi rese in mutante, acquistano armi, da chi ha li ha innalzati al potere, al prezzo di mercato e cedono quote rilevanti delle ricchezze in grembo ai  loro territori al prezzo deciso da coloro che sostengono il loro regime. Bergoglio  rivela gli effetti, cioè, la fame di milioni di uomini, non le cause impolitiche di quella fame. Abbiamo più volte, segnalato, avvertito che inascoltata è  stata, è la parola della nomenclatura vaticana, quando tuona. I potenti del mondo, ormai, la considerano, come Diceva Pasolini, come germinata dalle lacrime di un bambino che, non vedendosi accontentato dai suoi genitori o,addirittura, snobbato, si mette a fare i dispetti. Anche se i Potenti  non rinunciano allo spettacolo di apparire alle plebi, folkloricamente, compunti ”proskinesianti” nei confronti di un uomo, che indossa un abito bianco  (mentre ne dovrebbe  indossare uno rosso a simboleggiare i fiumi di sangue fatti versare dai suoi predecessori nei millenni) a cui, in cuore loro, non assegnano alcuna autorità e, ancora meno, Autorevolezza Culturale ed Etica. Ma, per non fare un torto alle plebi, che hanno bisogno di certi gesti di sudditanza pseudoreligiosa, pubblicamente, gli baciano le mani, non di più, mentre coloro che li precedettero in vetta al/ai potere/i, avrebbero ai papi baciato, anche, altro, temendo la spada di damocle della scomunica, tra le mani di essi, pendente sulle loro teste.

Pietro Aretino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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